Three 4 Comic: il Collezionista di Fumetti

Il Collezionista

S01E14 – La fenomenologia del collezionista di fumetti è molto complessa e variegata, definire con precisione come sia e come si comporti richiede uno sforzo notevole, e a questo, va aggiunto tutto il bagaglio di esperienza accumulato in anni di assidue frequentazioni, scambi di opinioni, vedute e marcando stretto sul campo ogni soggetto che si definisce tale o che sotto celate sembianze cerca di non manifestarlo apertamente. Non resta altro che cercare di differenziare ogni soggetto sulla base di un comportamento preciso.

1. L’ultimo arrivato: è un elemento che ancora appartiene alla sfera della normalità, da poco tempo si dedica al fumetto e ancora non sa cosa farà dei suoi fumetti, li compra animato dalla curiosità o perché in contatto di qualche ossessionato suggeritore. Frequenta di rado sia i negozi specializzati che le fiere, ama servirsi in edicola, per questo, almeno per il momento possiede un numero irrilevante di albi, che in realtà ripone distrattamente tra libri, riviste o dentro l’armadio. Ma ancora tutto può accadere.

Collezionista by Lapo

Collezionista by Lapo

2. Io morirò qui!: affetto da accumulo compulsivo secondo i più recenti studi sulle manie, invidiato da tutti quelli che per una ragione o per un’altra non lo possono imitare. Vive murato vivo tra bastioni di carta, la casa è un contenitore subordinato al ricovero dei fumetti. In genere sono ordinati, seguendo una logica che è custodita nel più recondito recesso della mente del collezionista; mobili, scaffali, librerie, armadi, sono colmi all’inverosimile, scatole sugli armadi, sotto il letto , in cantina e nei luoghi più impensati sono gonfi della stessa sostanza di carta. Li troverete ovunque. Capirete di avere di fronte non più un collezionista, ma l’architetto del cenotafio che un giorno andrà a riempire con le proprie spoglie. Non chiedete mai se tutti quei fumetti sono stati letti, la prenderà come un’offesa personale e vi risponderà male, poiché a quei livelli i fumetti si acquistano non solo per lettura, ma per collezionare disegni inediti, copertine, inserti, albi blisterati, varianti, riedizioni, pubblicità……

3. Così sono buoni tutti: in genere è animato da un vena di arroganza e qualche punto di narcisismo, poiché imbottito di banconote, non bada a spese, acquistando come se stesse in un ingrosso qualsiasi di cancelleria. Compra più per il desiderio di dire “io ce l’ho!” che per il piacere di condividere un “io l’ho letto”. Non si spaventa di fronte a cifre a più zeri, il suo potere di acquisto lo rende noto al circuito dei venditori di livello, viene rispettato nell’ambiente e odiato da tutti gli altri che bramano di possedere un decimo di quello che lui riesce ad accaparrarsi. È pronto a calpestare ogni legame di amicizia se è di impedimento verso una nuova conquista. Tende a considerare “robetta“ le altrui collezioni, misura tutto sull’ordine degli euro, senza curarsi minimamente se un fumetto è semplicemente bello, per lui bello è costoso.

4. Casto e puro: elemento più raro di quello che si possa pensare; non è soggetto a condizionamenti di mode, costumi, aste. La lettura è un momento sacro della giornata, un premio che lo riconduce alla ricerca dell’infanzia, di una lettura stimolante, di qualcosa di nuovo. Si interessa a “Topolino” (retaggio infantile) nella stessa misura di “Una Ballata del Mare Salato”; se riesce acquista l’edizione quando esce, ma non è prodigo nell’accanimento della prima edizione, a lui interessa il contenuto, il messaggio, l’idea. Ma è preciso, nella libreria ogni serie spicca precisamente, ordinata, ben tenuta, in vista, tra il ripiano degli Oscar Mondadori e la collana Urania di fantascienza.

Collezionista by StenTwo

Collezionista by StenTwo

5. Monotematico: selettivo nella scelta di fondo, abbraccia un filone e non lo abbandona più per tutta la vita. Qualunque esso sia, manga, anteguerra, western, fantascienza, Disney, non importa per lui esisterà solamente un argomento. Portato al ragionamento sull’eventualità di esplorare altre strade, altre possibilità, avrà una sola risposta per tutti, “non mi interessa, il resto fa schifo”, senza nemmeno un tentativo. Possiede fumetti che nemmeno legge o che non ama, che rispecchiano però il suo ambito, quindi entrano di fatto nella grande famiglia. Ammassa compulsivamente copie e copie di albi, a gratificazione di quanto sta mettendo in atto; spesso utilizza yuotube per apparire insieme alla sua collezione, che illustra, con distacco, forte del fatto che lui possiede quasi tutto sull’argomento.

