[Esclusiva] Aspettando Meets the Web: C4 Chiacchiere con… Mammaiuto

C4 Comic Meets the Web Banner

C4 Comics meets the web è il nostro evento che si terrà il 6 e il 7 Giugno a Sarzana e in cui parleremo del rapporto tra il fumetto e internet. Di Mammaiuto, l’associazione di fumettisti che pubblica il loro lavoro online, vi avevamo già parlato la settimana scorsa, ma oggi è il momento di di approfondire l’argomento con una bella intervista.

Meets the Web

C4 Comic: Come nostra abitudine nella prima domanda vi lasciamo spazio per presentarvi al meglio. Per chi ancora non vi conoscesse cos’è Mammaiuto?
Mammaiuto: Mammaiuto è un collettivo di autori di fumetti che si sono annoiati di spiegare chi sono, e hanno fatto in tutto 5 interviste in 4 anni. Questo da una misura piuttosto precisa di quanto siamo inabili alle pubbliche relazioni.

C4C: Da dove viene il vostro nome? Come l’avete scelto e perché?
M: Mammaiuto è il nome di una banda di pirati dell’aria che compare in Porco Rosso. Sono i finti antagonisti, se così possiamo dire: una banda di criminali disorganizzati e leali, con le barbe incolte. Mammaiuto è un nome italiano, di personaggi italiani, di un film d’animazione giapponese di un autore che fa fumetti alla francese. Ci sembrava descrivesse più attitudini che sentiamo nostre: cialtroneria, scarso rispetto per l’autorità, l’amore per le belle storie, antifascismo, disegni fotonici, l’Italia, l’incredibile ramificazioni di influenze internazionali che si possono avere attraverso i fumetti e l’arte in genere, la mamma che alla fine qualcosa da mangiare te lo fa trovare sempre, l’aiuto che può fornire un gruppo di amici impegnati a fare cose assieme.

C4C: Com’è nata l’idea di questa piattaforma?
M: Mammaiuto.it è nato come blog, e anche ora ha quella forma, ma un po’ più ordinato. Ci cacciamo dentro quello che facciamo. All’inizio proprio di tutto, perché lo stimolo era di imporsi un ritmo, riempire uno spazio, e mettevamo dentro quello che ci veniva in mente, anche solo per leggerlo tra di noi. Poi abbiamo iniziato a fare serie sempre più solide, abbiamo perso un po’ di ritmo, ma abbiamo iniziato a mettere solo bombette. Ma non è proprio un’idea, dai, è il 2011, fai fumetti e non hai voglia di avere a che fare con editori, l’idea sarebbe stata non usare il web, noi abbiamo semplicemente fatto la cosa più semplice da fare

C4C: Come avviene la scelta degli autori che pubblicano per voi? Quali caratteristiche bisogna avere per far parte del collettivo?
mammaiuto1M: Bisogna essere nostri amici, o amici di amici, o starci simpatici. Ed essere pronti a fare qualsiasi cosa: rispondere alle interviste a cui nessuno aveva voglia di rispondere; spostare scatoloni; perdersi cercando di raggiungere qualche paesino negli appennini in cui fanno una sagra e ci danno un banchetto; impaginare libri; revisionare bozze; far funzionare plugin di wordpress; ballare senza vergogna musica improbabile; fare fumetti per il piacere di farli ed essere o molto bravi, o molto scarsi. Cose così, via, le cose normali per far parte di un collettivo. In questo momento però non c’è modo per essere scelti, perché non abbiamo le forze per seguire più autori di quelli che siamo ora (mammaiuto si preoccupa di tutto a titolo volontario: pubblicazione on line, editing, pubblicazione on paper, psicodrammi) per cui, se avete tutte queste caratteristiche, piuttosto che rivolgervi a un editore (che è proprio l’ultima spiaggia) fondate un collettivo vostro e poi facciamo battaglia di fumetti.

C4C: Qual è stata la risposta del pubblico al vostro lavoro?
M: Non credo che esista “Il Pubblico”. “Il Pubblico” mi sembra un concetto astratto nel quale si vuole inserire un certo numero di persone immaginarie, per fargli dire quello che riteniamo direbbero se esistessero. Secondo me la risposta del pubblico al nostro lavoro è stata: “scafandro”.

C4C: Una piccola parte della vostra produzione web è approdata al cartaceo. Quali sono i motivi che vi hanno spinti a fare questa scelta?
M: I soldi. I libri li vendiamo e una volta recuperate le spese di stampa diamo agli autori del libro l’80% del prezzo di copertina. Anche con le nostre tirature (dalle 200 alle 400 copie) sono un po’ di soldini che male non fanno. Alcune cose che abbiamo fatto si leggono meglio nella forma libro, quasi tutto in realtà, non siamo abilissimi a fare webcomic. È anche un modo per mettere in ordine, vedere fisicamente quante cose hai fatto.

