Romics 2014: Barry Purves e Naoya Yamaguchi

ROMICS 2014 FESTIVAL PURVES YAMAGUCHI – Questo l’ultimo post dedicato alla nostra incursione all’edizione primaverile di Romics 2014, per raccontare due figure che hanno intrattenuto con la loro presenza i numerosi spettatori dell’evento nella giornata di Sabato e che onorano con il loro lavoro le rispettive categorie: Barry Purves (Romics d’Oro 2014) e Naoya Yamaguchi.

Barry Purves, animatore e regista inglese già nominato ai premi Oscar e BAFTA, specializzato in puppet animation e conosciuto anche come “mago dello stop motion“, ha incontrato i fan dal palco del Movie Village, accompagnato da Tchaikovsky, miniatura in silicone del compositore protagonista di uno dei meravigliosi corti. Una carriera di 36 anni di animazione e oltre 60 premi internazionali ricevuti per cortometraggi, lungometraggi, serie e prodotti per RE_MG_0575l’advertising. Senza aggiungere le collaborazioni con registi del calibro di Tim Burton (per Mars Attacks!) e Peter Jackson (in King Kong).

Quello che trasmette sono comunque grandi umiltà e umanità, e una passione travolgente per il proprio lavoro, che condivide con gli spettatori invitandoli ad avvicinarsi per toccare il piccolo musicista e rispondere alle domande.

Durante l’incontro, l’autore che ha fuso teatro e animazione ha proiettato alcuni dei suoi corti come Next (l’opera completa di Shakespeare in 5 minuti!), Plume e il già citato Tchaikovsky, oltre a un riassunto della propria vita nel mondo dei pupazzi che comprendeva anche scene di Screen Play, storia di The Willow Pattern raccontata attraverso il kabuki e votata da ASIFA come cinquantesimo miglior corto di sempre.

Il teatro Kabuki è stato oggetto anche del workshop tenuto nella mattinata di sabato dal Maestro Naoya Yamaguchi, fotografo giapponese di fama mondiale ospite di Romics grazie all’Istituto Giapponese di Cultura e all’Ambasciata del Giappone.

Yamaguchi – ospite in mostra insieme a Purves – è oggi considerato uno dei più grandi maestri della fotografia e RE_MG_0511vanta copertine per lavori di grandi artisti giapponesi, cantanti J-Pop, attrici, locandine e pubblicità di videogiochi Namco. Gira il mondo presentando il suo lavoro The Japonism, con il quale attraverso le fotografie cerca di trasmettere la vera essenza dello spirito giapponese, nel tentativo di far emergere l’anima nascosta del Sol Levante.

Sensei Yamaguchi nella prima parte ha trattato con i partecipanti il tema e i pattern caratterizzanti e complementari delle due differenti forme di teatro tradizionale giapponese Noh e Kabuki, affiancato dai suoi collaboratori per trucco e acconciature che hanno trasformato due volontarie in figure femminili della tradizione nipponica.

Dopo una breve pausa il Maestro ha poi concluso con la seconda parte analizzando alcuni dei suoi lavori, dispensando consigli tecnici e approfondendo l’importante tema dell’immagine nella fotografia in Giappone, tema che ha influenzato da sempre anche il mondo del manga.

Simone Severi

Nato negli anni in cui il genere manga segnava in modo indelebile la cultura dell’Occidente, mi nutro inizialmente di cartoni animati e all’età di 8 anni circa scopro Dylan Dog e vengo travolto dall’universo di fumetti e videogiochi. Oggi cerco di coltivare ancora con lo stesso spirito queste passioni, lottando contro la noia della vita moderna.

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