6. Sotto vuoto: soggetto dalle movenze maniacali. Si aggira per negozi, edicole e fiere con azioni feline, gesti silenziosi, sospettoso, riflessivo, meditabondo. È l’incubo di ogni venditore poiché esigentissimo. Perlustra minuziosamente ogni copia, per eleggerne una adatta alla sua collezione, scorre la punta delle dita su ogni spigolo per sentire se punge, apre leggermente la copertina per captare la resistenza della colla, affonda la vista da dieci decimi alla scoperta di graffi, usure, incongruenze. Poi dopo una lettura sofferta con pagine aperte per poco più di tre quarti, ripone la reliquia in una busta sigillata dalla quale non uscirà più. Possiede buste di ogni dimensione per essere sempre pronto al rito antico della conservazione. Molti si chiedono se il vero piacere non sia quello del tassodermista cartaio, piuttosto che quello dell’appassionato lettore.

7. Ce l’avevo!: elemento molto discutibile e poco credibile della comunità dei collezionisti. In pochi hanno avuto il piacere di vedere la tanto chiacchierata collezione. Quando accade la delusione è il solo risultato che si ottiene. Millanta di avere avuto questo e quello in tempi molto misteriosi e in modalità da approfondire. Racconta di essersene liberato di fronte ad offerte vergognose o per decaduta passione verso una serie o un personaggio. Non cambia mai registro, caricando a testa bassa sempre nello stesso modo; se vi scorgerà analizzare un fumetto, si precipiterà alle vostre spalle, e dopo una smorfia di sufficienza, mostrerà il suo lato migliore: “Bello, ce l’avevo quello”.

Collezionista by Vanni

Collezionista by Vanni

8. Pidocchio: non è certo una condanna o un motivo di vergogna passare dei momenti di ristrettezze economiche, capita a tutti. Ma non è il motivo che anima questo genere di collezionista, è onnipresente e sempre pronto al lamento, all’insofferenza, alla scontentezza. Vederlo pagare un fumetto è un evento rarissimo, eppure ne possiede un bel po’; soffre già all’idea di dover estrarre una banconota dal portafoglio, immaginarsi abbandonarla ad una mano sconosciuta. Soffre bramando nuovi fumetti che vede in giro, ma si convince che non sono più le cose che cerca, che sono tutti manga, che non è più come una volta. Cerca strenuamente lo sconto, architetta giochetti per avere materiale gratis, ma non vive mai felicemente la sua invisibile prigionia.

9. Come una volta: razza quasi estinta eppure ampiamente rappresentata solo poche decine di anni fa. Questo tipo di collezionista è molto distratto, per lui il fumetto è ancora il giornalino, riduzione sistematica di un passatempo come un altro. Non accumula fumetti, al massimo li conserva, ne legge un po’ poi li butta o in soffitta o nella casa al mare. Non possiede quasi mai serie complete, non gli interessa, anche perché adotta l’antichissima usanza del prestito con un altro come lui, scambiandosi testate come giocattoli, poi non si preoccupa in che stato gli tornano indietro o se tornano, per questo tipo il godimento sta nella lettura spicciola.

10. Vita, morte e miracoli: se avrete la fortuna di conoscere uno così sfruttatelo, non avrete molte occasioni. Questo soggetto ha trasformato la sua passione in un lavoro, in un’ossessione, depredando amicizie, matrimoni, figli, risorse. Non sa pensare ad altro che al mondo disegnato, ne sa più di chiunque, conoscendo retroscena impensabili, aneddoti, storie. Lui è uno di quelli che nella rubrica del cellulare ha nomi tipo Frezzato e che Manara quando lo chiama lo saluta dicendo: “Milo dimmi, che ti serve!”. Che ci crediate o no ne esistono diversi. Vanno in giro con macchinette scalcinate e vestono a caso, poiché tutte le risorse e tutte le attenzioni sono rivolte alle migliaia di uscite editoriali che affollano librerie, fumetterie, e da pochi anni il web. In genere purtroppo sono personaggi schivi, bisogna saperci fare, capire come la pensano, se sarete così bravi vedrete che i vostri sforzi saranno ricompensati. Per inciso, possiedono collezioni museali, per qualità e quantità.

Nicolò Laporini nasce a Pontremoli nel 1992. Diplomatosi come ragioniere programmatore, sceglie di non intraprendere una vita di scartoffie e fatture ma di provare a seguire le sue più grandi passioni: il disegno e l'amore per il fumetto. Si iscrive alla Scuola Internazionale di Comics Di Reggio Emilia e al secondo anno di fumetto inizia a seguire anche il corso di colorazione digitale. Ha colorato il 7° numero della fanzine del Fan Club Ufficiale di Dylan Dog e il 2° numero di Black Block, autoproduzione Damage Comix. Attualmente frequenta il terzo e ultimo anno del corso di fumetto.
Stefano Sergiampietri disegna da quando ha memoria, frequenta poi la Scuola Internazionale di Comics di Firenze nei corsi di  fumetto e illustrazione. La gente dice che sorride poco e che è alla ricerca continua di uno stile personale tra pittura, inchiostrazione e graffiti.
Jacopo Vanni, classe 1990, si diploma al liceo artistico di La Spezia nel 2009 e frequenta l Accademia di Belle Arti di Carrara all'indirizzo di arti multimediali. Nel 2012 muove i primi passi nel mondo dei comics grazie a un corso di fumetto gestito da Michele Bertilorenzi. A marzo dell'anno seguente entra a far parte del gruppo Damage Comix con il quale realizza il suo primo albo “The Day Of The PowerMarshall” esordendo a Lucca Comics 2013.

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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