Three 4 Comic: il Compratore di Fumetti

Compratore

S01E13 – Acquistare un fumetto è una di quelle cose che avviene sempre con un certo supporto di magia. Per ognuno ha un sapore diverso, un tempo diverso, un gusto unico che definisce chiaramente quale tipo di cliente si è diventati dopo anni di acquisti forsennati. Impensabile riuscire ad immortalare tutte le categorie competenti, ma credo che a grandi linee non sia poi troppo distante la classificazione riportata qui sotto. Ci tengo a precisare che nessuna delle tipologie è frutto di scellerata o moderata fantasia ma solo il ricordo di prototipi facilmente avvicinabile se assidui frequentatori di fumetterie.

TIPO 1 – LA TALPA: tipologia base di cui ogni media- grande fumetteria è dotata. Si riconosce facilmente; le sue caratteristiche sono definite e solari. Nessuno però si accorge quando entra in negozio, si muove silenzioso e solitario per piantarsi di fronte ad una libreria qualsiasi. Porta in dotazione un paio di occhiali passati di moda almeno tre volte e di spessore variabile, che rendono gli occhi puntini nell’universo della faccia; di carnagione chiara, capello di media lunghezza e rigorosamente unto a sufficienza da brillare al sole, fornito di un leggero manto di forfora che si posa ferocemente sui risvolti del colletto e sulle spalle della maglia. Soggetto poco socievole e incline alla conversazione, di età indefinibile anche se frequenta il negozio da quando ha aperto. Secondo stime approssimative compra un buon numero di copie preferendo soggetti come supereroi o manga a sfondo clamorosamente sessuale.

Compratore by StenTwo

Compratore by StenTwo

TIPO 2 – VIDI PISCIARE E ME NE VENNE VOGLIA: tipologia diffusissima e ben distribuita su tutta la superficie terrestre. Si nasconde con inimmaginabile scaltrezza, almeno fino a che non si rivela in pubblico. E’ l’amico che casualmente frequenta un appassionato di fumetto, è colui che nel gruppo sente sempre parlare di una serie, di un personaggio, di come vi è piaciuta una scena, di come vi siete emozionati per una situazione o per dio solo sa che cosa. Allora, per stanchezza, e non per entusiasmo, decide un giorno che anche lui vuole provare a leggere qualcosa di così profondo e sconcertante, e accompagnerà l’innocente amico. Dopo avere ascoltato distrattamente i vostri consigli, prenderà in mano l’albo da voi caldamente consigliato, lo rivolterà con distacco tra le mani per qualche secondo e alla fine con distacco olimpico acquisterà il fumetto che mai leggerà.

TIPO 3 – TANTO DOMANI M’AMMAZZO: Sempre più comune anche se non è sempre visibile il suo operato. È il genere di avventore che personalmente adoro; è l’impavido compratore che dopo due o tre notti trascorse a fissare il soffitto si butta in un acquisto sconsiderato, spaventoso, da milionario quale non è. Trascorre ore prima di mettere le mani sul malloppo contando e ricontando i soldi, per paura di perderli o di essersi sbagliato, suda freddo e si dimena dentro un cappotto preso a caso nell’armadio. La dote in comune a questo stereotipo è il totale pagato per possedere una montagna di fumetti come un solo preziosissimo pezzo. È il classico profilo di persona che non mangia per settimane, che si maledice, che inveisce contro la sua stessa malefica natura, che si identifica e apostrofa come il peggiore caso di malato che esiste in giro. Ma poi si compiace, sbandiera come un trofeo la conquista tanto sudata, la venera, si compiace e sa che la sua felicità vale molto di più del sangue sputato per quei pochi soldi appena buttati al vento. Applausi a scena aperta.

