Zerocalcare: L’autore di Rebibbia intervistato da Adkronos

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Che il fumetto, in Italia, stia ottenendo una considerazione diversa da quella che lo vedeva come puro divertimento per adolescenti e bambini è ormai cosa nota, e che Zerocalcare, al secolo Michele Rech, sia uno degli autori di questo cambiamento è ormai palese.
L’autore di Rebibbia ha infatti indubbiamente raggiunto un successo tale da poter avere un impatto significativo sulle mentalità degli “intellettuali” italiani che non riuscivano a ritenere il fumetto come una forma di letteratura, come lo definiva molti anni fa Hugo Pratt.

In una recente intervista di AdKronos realizzata in occasione dell’ARF, Zero ha infatti rimarcato questa diversa percezione, dicendo:

Il fumetto ormai viene percepito come un linguaggio, e non più come un genere, e quindi in quanto linguaggio può parlare di qualsiasi cosa e può affrontare qualsiasi genere, dal saggio alla fantascienza alla storia d’amore.

Il fumettista romano ha poi affermato che comunque la candidatura di Dimentica il mio nome al Premio Strega non è necessariamente un bene per il media tutto, in quanto, per sua ammissione:

Molti fumetti, anche più belli del mio, non hanno avuto lo stesso riscontro a livello di vendite e quindi non è che necessariamente questa cosa migliora la vita a tutti.

Infine Rech ha chiosato sull’apparente facilità della fruizione del fumetto, che a suo dire non è proprio di facile lettura:

Molte persone grandi, ma anche persone colte faticano a leggere fumetti, faticano proprio a seguire la storia, la narrazione, perché è proprio un tipo di lettura che in realtà ha anche degli aspetti impegnativi, quindi secondo me è anche una cosa su cui uno si deve allenare un minimo per capire appieno ciò che legge.

Fonte: Adkronos

Italo Scanniello

Appassionato lettore sin da bambino, fruitore versatile di fumetto, animazione e letteratura.

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