[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Matteo Buffagni

E anche questa volta bando alle presentazioni, onere del gentilissimo Matteo Buffagni che ci ha rilasciato quest’intervista, e mi ha dimostrato che anche i disegnatori di Nightcrawlerper questo meritevoli di un posto speciale nel mio cuore – possono essere “persone normali”.

Enjoy!

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C4 Comic: Si tratta di un mio pallino, quindi porta pazienza. Se normalmente dovrebbe essere la redazione a presentare il suo intervistato, credo sia molto più sfizioso lasciare che sia tu a raccontarci chi sei, di cosa ti occupi e a mettere l’accento su ciò che preferisci condividere con noi.
Matteo: Mi definirei un man of simple pleasure: mi diverto con poco e il disegno è sempre stata una costante del mio tempo libero, tanto da spingermi a fare di questa passione il mio lavoro.
Ora ho il privilegio di vivere disegnando fumetti sia per il mercato italiano, dove disegno Diabolik (del quale dal 2014 sono anche il copertinista degli inediti) che per il mercato americano, dove lavoro per Marvel sotto varie testate (tra cui Daken: dark wolverine e la miniserie Ultimate Ironman: demon in the armor).
Anche condividere le esperienze ed insegnare mi è sempre stato di grande stimolo ed è per questo che ci tengo a precisare che sono anche docente di anatomia alla Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia.

sbam_diabolik_nuovagraficaC4 Comic: Vuoi rivelarci come è nata la passione per il fumetto e l’illustrazione?
Matteo: Da piccolo volevo fare “il miliardario”, poi crescendo ho scoperto che non era un mestiere e quindi mi sono dato al disegno: non saprei dire quando è nata questa passione, visto che mi segue fino da quando ho memoria.
La mia fortuna penso sia stata avere un fratello maggiore di otto anni che seguiva l’istituto d’arte e dal quale ho potuto apprendere molto, anche solo guardandolo esercitarsi.
Poi sono arrivato alla fine del mio percorso scolastico e ho dovuto scegliere se intraprendere un sentiero più accademico o uno più pragmatico: ho scelto il secondo ed ora eccomi qui.

C4 Comic: Sei molto giovane, eppure hai sulle spalle una quantità di esperienze davvero straordinarie da far invidia alle vecchie glorie. Com’è avvenuta questa rapidissima ascesa, dal tuo diploma alla scuola di Comics fino al lavoro con Marvel?
Matteo: Durante l’ultimo anno della scuola di Comics di Firenze ho iniziato a collaborare a illustrazioni per libri di scuola e storyboard nello studio Inventario di Giuseppe Palumbo, allora docente del corso di fumetto. La svolta nel mondo a vignette è avvenuta poco dopo con la casa editrice Claire de Lune e il progetto in due tomi Vestiges, con Andrea Iovinelli come sceneggiatore e Nicola Righi ai colori.wolverine_buffagni
Finiti i due tomi ho approfittato della visita di C.B. Cebulski al Mantova Comics&Games per mostrargli il mio portfolio, il quale mi ha subito portato a lavorare su X-23 e poi Daken.

C4 Comic: Vuoi raccontarci come sei riuscito a inserirti nel mercato statunitense?
Matteo: Penso di esserci riuscito per fortuna, tempismo, e anche perché il mio lavoro è stato molto apprezzato da C.B., che mi ha sempre spinto su nuove testate senza mai lasciarmi a rigirarmi i pollici (cosa che mi riesce molto bene).

C4 Comic: Che differenze noti tra il mondo del fumetto estero e quello italiano?
Matteo: Diciamo che la grande differenza, al di là delle ovvie considerazioni su formati e tecniche, l’ho trovata nel ritmo di lavoro, molto più umano in Europa rispetto a quello in America, dove “it’s all about business”: cominci presto a capire essere un modo di vivere più che un’intenzione.