TIPO 4 – PIAZZA AFFARI: tipologia che si camuffa con astuzia camaleontica tra gli appassionati di fumetti. Il suo gioco è semplice e per certi versi inattaccabile: acquista solo ed esclusivamente fumetti di conclamato valore, pezzi pubblicati su cataloghi d’aste o di indiscutibile prestigio. Di rado lo si vede per negozi, nei quali tanto non troverebbe altro che dozzinali titoli per far gingillare la massa insulsa di ragazzini e ignoranti in materia (a suo dire almeno). Così è più facile incontrarlo nei pressi di fiere, ma solo prestissimo, quando il sole ancora non si è organizzato per la mattinata e la festa non ha ancora avuto inizio. In pochi conoscono veramente l’ammontare della sua collezione tanto decantata, e su questo personaggio aleggia spessissimo l’odore di cazzata. Incline a sminuire le collezioni degli altri confrontandola con la propria che spesso non esiste. Per lui il fumetto non si legge, ma piuttosto è un altro modo di creare una plus valenza qualsiasi. Non si affeziona a nulla, vende tutto se si è disposti a strapagare. Infinita tristezza.

Compratore by Vanni

Compratore by Vanni

TIPO 5 – CI PENSO: esemplare desueto, molto più comune qualche anno fa, poiché si colloca nella fascia degli indecisi cronici che non sanno mai prendere una decisione immediata. Fruisce i locali del negozio con malcelata disinvoltura, prestando un opaco interesse al materiale esposto. Si sofferma qua e là senza un disegno preciso, senza far capire al negoziante di cosa ha bisogno. È distratto, borbotta da solo, risponde al telefono a voce alta mascherando interesse per il luogo dove si trova, lasciando pensare alla sua completa estraneità. Poi accade qualcosa…… si ferma, gesticola, indica, si illumina e poi parla. Chiede notizie di un blocco di fumetti, una serie o un pezzo importante, che per il prezzo (ben indicato) tiene a debita distanza il 90% dei clienti. A questo punto chiede “ quanto costa?” , eludendo l’ovvietà di un cartellino fosforescente ben esposto, costringendo il negoziante a evidenziare educatamente la cifra apposta in numeri comprensibili. A questo punto iniziano dieci minuti d’inferno tra estenuanti trattative, richieste di sconto, valutazioni di granelli di polvere incastrati tra le pagine e visibili solo al microscopio. Dopo aver preteso di tenere l’oggetto in mano per un’accurata valutazione, riservata solo alla Bibbia di Gutenberg, inizia la carrellata di facce e smorfie che Cesare Lombroso nel suo saggio sulla fisiognomica nemmeno si sognava, per poi concludere il tutto con un soffiato “mmmm ci penso”. Roba da accoltellamento.

TIPO 6 – LA SPESA: di inafferrabile fattezza questo tipo di cela sotto spoglie variegate. Passeggia disinvolto per un po’, osservando i prodotti esposti sugli scaffali. Poi, con candore apre lo zaino, o il portafoglio, o sul cellulare la lista delle cose che gli servono. A questo punto però c’è da fare una distinzione, la lista non è l’elenco di quei numeri che ci sono sfuggiti nel corso dell’anno per colpa o distrazione, ma è ne più ne meno la lista settimanale o mensile dei fumetti che si intendono acquistare. Non è difficile assistere alla scena nella quale l’avventore legge impaziente una serie di titoli, arricchito di numeri, edizioni e dove il negoziante santa di scaffale in scaffale ammontando volume su volume fino alla formazione abnorme di una pira vichinga intrasportabile. Infine viene prodotto il conto, che senza troppi commenti viene onorato e intascato come se fosse di fronte alla cassa del supermercato.

TIPO 7 – CURIOSO: un vero e proprio incubo per i negozianti e soprattutto per gli standisti delle fiere. Si avventa con la movenza dell’avvoltoio senza curarsi di nessuno. Approda al banco o in un punto di favore dopo di che inizia a indicare decine di cose, in direzioni diverse chiedendo con vocina stridula il prezzo di ogni cosa. Non lascia nemmeno il tempo di avere una risposta, che già si lancia in una altra domanda; irrita immantinente tutti quelli che lo circondano, infastidendo con quel fare maleducato e prepotente. Esistono varianti di questo tipo che tra una richiesta e l’altra si lasciano andare a commenti del tipo “è troppo!”, “ Sei matto”, “l’ho visto a meno”, “ su ebay lo trovo alla metà”, che compromettono irrimediabilmente la situazione.

