[Esclusiva] Aspettando Meets The Web: C4 Chiacchiere con….i Pee Show

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Ormai ve ne stiamo parlando da giorni, ma non ci stanchiamo certo di ripeterlo: siamo orgogliosi di presentarvi il nostro primo evento dal vivo C4 Comic Meets The Web, la manifestazione organizzata dal nostro sito che si terrà a Sarzana, il 6 e il 7 giugno 2015.  All’evento prenderanno parte tanti autori che incontreranno il pubblico.

Tra questi ci sono i Pee Show, un collettivo di autori indipendenti nato nell’ottobre 2013 composto da Giulio Rincione “Batawp“, Francesco Chiappara “Prenzy“, Lucio Passalacqua “Luciop“. L’esigenza di produrre dell’arte in cui l’importanza del contenuto e del messaggio vengano prima di un nome blasonato, li ha spinti a partire dal basso utilizzando il web come rampa di lancio fino a ritagliarsi un meritato spazio nel mondo del fumetto italiano e del webcomic. Noi li abbiamo intervistati, chiedendo loro cosa pensano della realtà editoriale del nostro paese e dei loro prossimi progetti.

10891462_849730565088161_5349725065628501879_nC4 Comic: Come nasce il vostro collettivo di autori? Vi siete conosciuti chattando in Internet dicendo “Ci piace il fumetto, facciamolo insieme” oppure vi siete incontrati in circostanze particolari?
Pee Show: Abbiamo avuto modo di frequentarci molto tempo prima della nascita del collettivo; eravamo infatti colleghi alla scuola del fumetto di Palermo dal 2009 al 2012, insomma, abbiamo assistito ognuno allo studio e alla crescita dell’altro. Il collettivo è nato solo nel 2013.

C4C: Come gruppo avete esordito con il webcomic. Prima di Pee Show avete avuto singole esperienze professionali?
PS: Qualche commissione privata di illustrazioni o pagine di fumetto, ma niente comunque degno di nota.

C4C: Ormai il web è un mezzo utilissimo per la diffusione di contenuti. Ma la qualità conta ancora oppure tutto fa brodo?
PS: Per noi la qualità è sicuramente al primo posto, alle volte anche a scapito della quantità. Un bel web comic o una bella illustrazione rimane impressa tanto quanto 100 webcomic o illustrazioni fatti per far brodo.

C4C: Secondo voi, è meglio tentare la via del web e dell’auto produzione oppure c’è sempre possibilità di essere pubblicati da case editrici e quindi affidarsi a loro?
10151980_727150437346175_7490724043483715185_nPS: Beh l’importante è sicuramente non fermarsi mai. Se inizialmente uno vuol proporsi ad editori e case editrici fa benissimo, se le cose non vanno si può sempre imbastire un sito web e un’autoproduzione per cercare di raggiungere il pubblico. Ma tutto questo senza tempi morti, il tempo per pensare deve essere lo stretto necessario, per dare quanto più spazio al tempo di fare.

Luciop: Non vedrei una cosa come l’alternativa dell’altra. Sono due approcci che possono coesistere e che stanno sullo stesso piano. Non c’è un muro tra un emergente e una casa editrice sia chiaro, ma il web e l’autoproduzione possono darti la possibilità di portarti avanti col lavoro e di crearti il tuo spazio a prescindere, come lo avevi in mente tu. E poi l’autoproduzione porta con sè un certo senso di sfida che ti scuote così tanto da farti tirar fuori energie del tutto nuove, se credi in ciò che stai facendo.
Poi anche quando riesci a diventare un autore conosciuto puoi tornare all’autoproduzione, se può darti quello che cerchi in quel momento e per quella storia che hai in mente. L’esempio più lampante che mi viene in mente è “Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra.” di Ratigher.

C4C: Cosa pensate dei grandi editori di fumetti in Italia come Bonelli, Panini, Bao ecc? Se ne aveste l’occasione, lavorereste per loro?
1376410_903158666412017_1801861828815127264_nPS: Perché no? Se si riuscisse a trovare una mediazione tra le loro e la nostra linea di pensiero sarebbe ottimo.

C4C: Se doveste descrivere il mondo del fumetto italiano oggi con una sola vignetta, come la fareste?
BatawpUn germoglio che cresce. Sono abbastanza fiducioso.

Luciop: Mi piace mettere tanti elementi in alcune vignette, quindi farei uno zoom in su una fila di formiche laboriose. Puoi vederne qualcuna che porta semi molto grossi, qualcun’altra con le tenaglie strette sul collo di una compagna formica e poi tutte le altre che continuano il loro percorso in fila indiana, come vuole l’istinto.
Quand’è così mi piace mettergli un sasso nel mezzo della fila e gettarle nella disperazione dell’imprevisto. Ma non è una metafora, è un impulso irresistibile.

C4C: Vi siete ritagliati una vostra fetta di pubblico che vi segue e vi apprezza. Che rapporto avete con i lettori?
PS: La linea di pensiero di Pee Show è quella di fare ciò che l’autore sente. In totale libertà. Questo alle volte viene ad essere un limite nel rapporto con il pubblico, perché non facciamo dei webcomic o delle illustrazioni che inseguono i cliché o le tendenze del momento. Ogni volta viene ad essere quindi una scommessa, a noi non piace avere un successo sicuro puntando sui gattini. Preferiamo alle volte rischiare e anche fallire di non far colpo sul pubblico, mantenendo però coerente la nostra linea d’azione.

