[Esclusiva] Bao Publishing: C4 Chiacchiere con… Caterina Marietti e Michele Foschini!

Sarzana Vista dall'Alto

In occasione di “Sarzana Vista dall’Alto”, evento organizzato nella città ligure dalla Libreria del Fumetto Comic House in collaborazione con Bao Publishing, io, Marco e Stefano abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Alberto Madrigal, Stefano Simeone ed Antonio “Sualzo” Vincenti. I tre autori, con le loro opere “Un Lavoro Vero” (Madrigal), “Ogni Piccolo Pezzo” (Simeone) e Fermo (Sualzo), hanno inaugurato la suggestiva collana di Bao Publishing “Le Città Viste dall’Alto”, ennesima dimostrazione di come il fumetto in Italia sia ormai a tutti gli effetti un prodotto maturo e significativamente descritta proprio dall’editore come “una collana di storie che non potrebbero succedere altrove, ma potrebbero succedere a te”.

Oltre alle interviste agli autori, in arrivo nei prossimi giorni arricchite da un concorso che metterà in palio un disegno che ogni autore ha voluto dedicare ai lettori di C4 Comic, nel pomeriggio di domenica siamo stati così fortunati da poter scambiare quattro chiacchiere anche con nientemeno che Caterina Marietti e Michele Foschini, rispettivamente CEO e direttore editoriale di Bao: in una parola, l’anima della casa editrice.

Come capirete guardando – o leggendo – l’intervista, era da molto tempo che avevo voglia di fare alcune domande a Bao: da Zerocalcare al Nao di Brown, da Orfani a Saga, passando naturalmente per Le Città Viste dall’Alto  e menzionando alcune chicche in arrivo per il 2014… Enjoy!

C4 Comic: Ciao e grazie per averci concesso questa intervista. Entriamo subito nel vivo del discorso: Zerocalcare, Il Nao di Brown, Saga, I Kill Giants e non posso continuare ad elencare titoli, ma gran parte di quanto di memorabile sta uscendo in Italia è edito da Bao Publishing. Come scegliete i vostri titoli e quali sono i vostri parametri?
Caterina Marietti: In realtà la risposta è molto banale: è tutto a gusto nostro. Io passo gran parte del mio tempo a guardare siti di disegnatori, siti di fumetto eccetera. Tutto sta a pensare “cavolo, io questo lo leggerei”: è una commistione dei gusti miei e di Michele.
Michele Foschini: Anche adesso che autori molto affermati ci fanno determinate proposte, quando non è questione di qualità, rifiutiamo certe cose perché non sentiamo di poterle vendere bene noi da lettori. Vendiamo bene le cose che amiamo.

C4C: Una curiosità: come è nata con Zerocalcare?
Michele Foschini: Lui ci conosceva già, inizialmente lo aveva sponsorizzato Makkox. La prima cosa che abbiamo pensato di pubblicare insieme in realtà era stato quello che poi è stato il secondo libro, Un polpo alla gola. La nostra idea iniziale era che scrivesse qualcosa di nuovo con noi, poi ci siamo resi conto che la vita de La profezia dell’Armadillo era stata limitata all’autoproduzione, quindi abbiamo deciso di dare disponibilità Mainstream a un prodotto che doveva rimanere indie.
Caterina Marietti: In realtà era poi uscita l’edizione a colori della Profezia dell’Armadillo, quindi i due prodotti hanno continuato ad avere vita separata anche dopo che è uscita la nostra versione.

C4C: Più tardi ha seguito anche Ogni maledetto lunedì su due, quindi è proseguita comunque questa decisione delle storie brevi.
Michele Foschini: Sì, perché il pubblico aveva già capito che l’autore era da seguire, l’importante era educare i librai. Era importante che in un periodo relativamente breve di tempo uscisse un determinato numero di cose e adesso, dopo quattro successi a poca distanza l’uno dall’altro, sanno che è un autore da tenere d’occhio. Quattro successi di cui due esistevano già, di fatto, le storie nuove sono Un polpo alla golaDodici.