Compratore by Lapo

Compratore by Lapo

TIPO 8 – FEDELE ALLA LINEA: assiduo frequentatore delle edicole, da decenni si reca al chiosco sotto casa il giorno esatto dell’uscita e acquista sempre le stesse cose. Molto scettico nei confronti delle nuove proposte, adora i racconti western senza comprenderne per altro bene le ragioni, si lascia incuriosire in giusta maniera solo da fumetti gialli, di guerra o storici; non concepisce il genere fantasy o fantascientifico, aborra con ripugnanza i manga senza mai averne sfogliato uno. Fosse per lui uscirebbe solamente Tex.

TIPO 9 – VOGLIO TUTTO: tipologia di moderna concezione, bazzica negozi di fumetti fino fuori regione ed è un assiduo cliente di tutte le fiere che riesce a visitare. Turbato dalla necessità di possedere sempre nuova roba, si lascia traviare e consigliare da tutti quelli che hanno letto prima di lui nuovi fumetti. Acquista serie intere, grandi lotti, contratta, scambia, baratta, traffica, maneggia, manipola sempre con lo stesso e unico fine: il suo tesoro. Spazia tra tutti i generi e divaga tra collezioni non propriamente sue, ma si lascia portare via dalla corrente, approdando sempre su spiagge nuove e ricche di idee. Si compiace del suo spendere scriteriato, si diletta nel compilare sul computer la lista che cresce ma in fondo non è mai veramente contento perché sa che c’è in giro che ne ha più di lui. Spesso non legge neppure i fumetti che acquisisce, esausto e logorato dalla continua ricerca, è stremato dalla corsa all’oro alla quale si sottopone, poi in un atto di debolezza si arrende e torna a chiedere consigli su nuove uscite e arretrati a buon mercato.

TIPO 10 – L’ILLUMINATO: personaggio che gode nell’ambiente di profonda stima e rispetto e allo stesso tempo invidia e risentimento. Di fondo è un luminare dell’argomento, erto dall’alto della sua smisurata conoscenza. Ha letto tutto, svariando con imbarazzante semplicità tra i generi esistenti; per lui non c’è periodo o filone che porti con se segreti, sa snocciolare con aggressiva sicurezza ogni autore, edizione, disegnatore. Possiede edizioni rarissime e collane pressochè sconosciute, distingue i tratti e i personaggi gettando uno sguardo semplice come se leggesse una didascalia. Conosce aneddoti, storie strabilianti, ha stretto amicizie con gli autori e non per ultimo collabora con riviste, siti o pubblicazioni. Ha investito una fortuna, una vita intera, sovente è un solitario, nei migliore dei casi vive con un gatto, nel peggiore a 60 anni abita sempre con i genitori. Abita in una casa costruita appositamente per i fumetti, librerie ovunque, mensole su misura, ripiani, scaffali così pieni che la polvere non trova accesso da nessuna parte.

Nicolò Laporini nasce a Pontremoli nel 1992. Diplomatosi come ragioniere programmatore, sceglie di non intraprendere una vita di scartoffie e fatture ma di provare a seguire le sue più grandi passioni: il disegno e l'amore per il fumetto. Si iscrive alla Scuola Internazionale di Comics Di Reggio Emilia e al secondo anno di fumetto inizia a seguire anche il corso di colorazione digitale. Ha colorato il 7° numero della fanzine del Fan Club Ufficiale di Dylan Dog e il 2° numero di Black Block, autoproduzione Damage Comix. Attualmente frequenta il terzo e ultimo anno del corso di fumetto.
Stefano Sergiampietri disegna da quando ha memoria, frequenta poi la Scuola Internazionale di Comics di Firenze nei corsi di  fumetto e illustrazione. La gente dice che sorride poco e che è alla ricerca continua di uno stile personale tra pittura, inchiostrazione e graffiti.
Jacopo Vanni, classe 1990, si diploma al liceo artistico di La Spezia nel 2009 e frequenta l Accademia di Belle Arti di Carrara all'indirizzo di arti multimediali. Nel 2012 muove i primi passi nel mondo dei comics grazie a un corso di fumetto gestito da Michele Bertilorenzi. A marzo dell'anno seguente entra a far parte del gruppo Damage Comix con il quale realizza il suo primo albo “The Day Of The PowerMarshall” esordendo a Lucca Comics 2013.

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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