Zerocalcare a Milano: Ecco la presentazione di Dimentica Il Mio Nome

la-copertina-del-nuovo-dimentica-il-mio-nomeZEROCALCARE DIMENTICA IL MIO NOME BAO – Occupy Feltrinelli: ovvero il racconto dell’invasione pacifica della libreria Feltrinelli da parte dei fan di Zerocalcare. E l’ordine con cui i fan partecipano a questi eventi ha lasciato a bocca aperta persino il personale della libreria, che si è trovato di fronte un pubblico tranquillo e organizzatissimo (all’arrivo dell’autore e dell’editore, lo spettacolo che si è presentato davanti ai loro occhi è stato di una distribuzione di foglietti numerati totalmente auto-gestita, per assicurarsi che ognuno avesse un posto nella fila per avere un disegno e una dedica). D’altra parte è giusto così, siamo finalmente giunti al giorno Zero (la maiuscola in questo caso è d’obbligo) del Tour di presentazione di Dimentica Il Mio Nome (e se volete leggere la nostra recensione vi basta cliccare qui!), l’ultima fatica di Zerocalcare, nome d’arte di Michele Rech. E ovviamente noi di C4Comic eravamo presenti.

Ma partiamo con ordine: le notizie su Facebook non erano molto incoraggianti e le voci che si rincorrevano nel corso della giornata parlavano di file formatesi già a partire dalle 9 di mattina. Per un incontro che non sarebbe cominciato prima delle 18.30. Non male, viene da dire. Al mio arrivo verso le 18 la libreria è già piuttosto affollata e alle casse decine di persone hanno in mano una o più copie del nuovo libro. Le sedie poste di fronte al palco, ancora vuoto, sono ovviamente già interamente occupate.

L’atmosfera che si respira è elettrizzante e contagiosa, la stanchezza della giornata scivola via subito e basta guardarsi attorno per capirne il motivo: ovunque è possibile intercettare uno sguardo d’intesa, un sorriso, una battuta. Siamo tutti qui per lo stesso motivo e siamo tutti parte della stessa variopinta famiglia, quella dei lettori di Zerocalcare. C’è giusto il tempo di scambiare due chiacchiere con il sempre disponibile Michele Foschini, direttore editoriale di BAO Publishing, di assistere a una sfilata in passerella di Ninja, la cagnolina di casa BAO e si comincia.

Zerocalcare in Feltrinelli

La testimonianza direttamente dalla pagina Facebook di BAO Publishing: sono le prime ore del pomeriggio e i fan sono già schierati e armati di libro e numeretto per la fila!

Nel corso della serata sono tanti gli spunti di riflessione e i temi trattati ma si comincia con la genesi del libro, di cui Zerocalcare ha parlato per la prima volta ai suoi editori una sera in viaggio in macchina verso Sarzana. Un’idea che nel tempo è maturata sempre di più e che parte dall’urgenza dell’autore stesso, di raccontare un pezzo di storia della propria famiglia. Una vicenda molto personale e che per la prima volta non riguarda solamente l’autore ma anche e soprattutto altri membri della famiglia, come ad esempio la madre, che ha dato il benestare ultimo perché l’artista potesse farne un libro.

Zerocalcare prosegue e racconta le difficoltà dell’impostare uno schema per trattare con l’opportuna delicatezza il racconto:

– dopo una prima bozza mi ero arenato. Proprio per via della difficoltà a raccontare di persone al di fuori di me stesso. Alla fine ho deciso di lavorare di getto, buttando su carta il flusso di emozioni che provavo in modo da poter successivamente inserire flashback e pezzi della storia vera e propria. Questo per quanto riguarda la prima parte del libro. Nella seconda metà invece tutto si risolve in maniera molto spontanea.

Foschini però precisa:

– si risolve in maniera spontanea in quello che per me è il finale perfetto e continua – ed è proprio questo tuo essere uscito dalla dimensione prettamente autobiografica che ti ha permesso di raccontarti e di raccontare meglio. Non sei focalizzato solamente sulla tua reazione personale alle vicende, ma su quelle altrui.

