Tavole originali: l’autore

L’AUTORE

Don-Chisciotte-2015-©-GipiCi sarebbe ben poco da dire a riguardo, come valutazione è fin troppo chiara da sé. Difatti la gran parte della differenza di prezzo tra una tavola e l’altra la fa proprio la mano dell’autore. La bellezza effimera del lavoro pare nulla se da qualche parte non campeggia la firma dell’autore venerato come un dio. Fortunatamente sono moltissimi i disegnatori che nei decenni ci hanno lascito inestimabili pile di carte e cartelle colme di vignette, bozzetti, scarabocchi, pitture.

Ma divaghiamo un attimo. Purtroppo dobbiamo scindere quello che è il puro senso ludico da un piùbarks feroce atto pratico finalizzato al lucro, insomma ogni mercato ha le sue regole, e oggi come oggi il mercato frizzante delle tavole originali getta le sue. Da non molto tempo ho scoperto che gli artisti tutti, o almeno quelli che possono vantare una presenza all’interno di una galleria, possiedono un coefficiente di riferimento grazie al quale si è in grado si stabilire una cifra di riferimento. Può sembrare folle ma è così. Quel numero che rappresenta il coefficiente, quindi il moltiplicatore personale, viene stabilito a tavolino, fissando così la bravura di un artista, valore che può variare col tempo. Basta a questo punto fare questa semplicissima operazione base + altezza (dell’opera) x il coefficiente personale x 1000, ecco che otterremo il valore approssimativo del quadro. Infatti se avessimo un lavoro di 0,25 m x 0,45 m x un coefficiente, diciamo di 2, x 1000, ecco che il valore del quadro è magicamente di 1400€. Sarebbe quantomeno divertente ammettiamolo, se esistesse un indice o un albo dove anche i nostri amati autori avessero il loro formulario con un indice di bravura. Ma non sarà mai così, quella che oggi consideriamo la nona arte è solo la sorellastra della pittura, musa che questi problemi di FREZincomprensione li ha superati a fatica secoli fa. Comunque torniamo a noi, perché certe similitudini possono aiutarci a comprendere cosa caratterizza un fumettista da eleggerlo a leggenda nel suo campo di competenza. Oltre al gusto personale è da tenere in considerazione il percorso personale, l’evoluzione artistica, le pubblicazioni, le testate alle quali ha partecipato, i personaggi che ha rappresentato o realizzato, la tecnica personale, l’uso del pennino, del pennarello, delle tempere, insomma, sembra proprio che più si tenti di capire e più le cose si complichino.

Da questo pentolone fatto di cifre e considerazioni però si può trarre almeno una chiara considerazione: ogni proprietario vede la cosa come gli pare, non è affatto difficile che certi nomi oscillino insieme alle proprie valutazioni, mentre altri non cessano mai di crescere, mischiandosi nell’olimpo dei venerabili.

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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