Mammaiuto banner

C4C: Quale rapporto pensate che ci sia tra i due mezzi?
M: A volte nella fruizione del web ci si perde. La stampa può essere un momento di confronto, di controllo, di correzione. Per come lo stiamo usando, le nostre serie sul web sono la prima di uno spettacolo teatrale: emozionante, vitale, con quel gusto irripetibile che ha la novità, ma alcuni cambi scena non tornano bene e le luci vanno decisamente messe a posto. La carta stampata è la decima replica, tutto fila alla perfezione, ma non si è perso l’entusiasmo.

C4C: Pensate che il crowfounding possa essere una soluzione efficace per realtà come la vostra anche sul lungo periodo?
M: No. O forse sì. Chi lo sa, in Italia non esistono altre realtà come la nostra. Noi lo abbiamo usato un po’ come esperimento, pensiamo sia un buon strumento, ma da usare con oculatezza.

C4C: Quali sono i vostri progetti futuri? Pensate di pubblicare in edizione cartacea altri vostri fumetti oppure concentrarvi più sulla parte digitale?
M: La parte digitale è il laboratorio, lo studio, l’officina. Tutto quello che facciamo è conseguenza di quanto riusciamo a scrivere/disegnare e pubblicare on line. I progetti futuri sono tutti fumetti che vorremo fare e sui quali lavoriamo e discutiamo continuamente. Mentre li facciamo non ci preoccupiamo troppo della forma che potranno assumere, di sicuro vogliamo che vengano letti e quindi li mettiamo on line appena ne siamo soddisfatti. Stiamo lavorando in particolare a un “volume” antologico, con tutto materiale inedito, che pubblicheremo probabilmente in contemporanea sia on line che cartaceo. Un lavoro molto collettivo. E poi esce Mooned in inglese sul sito!

C4C: Che rapporto avete con le fiere?
M: Se sono in libertà e affamate cerchiamo di stare lontani. Altrimenti ci avviciniamo per fare le foto facendo finta di non avere paura. Uuuh che simpatico gioco di parole, ora mi suicido. Con quelle tipo Lucca comics pessimo, andiamo solo a Lucca. Lì ci divertiamo come degli scemi, anche perché becchi tutti i colleghi sparsi per l’Italia, un sacco di gente passa allo stand, conosciamo lettori del sito e vendiamo un bel po’. Se no cerchiamo di andare in posti che non c’entrano con i fumetti, in ogni caso cerchiamo di avere altri motivi di interesse per spostarci, che non sia vendere i fumetti dietro uno stand. Perché quello ci annoia a morte. E allora andiamo in posti dove possiamo essere contenti anche se non vendiamo neanche un fumetto: vicino a trattorie rinomate, o dove fanno le mostre belle. Tipo al Treviso Comic Book Festival c’era questa cosa fantastica che potevi anche non stare dietro lo stand, perché la cassa era gestita a turno da tutti i partecipanti: siamo stati due giorni in giro per Treviso e ci siamo molto divertiti. Abbiamo venduto qualcosa, ma anche non avessimo venduto niente… cioè, io non mi ricordo se abbiamo venduto bene, ma mi ricordo che ci siamo molto divertiti, e poi eravamo sul barcone della festa quando è caduto il pontile. Quelle sono cose che ti restano. A noi piacciono le storie e vivere. Stare dietro uno stand è davvero un po’ noioso la maggiorparte delle volte.

C4C: L’ultima è un’altra domanda tipica del nostro sito: Qual è la vostra kryptonite?
M: Ogni tanto ci distraiamo e ci sembra che dovremmo fare di più gli “editori”, comunicare meglio i prodotti che abbiamo e cazzate da marketing così. Poi ci rimettiamo a fare fumetti, e tutto torna più chiaro. La nostra cryptonite potrebbe essere l’ansia di essere riconosciuti, di avere “successo”, di vendere di più, di avere più accessi. Quella è una cosa dalla quale bisogna sempre proteggersi. Fai la tua cosa, buttala in mezzo il mondo, continua a fare: qualunque cosa succeda, va bene.

L'omaggio di Stefano StenTwo Sergiampietri

L’omaggio di Stefano StenTwo Sergiampietri

Beatrice Spezzacatena

Sono una studentessa di giurisprudenza che ama il giornalismo e i fumetti. Ho iniziato da piccola con Topolino, ho divorato tutte le altre uscite della Disney (Da Monster Allergy a X Mickey) e non mi sono più fermata. La curiosità è un mio brutto vizio.

Potrebbero interessarti anche...