Luciop: In realtà in principio cercavamo il colpo sicuro, perchè avevamo bisogno di farci notare e perchè ci andava di farlo. Poi ci è seccato e abbiamo incanalato su Pee Show tutto quello che potevamo essere noi. All’inizio dovevamo ancora capire come sfruttare il mezzo che noi stessi avevamo creato. I lettori ci piacciono e sembriamo piacergli pure noi. Sembra tutto a posto.

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C4C: Una volta imboccata una certa strada, un artista o un gruppo rischia di etichettarsi per il genere che fa e che più piace al suo pubblico, o che lo ha reso famoso. Ritenete di avere uno stile a senso unico o tenterete anche nuove strade in futuro?
pee-showBatawp: Uno può essere molto bravo a fare la pizza. Per quanto buona possa essere quella pizza però ad un certo punto stancherà. Bisogna dimostrare di essere dei bravi cuochi, non di saper cucinare un solo piatto alla perfezione. Le nuove strade si aprono dopo ogni singolo incrocio, e noi vorremmo percorrerne quante più possibili.

Luciop: È prestissimo per parlare di questo! Ancora non lo so cosa diventerò o se diventerò effettivamente qualcosa. Per ora sono nella fase in cui rivolto a terra lo scatolone dei giocattoli e mi preparo a fare una storia con quelli che ho a disposizione.

C4C: Dove trovate l’ispirazione per le vostre storie? Quanto c’è in esse del vostro vissuto?
Batawp: L’ispirazione sta sempre intorno a noi, bisogna semplicemente prendere degli elementi e cambiarli di posto. Personalmente parlando mischio molti elementi del mio vissuto nelle mie storie, alcuni li camuffo, altri li invento , altri ancora li ingigantisco in modo da renderli interessanti in una storia.

Prenzy: L’ispirazione dal punto di vista artistico, la prendo da tutto ciò che vedo e che mi circonda, ogni forma d’arte per me è interessante e può influenzare positivamente il mio lavoro, da ogni tipo di fumetto (bonelli, manga, disney, americano,underground ecc..) ai film, serie tv, musica, tattoo..da tutto questo, i temi delle storie vengono da sè.

Luciop: Assorbo quello che mi piace. Lo mastico e lo rigetto a modo mio. Non riuscirei a fare una storia dove non riesco a trovarmi da nessuna parte.

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C4C: C’è un genere che trovate difficile scrivere o disegnare? Con quale vi trovate più a vostro agio, invece?
Batawp: Trovo molto difficile scrivere roba che faccia ridere (la commedia italiana degli ultimi anni non fa ridere). Preferisco sicuramente un genere più tetro, tra l’horror e il drammatico.

Prenzy: Al Contrario di Giulio io trovo più difficile, o comunque meno naturale, scrivere racconti drammatici e “seri“.(tranne in rari casi) Ma preferisco trattare temi divertenti con uno stile ironico, seguendo la scia del trash. Ma è anche vero, che il più delle volte preferisco farmi scrivere le storie da altri sceneggiatori, in modo tale da concentrarmi esclusivamente sul disegno.

Luciop: Non li capisco troppo i generi. Solitamente disegno solo quello che voglio disegnare. Poi magari fa parte di un genere anche quello, chissà. Fatemelo sapere (sul serio).

C4C: Oltre al nostro evento Meets The Web, avete partecipato ad altre fiere o incontri? Vi va di raccontare qualche breve aneddoto?
10515266_761541997240352_5096634359660272425_oPS: Abbiamo partecipato al Napoli comicon 2014 e all’Etnacomics 2014, in entrambe riscuotendo un buon successo e rapporto col pubblico. Sicuramente mi rimarrà per sempre in mente l’espressione dei genitori che cercavano di distogliere lo sguardo dei loro figli dalla nostra splendida T-shirt, dove Peppa pig pratica del sesso orale a Pimpi.

Luciop: Aggiungo che c’è una specie di collezione privata di Pimpi che fa cose brutte. Tutta fatta su dei post-it. Non so come siamo arrivati alla maglietta, ma è sempre bello quel momento di imbarazzo in cui i genitori ci guardano male mentre i bambini se la ridono. Forse volevamo provare il brivido di questo imbarazzo. C’è una foto bellissima scattata durante l’evento al Teatro Mediterraneo occupato di Palermo di due bambini con in mano dei pupazzi di Winnie the Pooh, assorti nel guardare una stampa del deprecabile Pimpi. È‘ una foto importante.

C4C: Vi siete scelti un nome particolare che colpisce sopratutto chi non vi conosce. Come ribattereste ad un eventuale “Pee Show, un nome un programma” ?
Batawp: Show. Alla fine non sarebbe sbagliato. Risponderei con una traduzione di “In the flesh” dei Pink Floyd in “The Wall“: << e così pensavate che vi sarebbe piaciuto andare allo show?>>

Luciop: Ci piaceva il gioco di parole. Siamo solo dei cazzoni.

C4C: Concludiamo con un classico: nuovi progetti in arrivo?
PS: Tre progetti molto sostanziosi in arrivo nel 2015, saranno la prima triade di Pee Show ad essere pubblicata con Shockdom.

666” di Prenzy, una raccolta di storie brevi sulla crudeltà umana scritte da 6 autori italiani in uscita ad Etna comics 2015

Benvenuti a Lalalan vol1” di Luciop e “Paranoiæ ” di Batawp di cui al momento non vi sveliamo troppo.

Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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5 Risposte

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  2. 15 giugno 2015

    […] Pee Show – 666 Il male dentro […]

  3. 27 settembre 2015

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  4. 2 febbraio 2016

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