C4 Comic: Volevo farti i complimenti per la tua versione di Nightcrawler, che è tra i miei mutanti preferiti in assoluto. Da X-fan, quindi, potrai immaginare il mio interesse per le testate dedicate a Daken e a X-23. Hai voglia di raccontarci quest’avventura?
namor_buffagniMatteo: Ho iniziato con un paio di numeri di Daken in sostituzione a Giuseppe Camuncoli, ideatore della parte grafica e copertinista della serie, e poi ho portato la serie fino alla chiusura, facendo gran parte degli ultimi 10 numeri. Penso che la scelta sia caduta su di me sia perché conosco Giuseppe, sia perché abbiamo uno stile per certi tratti simile, molto spigoloso e noir. Essendo stato l’inizio di tutto sono chiaramente affezionato al figlio di Wolverine e spero di poterci rimettere le mani presto in qualche altra serie.

C4 Comic: Ho letto che hai iniziato come illustratore per libri scolastici, e poi sei passato all’agenzia pubblicitaria. Soprattutto la creazione di storyboard sembra interessante. Com’è stato il lavoro lì? Pensi possa essere una buona palestra di allenamento per gli aspiranti disegnatori?
Matteo: Lavorare nella grafica pubblicitaria, in particolar modo nel campo degli storyboard, non è affatto male, perché ti costringe a lavorare tanto in poco tempo ed è molto ben pagato. Sfortunatamente il più delle volte non è molto stimolante, ma è sicuramente un esercizio molto completo, sia nella parte tecnica che in quella psicologica.644138_556975814374736_1003385876_nC4 Comic: Passiamo ora a qualche curiosità di te.

C’è qualcuno a cui ti ispiri quando disegni?
Matteo: Ce ne sono tanti, ma il più delle volte cerco di non guardare troppo altri disegnatori per evitare di cadere nella tentazione di copiare o di rischiare di perdere la personalità nel mio tratto.
Si possono prendere cose diverse da artisti diversi, l’importante è capire in cosa dimostrino al massimo le loro abilità.
Per quello che riguarda invece la parte anatomica mi rifaccio più che altro a spunti fotografici.image

C4 Comic: Cosa consiglieresti ai disegnatori che vorrebbero seguire le tue orme?
Matteo: Di disegnare tanto e di cercare di rimanere con i piedi per terra. Ne ho visti tanti di aspiranti disegnatori mollare dopo una porta in faccia presa da un editor, o persi nelle loro manie di grandezza prima ancora di entrare nel mondo del lavoro.

C4 Comic: C’è qualcuno in particolare con cui ti piacerebbe collaborare, e non si è ancora presentata l’occasione?
Matteo: Ho collaborato con tanti bravi sceneggiatori e tanti ancora ne vedrò, ma se dovessi scegliere un compagno di squadra io punterei su tre coloristi che ammiro tantissimo e che ancora non ho avuto modo di vedere all’opera sui miei disegni: Laura Martin, Marte Gracia e Dean White.
Non li voglio tutti e tre insieme, me ne basta uno per volta.

C4 Comic: Quale dei fumetti che hai disegnato ti ha reso più orgoglioso? E ce n’è uno in particolare di cui, invece, non ti senti particolarmente soddisfatto?
Matteo: Penso che Vestiges, il primo fumetto che ho fatto, li racchiuda entrambi: orgoglio perché finalmente pubblicavo un fumetto, ma allo stesso tempo, insoddisfazione ora nel riguardarlo e nel notare la qualità del disegno.

C4 Comic: C’è un fumetto che avresti voluto essere tu a illustrare?
Matteo: Forse V per Vendetta o Watchmen, ma anche Sin City o Ratman, che rimane uno dei pochi fumetti che mi faccia ridere in maniera incontrollata.

C4 Comic: Qual è la tua kryptonite?
Matteo: Facebook. È come una droga che ha per effetto collaterale il farti perdere tempo.

Martina Moretti

Nata a Carrara, una città a metà tra i monti e il mare, coltiva la passione della lettura, fumetti e non, da quando era ancora un virgulto di ragazza. A fine novembre 2013 si infervora per l’idea dell’amico Nicholas Venè e si lascia trascinare dentro lo staff di C4Comic. In fondo, però, l'unica cosa importante da dire è: Cyclops was right! (cit.)

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16 Risposte

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