Tavole originali: condizioni e stato di salute

ALLA RICERCA DEI DIFETTI

È fin troppo normale che lo stato di conservazione di un oggetto ne determini pure il suo valore. Le tavole, principalmente sono realizzate su carta o cartone, in rari casi su cartonlegno, comunque su materiali facilmente deperibili, se non conservati in maniera adeguata possono subire lievi o gravi condizionamenti. L’età di un disegno incide significativamente; non è difficile vedere ampie superfici ingiallite o fioriture di macchie, risultato di solventi e acidi. La tecnica scelta non sempre regge al tempo, ad esempio certi pennarelli col tempo perdono efficacia e tendono a sbiadire, diventando via via da un convintissimo nero inchiostro, un grigio sempre più trasparente. Spesso anche il semplice maneggiamento diventa veicolo di danneggiamenti, è consigliabile pertanto l’utilizzo di guanti di cotone. Assicurarsi che la conservazione sia stata fatta a regola d’arte è la prassi necessaria, generalmente il modo migliore per adagiarle è quello di affidarsi a buste di plastica in polipropilene privo di pvc e acidi, materiale facilmente reperibile in rete. Spesso comunque, se si è in possesso di molte tavole si preferisce apporre un semplice divisorio di carta velina.

SpidermanDurante il momento dell’analisi visiva, quando si prende contatto col materiale è doveroso soffermarsi su tutte le note negative e positive. Come detto prestare la massima attenzione su difetti evidenti come strappi, macchie, mancanze. Ma non tutto quello che appare come un difetto in realtà lo è. Infatti in fase di realizzazione può accadere, molto più di quello che si creda, di avere dei ripensamenti, delle correzioni, forme di censura o di ritocco, per cui trovare soprapposto un tassello di carta, è un particolare che ne aggiunge fascino, un po’ come quando si scopre che sotto ad un quadro ne esisteva uno precedente che poi non ha convinto l’artista che scartandolo lo ha ridipinto sopra. Era inoltre consuetudine prendere appunti o note direttamente sul foglio, dati relativi ai colori, al lettering o semplici segnalazioni buone per i successivi passaggi produttivi. Questo genere di situazione restituisce un senso di vita impareggiabile, quindi, laddove si crede di scorgere un difetto si concentra invece un valore aggiunto, unico, fermato per sempre nel carattere della tavola.

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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