L’Angolo del Collezionista: Introduzione

Collezione

INTRODUZIONE

Collezionismo, fumetti e valutazione economica usato.

Leggere i fumetti non basta, per quanto un lettore possa essere distaccato o disincantato prima o dopo si scontrerà con una realtà che corre parallela a quella del mero collezionismo, infatti legato a doppia mandata si deve considerare anche il mercato o la quotazione che un singolo albo o una serie possiedono. Può sembrare a prima vista un’incredibile assurdità, ma da tempo il collezionismo in genere, e nel caso specifico il fumetto, è considerato un bene rifugio sicuro al pari dei metalli e delle pietre preziose. In senso assoluto ogni “pezzo” ha in se un suo valore che lo colloca in borsa, come ogni azione è soggetta a oscillazioni e variazioni; cerchiamo quindi di analizzare brevemente alcune considerazioni per capire meglio di cosa stiamo parlando:

  • Non esiste purtroppo in Italia un organo ufficiale che stabilisce e fissa un prezzo di riferimento per un albo come accade in America, dove esperti rilasciano regolare certificato con tanto di classificazione e prezzo, quindi si è costretti molto spesso a prendere come punti di riferimento le aste on-line (molto spesso edulcorate), le fiere del fumetto, siti in rete, i cataloghi e naturalmente l’esperienza personale.
  • Il valore di un pezzo può subire moltissimi condizionamenti che sono in grado di portarlo a livelli eccezionali così come dimezzarlo. I parametri sono molteplici e non permettono leggerezze poiché in certi casi si parla di una forbice di migliaia di euro. Ci sono forme di valutazione più o meno uniformi e sinteticamente riassumibili in questi termini:
  1. Da magazzino o edicola: materiale perfetto sotto ogni punto vi vista, carta freschissima e al tatto saldissimo, dalla struttura compatta, con molta probabilità mai letto ne sfogliato.
  2. Ottimo: materiale pressoché perfetto, presenta lievissimi segni del tempo o pieghe impercettibili, o arrotondamento degli angoli.
  3. Buono: lo stato sostanzialmente è riconducibile al precedente ma con i difetti più marcati. Le pagine sono state aperte e porta i segni della lettura.
  4. Discreto: i segni diventano evidenti e portano con se gli anni e le vicissitudini del caso. Forse lo stato più comune.
  5. Mediocre: sono visibili strappi, scritte, mancanze e fortissimi segni di usura.

Fatte queste prime considerazioni si passa a esaminare dettagli più precisi. Questi non sono punti da poco, hanno la capacità di rendere un fumetto unico, prezioso, raro o introvabile. Infatti spesso nel corso dell’editoria italiana le uscite dei fumetti vengono accompagnate da accessori che negli ultimi anni stanno facendo la differenza in campo collezionistico. Molti di questi fumetti possedevano poster, adesivi, pubblicità, inserti, figurine, bollini, cruciverba. Questi particolari che di fatto si trovano nascosti all’interno e quindi invisibili sono il tallone di Achille di molti collezionisti.

Quando si è intenzionati a fare un acquisto importante si deve tenere conto di altre fondamentali variabili. Per diverse ragioni esistono albi esattamente identici (almeno in apparenza) ma che in realtà non lo sono affatto. Tralasciando le ristampe anastatiche a volte molto fedeli, diversi fumetti differiscono nell’interno, nel contenuto delle pagine; le cause spesso sono attribuite a censure o a nuove stampe o a motivi editoriali vari. Riconoscerle per non essere fregati è una necessità di fondo. Quindi il consiglio è quello di documentarsi, prepararsi e cercare continuamente di capire.

Le motivazioni che spingono così in là un collezionista di fumetti sono molteplici, si può essere spinti da un’idea di investimento, o di avere una serie perfetta, o semplicemente per divertimento. Si può criticare questo tipo di atteggiamento, semplicemente per una ragione culturale, ma in fondo questa forma d’arte che è il disegno a fumetti si sta accostando per interesse e per cifre a quello ben più rispettato dell’antiquariato o dell’arte in genere.

Un’ultima considerazione va fatta; ci sono naturalmente collezioni o rarità assolute che nel corso del tempo non perderanno mai il loro valore incrementandolo sempre anche se magari in maniera lieve. In altri casi è possibile che certe previsioni non vengano rispettate, e quindi che certi titoli, certi autori, certe serie possano perdere interesse, (in fondo è sempre la domanda che stabilisce il prezzo dell’offerta) e anche qui le ragioni sono svariate e imprevedibili. Quindi come per la più blasonata borsa dei titoli anche qui si parla di giocare, e a volte si vince e a volte no.

Per adesso ci siamo concentrati sul lato effimero della parte economica. Ma ogni fumetto possiede una storia fatta di persone, eventi, incontri, fughe, tentativi, possibilità. Quello che proponiamo è capire le motivazioni che hanno condotto un fumetto ad essere così ricercato sul mercato. Non sempre il percorso è stato lo stesso per tutti. Partendo da tutto questo vorremmo intraprendere un sentiero ricco di passione e esperienze decennali per approfondire un amore che non conosce misura.

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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