C4C: Dodici del quale è uscita anche una variant: come mai avete fatto questa scelta?
Michele Foschini: Era ciò che ci chiedeva il lettore, voleva una versione particolare. Noi l’abbiamo fatta così complicata da realizzare da costringerci da farla una volta e mai più: i costi per farla fosforescente sono stati molto alti, ma lo sforzo è stato ripagato dalle quasi duemila copie vendute.

Orfani Bao variant

C4C: A proposito di costi molto alti, sta per uscire la vostra edizione cartonata di Orfani. Recchioni nella conferenza stampa del Mantova Comics ha spiegato come questa scelta sia stata pensata sin dalle origini, principalmente per evitare che ogni singolo volume di Orfani tirasse le cuoia dopo appena 30 giorni passati in edicola. Grazie a Bao nasce questa edizione da libreria, anche molto bella esteticamente, che racchiude i primi tre volumi della serie. Anch’essa prevede una variant, quali sono stati i costi per realizzarla?
Michele Foschini:  Molto alti. Abbiamo scelto un dipinto di Massimo Carnevale che non andava assolutamente sporcato con grafica. I titoli e tutte le informazioni, quindi, sono stampati su una sovracoperta in acetato trasparente che ha un maledettissimo costo ma lo rende davvero un oggetto stupendo. A me piace sperimentare cose nuove: l’inchiostro fosforescente, la vernice uv lucida spessorata su carta grezza… Il tentativo è quello di dare sempre al lettore qualcosa di più. Il prezzo dei nostri libri non è stabilito strettamente in base ai costi di realizzazione o dei diritti da pagare agli autori o agli editori esteri. Si tratta di quello che reputiamo sia il prezzo giusto del prodotto: se è possibile dare di più all’interno di quel parametro di prezzo, lo facciamo. Nel caso dello speciale di Alan Moore legato alla dinastia del Capitano Nemo, ad esempio, abbiamo trasformato una texture solamente stampata in un vero dorso telato.  Questo per dare al lettore qualcosa di più, premesso che il prezzo è stabilito a priori e l’editore estero non accetterebbe una nostra pubblicazione più economica. Lo possiamo fare perché ne stampiamo abbastanza da far sì che questo costo non ci rovini: il nostro intento è quello di dare qualcosa di più per la cifra che sta pagando.

C4C: In questo ultimo periodo il mercato del fumetto ha avuto un’espansione enorme e lo si vede anche dai titoli che escono. Le tre opere della collana Le Città Viste dall’Alto sono di uno spessore significativo.
Michele Foschini: Sì, il pubblico sta crescendo molto. Saga in un anno ha visto la propria tiratura salire fino quasi a raddoppiare, una cosa che in quindici anni di lavoro nel settore non mi era mai capitato di vedere.

Saga #18 cover

C4C: Anche Saga è un fumetto molto maturo.
Caterina Marietti: E il terzo, poi…
Michele Foschini: Diciamo che Vaughan ha la capacità di farti affezionare a personaggi che fredda rapidamente!

C4C: Vogliamo parlare delle espressioni disegnate da Fiona Staples?
Michele Foschini: Se Brian non ha impedimenti saranno presenti entrambi al Lucca Comics. Al momento è molto impegnato a Hollywood, ma speriamo davvero possa essere disponibile.

C4C: Un piccolo esempio basato sulla mia esperienza personale. Non mi piace nulla di quanto sia ambientato nello spazio, né di futuristico. Non mi appartiene, non mi ha mai appassionato. Detto questo… Sto seguendo Orfani e Saga. Ora, ditemi voi: qual è il valore di queste due opere?
Michele Foschini: Beh, guarda, io odio visceralmente il fantasy, però Bone l’ho voluto fortissimamente. Ci sono opere che trascendono il genere al quale appartengono. Non ne possiamo ancora parlare, ma c’è in arrivo un western…
Caterina Marietti: Che io ho voluto tantissimo!

