Tavole originali: guida alla comprensione

Solo pezzi unici!

Tavole 1

Collezionare oggi non è più solamente un semplice divertimento, questo apparente passatempo esige risorse, idee, estro, dedizione, studio, tenacia, arte e una buona dose di fortuna. Tutti i lettori di fumetti che smettono le vesti del semplice appassionato per addentrarsi nell’intricato universo del collezionismo hanno bisogno di orientarsi rapidamente, al fine di comprendere il prima possibile quali sono i settori che più lo appagano. Una delle tante sfaccettature che si diramano dal possedere una semplice serie a fumetti è quella di appropriarsi pure di una o più tavole originali. In realtà l’interesse e il conseguente mercato venutosi a creare intorno al fenomeno degli Tavole 3originali ha una storia assai recente. Intendiamoci, i collezionisti ci sono sempre stati, ma solamente dagli anni ’90 ad oggi si è autonomamente strutturata una vera e propria orda di esperti, raccoglitori, fanatici, innamorati, incantati, professionisti, mecenati, sognatori. Chiunque prima o dopo ha desiderato di possedere un disegno del proprio fumetto, personaggio o disegnatore favorito. Quindi, prima di dare sfogo e fondo al più classico dei maialini salvadanaio, sarebbe sempre bene riuscire a comprendere qual è una cifra adeguata verso la conquista della tanto agognata tavola originale.

Tavole 2Porre dei paletti rigidi all’interno dei quali appuntare i vertici di un’ipotetica forbice è ad oggi un compito del tutto complesso; difatti quello che è collezionabile è soggetto a molte regole non scritte che spesso lasciano delle scie inspiegabili e cifre incomprensibili. Prima di entrare in un discorso più dettagliato dobbiamo comunque sempre avere presente che questo mercato tratta esclusivamente “pezzi” che sono oggetti unici, con una storia precisa, irripetibile e che una volta acquistati sono automaticamente tolti dal mercato.

Quello che proponiamo di seguito è uno stringato vademecum, che possa brevemente aiutarvi a comprendere almeno quelli che sono i punti che possono valorizzare o penalizzare una tavola, un disegno o un bozzetto:

  • Il personaggio: la presenza del protagonista di riferimento è un elemento determinante, una o più apparizioni nella stessa tavola ne aumentano il valore, specie se impegnato a compiere una delle sue mosse o azioni riconoscibili. La contemporanea presenza del cattivo o antagonista di turno arricchisce notevolmente il quadro.
  • Il contenuto: se la tavola fa parte di un numero chiave, dove avviene un evento narrativo clamoroso, o la storia subisce una sterzata decisiva come una prima trasformazione, una morte, un distacco.
  • Difficoltà di reperimento: ci sono autori che non amano cedere le loro opere se non in casi eccezionali; c’è poi da considerare, che molto spesso, interi archivi sono andati al macero come semplice cartaccia.
  • La condizione: è fin troppo ovvio che lo stato di conservazione di una tavola è un elemento decisivo; la vividezza degli inchiostri, dei colori, così come il candore del foglio di base.

  • L’unicità
    : sono molto più ambite quelle tavole che rappresentano scene di apertura, magari con tanto di titolo, o di chiusura, nella quale si concentra il colpo di scena finale, con il tentativo di picco emotivo.
  • Copertina: se la tavola è una prova, una bozza o addirittura l’originale dal quale si è ottenuto il passaggio per la copertina definitiva, allora le cifre cominciano a ballare sul serio; se particolarmente ispirata il discorso si fa per pochi.
  • L’autore: inutile soffermarsi sul fatto che ci sono firme per le quali anche uno scarabocchio di per se acquista valore; vuoi per una carriera fulminante ma povera di tracce, vuoi per l’indiscusso valore artistico, vuoi per il fervore alimentato dai nostalgici di un periodo preciso…… ci sono nomi praticamente fuori portata. Imparate a conoscerli.
  • La tecnica: c’è molta differenza se una tavola è stata realizzata con un gioco di bianco e nero o se pensata su base di colore. Si può amare la prima o la seconda soluzione, ma generalmente quella compiuta con i colori gode di più attenzioni da parte del pubblico, anche perché destinata a scopi editoriali di rilievo rispetto ad un semplice risultato monocromo.
  • Lo stile: anche nella vita artistica di un disegnatore ci sono periodi ritenuti più ispirati rispetto ad altri caratterizzati da esigenze editoriali, poca lucidità, scarsa convinzione. Riconoscere i migliori lavori è un punto delicato e fondamentale.
  • Il gusto: questo ultimo punto spazza via di fatto tutto quello scritto fin qui, inutile prendere in considerazione tutti i punti se poi non si è né convinti né soddisfatti del foglio che si tiene tra le mani. Come sempre la guida migliore delle cose è la voce del cuore.

Attenzione! L’intento di questo articolo è puramente divulgativo, non vuole in nessuna maniera essere una guida inconfutabile, anzi l’obiettivo è quello finalizzato alla conoscenza dei trucchi più o meno grossolani per poter avvicinarsi con più esperienza verso il misterioso panorama delle tavole originali, puntando inoltre, qualche lente di ingrandimento verso particolarità, dettagli o aneddoti che arricchiscono e gonfiano il trasporto verso l’amore per le storie a fumetti. Di seguito proporremo le tematiche in modo più approfondito, corredate da tavole originali esplicative. Buon divertimento.

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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