E andando avanti ad ascoltare capiamo che questa maturità è figlia del fatto che il racconto gira intorno a come reagiscono i personaggi e a come prende forma il tutto. Quindi il come accadono i fatti, che precede di importanza il canonico che cosa succede. Ed è proprio questo concentrarsi sulle conseguenze e sulle reazioni dei personaggi che ha fatto aumentare la lunghezza del volume. Un esempio tra tanti è quello delle telefonate che Zero faceva al suo editore dopo che era già stato stabilito quale aspetto e caratteristiche avrebbe dovuto avere il volume:

-Ciao Michele, sono Zero. Volevo dirti che il libro sarà lungo.
– Ciao Michele, sono Zero. Volevo dirti che il libro sarà più lungo.
– Ciao Michele, sono Zero. Volevo dirti che il libro sarà ancora più lungo.
– Ciao Michele, sono Zero. Volevo dirti che il libro sarà ancora pi… Vabbè qual è il limite prima che ti incazzi?

Come sempre succede agli eventi BAO le domande sono ben accette e, infatti, non tardano ad arrivare (si induce addirittura il concorso per eleggere la “domanda più scema” e quella “più intelligente”, insomma ci si diverte, si ride e si scherza senza prendersi troppo sul serio) e sono proprio queste che permettono di toccare i temi più disparati. Quindi sì, anche in questo libro troviamo l’armadillo, Secco e tutti i comprimari che siamo abituati a conoscere nelle storie dell’artista, e anzi sono funzionali al racconto perché servono a “stemperare il pippone”. Altrettanto funzionale è l’uso del colore (il libro è in bianco, nero e arancione), che ha il compito di sottolineare graficamente e distinguere alcune anomalie dei personaggi e alcuni elementi particolari della storia.

E la reazione della madre?

– Ha letto il libro a pezzi, proprio perché avevo bisogno del suo permesso per poter parlare di certe cose. Ogni volta che le mandavo una parte finita lei si limitava a dire “ok.”. Ma quando alla fine le ho consegnato la copia del libro e lo ha letto nella sua interezza era molto contenta. Le ha fatto piacere che questa storia sia stata consegnata a un oggetto che rimane nel tempo, per lei è una cosa bella.

zerocalcare-dimentica-il-mio-nome

Si parla anche delle sue influenze, di cosa lo ha ispirato graficamente e l’elenco è lungo e va da Tank Girl a Dragon Ball di Toriyama, ma tra gli autori che ammira sul podio c’è un posto d’onore per il francese Manu Larcenet e il suo “Lo scontro quotidiano”. Tra il pubblico ci sono anche voraci lettori del blog di Zerocalcare che ben conoscono la difficoltà dell’artista romano a passare più di quattro giorni di fila lontano dalla sua amata Rebibbia, e per qualcuno è automatica la domanda: “Eri in ansia per la trasferta milanese?”

– Guarda ultimamente a Roma ero così sommerso da accolli vari, tra locandine e riviste, che l’idea di partire per il tour e passare ore e ore chino a fare i disegnetti mi sembrava una liberazione. Poi sono arrivato in stazione a Milano e ci ho ripensato (afferma ridendo tra gli applausi del pubblico)

Resta il tempo per un’ultima domanda e una temeraria fan si azzarda a chiedere il numero di telefono dell’amico cinghiale. Parte automatico l’aneddoto:

-Guarda ti dico solo che l’amico cinghiale ha l’account su Tinder (social network di incontri online) e il tutto è nato in un ristorante della giungla del Laos dove ha passato tre settimane ad accoppiarsi con questa tizia che era tipo la strozzina della regione. Una cosa assurda, la realtà che supera decisamente la fantasia.

Parte l’ennesimo applauso e si passa alla seconda sessione di dediche della giornata. Noi torniamo a casa soddisfatti, contenti e con addosso un’impressione che non si riesce subito a mettere a fuoco ma che in un secondo momento appare nitida ed evidente: Zerocalcare è decisamente più a suo agio con il pubblico.

La timidezza che lo ha sempre contraddistinto probabilmente c’è ancora ma quello che traspare è una matura serenità, la voglia di divertirsi e di chiacchierare. E infatti Zero si racconta, scherza, fa battute e si prende i meritati applausi. Un autore quindi più consapevole delle proprie idee, che sta maturando non solo artisticamente ma anche nel rapporto con il suo pubblico senza però venire meno alla sua essenza. Una bellissima serata, grazie a BAO Publishing che adora portare in giro i propri autori e a Zerocalcare, che non si risparmia mai e l’ulteriore conferma è data dalle 13 ore filate che Zero ha passato il giorno seguente da Alastor Milano Fumetto a firmare copie e a fare i disegnetti al suo pubblico. L’artista ha finito di fare sketch e dediche alle 6.25 del mattino!

Noi di C4Comic vi salutiamo e vi diamo appuntamento alla prossima!


Dimentica il mio nome
Dodici
Ogni maledetto lunedì su due
Un polpo alla gola
La profezia dell’armadillo

Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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