C4C: Tornando per un’ultima volta ad Orfani, perché avete deciso di raggruppare proprio i primi tre albi? Va bene l’idea di renderlo un prodotto da libreria, ma come mai questo numero? Giusto per fugare ogni dubbio del fatto che si tratti di motivi meramente commerciali.
Michele Foschini: Roberto (Recchioni, ndr) ha strutturato la prima stagione per avere delle battute ogni tre numeri, era la quantità che aveva senso raccogliere anche perché questa vuole essere un’edizione definitiva. Un volume alla volta non aveva senso…
Caterina Marietti: E raccogliendone tre sarebbe venuto un volume enorme. Abbiamo annunciato l’uscita già da prima dell’esordio della serie.
Michele Foschini: Volevamo che i lettori potessero decidere sin da subito quale serie seguire. Anche perché la storia di Orfani è quella in edicola, nella nostra edizione non ci sono pagine di storia aggiuntive. Noi offriamo uno sguardo al making of, che essendo stato di una quantità di lavoro senza precedenti in Bonelli vale la pena raccontare. Bozzetti di Carnevale, Gigi Cavenago che per una sola scena fa venti disegni differenti che non verranno mai pubblicati, più di un giga di materiale a matita di Emiliano Mammuccari solo per il primo volume… Vale decisamente la pena.

preview-il-nao-di-brown-1C4C: Tocchiamo un argomento che sento particolarmente vicino a me: Il Nao di Brown, del quale ho avuto il piacere di fare la recensione. Io me ne sono innamorato sia per la storia sia perché trascende molto la classificazione bello-brutto e… L’edizione è bellissima.
Michele Foschini: Decisamente. Un altro esempio di bellissima edizione è Portugal, un libro di mezzo metro quadro. Di Nao ci siamo innamorati sin da subito, così come di Glyn (Dillon, ndr). A Treviso ha acquerellato duecento copie in due giorni.
Caterina Marietti: Io avevo seguito su internet il making of di Glyn, appena è uscito l’ho letto in una notte. Ricordo che una volta dissi a Glyn di prendersi una pausa, ma lui mi rispose che era venuto per stare con i lettori e voleva solo lavorare.

C4C: Che cosa avete trovato nel Nao di Brown?
Caterina Marietti: I protagonisti potrei trovarli dappertutto. È una storia molto particolare, ma è anche universale. Ti prende, sei dentro alla testa di questa ragazza e dici “anch’io potrei avere questi pensieri”. Pur entrando in un argomento così spinoso come può essere il disturbo ossessivo-compulsivo, non la giudichi.
Michele Foschini: C’è tensione, lei è in una costante situazione di crisi, un countdown verso il disastro del quale  non conosci la natura. Ti fa conoscere la sintomatologia prima di spiegarti qual è il reale pericolo che corre chi le è a fianco, provi un nervosismo come se stessi puntando verso un evento che temi, ma non sai cosa possa succedere.

C4C: C’è una certa rotondità nel libro. Gli enso rotondi, la foto dalla quale la narrazione parte e alla quale arriva, la lavatrice.
Michele Foschini: L’enso che si può trovare sulla copertina è proprio dovuto a questo. Glyn si è imposto perché tutto fosse esattamente come lo voleva, argomentava le sue richieste spiegando ciò che voleva ottenere, non era la richiesta di chi ha un’idea fissa in testa. Il merito della produzione è suo, è di una perfezione unica. È stato il primo caso in cui un autore mi ha mandato un dettaglio riguardo quelli che avrebbero potuto essere i punti critici per la traduzione, pur non conoscendo l’italiano, per assicurarsi che certi giochi di parole fossero riservati. Nemmeno l’editore originale sa quando farà un altro libro. Lui doveva togliersi  da dentro qualcosa di enorme, quando vorrà fare il prossimo lo farà, non è un autore che puoi forzare.
Caterina Marietti: Anche tutta la parte di calligrafia della lettera è stata fatta secondo le sue direttive. È stato un lavoro molto sentito da lui e lunghissimo, di quattro anni, si vede che l’ha vissuto molto da vicino: si tratta del disturbo di cui soffriva sua moglie da ragazza. Un libro importantissimo, a cui ha lavorato con tutto se stesso.

