Three 4 Comic: Sergio Bonelli Editore

UNA LUNGHISSIMA STORIA DI PASSIONI

Bonelli by Vanni

Bonelli by Vanni

Sergio Bonelli Editore, che si voglia o no, è nell’immaginario collettivo di tutti i lettori di fumetti di più generazioni un punto di riferimento, un porto presso il quale presto o tardi ognuno di noi ha attraccato.
I numeri, se non bastasse già da sola la presenza sugli scaffali delle edicole e delle fumetterie, parlano chiaro: il 30% circa del mercato è appunto monopolizzato dai personaggi della scuderia Bonelli, ogni mese vengono prodotte dalle 1200 alle 1300 tavole inedite, i suoi collaboratori sono oltre 200, i fan sui social network sono attentissimi agli avvenimenti e ai cambiamenti che di volta in volta accompagnano le uscite. Ma la storia non è stata sempre florida o così solare, tuttavia dietro questo colossale successo c’è una passione autentica, smisurata, fortissima che ha fatto di uno scampolo di sogno una accreditata realtà.

Mio padre Gianluigi, quando alla fine degli anni Trenta scriveva sceneggiature per il Vittorioso, nutriva il sogno di realizzare, prima o poi, una rivista a fumetti tutta sua, dove crebbe scelto cosa scrivere e con quali disegnatori collaborare: insomma, in casa Bonelli, il fumetto era considerato il nostro futuro.
(Sergio Bonelli)

AGLI INIZIA DELLA STORIA

Bonelli by StenTwo

Bonelli by StenTwo

Ripercorrere i passi di un’azienda moderna come questa ci da l’idea di come si sia adeguata e trasformata, passando da una realtà a carattere artigianale a una collaudata e solidissima fabbrica di successi.
Sergio Bonelli Editore, come oggi è conosciuta su tutto il territorio, è solo il risultato di una lunga gestazione dovuta a cambi societari, ragioni sociali e denominazioni: dal primo nome assunto come Edizioni Audace sono passati nel 1968 a l’Arando, poi Cepim nel 1969, Altamira nel 1975, Daim Press nel 1980, l’Isola Trovata nel 1982, ancora Nemo nel 1983, e Bonelli-Dargaud nel 1984.
Tutte estinte nel luglio 1988 per arrivare all’attuale denominazione. Questa movimentata vita editoriale però non coincise con un rinnovamento periodico contestuale agli avvenimenti, segnando un lungo tempo di stasi creativa terminata verso la fine degli anni Ottanta con l’avvento di un nuovo impianto creativo, rinnovate tematiche e personaggi finalmente attuali e interessanti, buoni per calamitare una nuova generazione di pubblico assai più attenta delle precedenti: così videro la luce titoli del calibro di Dylan Dog e Nathan Never.

Bonelli by Lapo

Bonelli by Lapo

L’inizio di tutto ha origine nell’ormai lontano 1941, quando Gianluigi Bonelli rilevò dall’editore Lotario Vecchi il settimanale l’Audace; non ci furono inizialmente dei cambi sostanziali, anche se l’inserimento di Furio, un personaggio originato dallo stesso Bonelli, riscosse un immediato successo tra i lettori.
Negli anni ’44 e ’45 si registrano degli avvenimenti che segnano profondamente il percorso editoriale della casa editrice Audacia: il sogno americano, al quale il mercato dovette necessariamente guardare per adeguarsi, l’introduzione del formato a striscia (albetti minuscoli di 17 x 8 cm in 32 pagine) e ultimo ma non ultimo l’incontro tra Bonelli e Galeppini, autore di magnifici disegni e padre di quello che di lì a breve sarebbe diventato il mito di Tex.
Passano gli anni e non cessa l’effervescenza creativa che porta in dote altri nomi di spicco come Dami, D’antonio e ovviamente il duo Nolitta – Ferri, autori di uno dei più longevi e amati personaggi: Zagor. Siamo oramai negli anni Sessanta, la casa editrice ha chiaramente evidenziato un percorso ideale votato al tema avventuroso, dove il tema western è la sua punta di diamante. Nello stesso tempo si decide per un cambio di formato, verso quello che sarà da quel momento in poi connotato col termine “formato bonelliano”.
Si moltiplicano le testate, dal 1966 in avanti vedono la luce il Comandante Mark, la collana Rodeo, la Storia del west. La centralità del mondo americano a sfondo western darà il destro a moltissimi autori per esprimersi a livelli altissimi: proprio da una di queste idee si realizzò Ken Parker.
Ma non tutto si esauriva tra quei confini ristretti: nuove serie tra il ’75 e il ’77 furono realizzate con grande gusto e da mani capaci, e così la collana America, Un uomo un’avventura e finalmente Mister No poterono mostrare al pubblico tutta la loro efficacia.
Il resto come detto è storia assai recente. Gli anni Ottanta registrano la nascita di quello che diventerà un pilastro della storia di Bonelli, infatti la mente vulcanica di Alfredo Castelli lascia in dote l’archeologo avventuroso rispondente al nome di Martin Mystere.
Gli anni recenti registrano una flessione di idee, nuovi segmenti di mercato mangiano progressivamente porzioni di vendite, le nuove generazioni sono educate da prodotti televisivi e più dinamici, così anche la casa editrice Bonelli con diversi tentativi prova a rimanere in corsa, tagliando qualche testa e riciclandosi con nuovi personaggi anche di insolita breve durata. Si susseguono nomi del calibro di Magico Vento, Napoleone, Brandon, Brad Barron, Nick Raider, Julia, Saguaro, Dragonero e molti altri ancora, non tutti però baciati dalla stessa fortuna.
Oggi il futuro sembra essere nuovamente radioso, poiché il nuovo ciclo dirigenziale pare essere più attento alle esigenze di un pubblico che muta, più risoluto verso i cambiamenti repentini, più moderno verso una comunicazione diretta con i propri fans. Insomma siamo sicuri che tra molti anni sentiremo ancora parlare di questa splendida avventura di oltre settanta anni che semplicemente si può riassumere in poche parole: Sergio Bonelli Editore.

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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