C4C: Un autore che invece sa quando farà il prossimo libro è Zerocalcare…
Caterina Marietti: La storia che sta per raccontare ce l’ha raccontata proprio venendo a Sarzana l’anno scorso. È una storia così importante per lui che ha voluto prendersi tutto il tempo necessario.
Michele Foschini: Ci sta lavorando, non ha nessuna fretta. Nel frattempo ha collaborato alla scrittura del film La profezia dell’Armadillo.

C4C: Entro fine anno?
Caterina Marietti: Sicuramente.
Michele Foschini: È un libro che sente talmente tanto e sta raccontando con una tale onestà che a me, da editore, non interessa se vende più o meno di altro. Si tratta del libro per il quale verrà ricordato in questa fase, l’apice di un discorso: lui stesso dice che dopo questo si dovrà inventare qualcosa di nuovo. Il libro sarà diviso nettamente in due parti, proprio ora sta decidendo la variazione di registro.  Il suo modo di includere la sua normale ironia non è in questo caso un espediente per alleggerire: riesce a dire una cosa triste declinandola in modo comico e mantenendo comunque la tristezza intrinseca del momento. Sta veramente maturando come narratore.

C4C: Leggendo quanto ha pubblicato sul suo blog, il film deve essere una cosa che lo ha toccato molto. Io non ho mai avuto l’occasione di parlare personalmente con Michele Rech se non da fan che si è fatto fare un disegno, però l’ho trovato molto timido e molto buono, sembrava quasi più in imbarazzo lui nel disegnare che io a chiederglielo! Nel leggere il suo racconto mi è sembrato molto combattuto, ho avuto l’impressione che sia stata una fase un po’ particolare per lui. Mi sono immaginato lui che pensava “ma lo faccio questo film? Non è che se lo faccio poi…”
Michele Foschini: Ti dico solo che lui per correttezza, dal momento che è molto amico di Valerio Mastandrea, Michele è arrivato al punto che il contratto con lui fosse solo per quel film, in modo che se Valerio si fosse ritirato per altri impegni, Michele avrebbe impedito di proseguire con quel progetto.

C4C: Questo è ciò che separa l’operazione commerciale dal prodotto voluto e vissuto dall’autore.
Michele Foschini: Lui ci ha detto più volte che se anche adesso il film non si facesse, lui sarebbe comunque contento per averlo scritto.

C4C: Ultima domanda: cosa ci dobbiamo aspettare da Bao?
Michele Foschini: Innanzitutto, 81 libri. Poi ti diciamo un libro a testa, il mio è Come Prima di Alfred. Quel libro è la storia di due fratelli che non si vedono da dieci anni, dopo che uno dei due ha lasciato la famiglia con astio, e vanno insieme a seppellire le ceneri del padre. Parla davvero profondamente ai lettori, Alfred ha cambiato completamente registro, ha un modo del tutto nuovo di scrivere. Lo devo tradurre la prossima settimana e non vedo l’ora!
Caterina Marietti:  Il mio è “E la Chiamano Estate”, di Jillian Tamaki e Mariko Tamaki. La storia di due ragazzine che si vedono ogni anno per fare la vacanza al mare con i genitori: una storia apparentemente banale, ma scritta con una leggerezza che fa sembrare di essere lì con quelle due ragazzine.

C4C: Grazie davvero di tutto. Per favore, fate un saluto ai nostri lettori?
Caterina Marietti: Ciao!
Michele Foschini: Continuate a seguirli, sanno fare le domande giuste!

Dopo la grande soddisfazione che ci ha dato intervistare Caterina Marietti e Michele Foschini, non possiamo che augurare loro un 2014 ricco di soddisfazioni e dargli appuntamento ai prossimi mesi per seguire insieme tutte le novità Bao Publishing!

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Nicholas Venè

Leggo, scrivo, gioco, guardo, commento. Osservo e prendo appunti, provando a fare cose.

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9 Risposte

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