C4 Corso Manga: Lezione #12 – L’inchiostrazione (prima parte)

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Torniamo sulla Tecnica e sulla questione rimasta aperta, l’inchiostrazione.
L’inchiostrazione è una delle basi del manga e lavora su due strumenti, l’inchiostro e i pennini.

L’inchiostro è la caratteristica distintiva del manga e del comic, e ovviamente ne esistono molteplici tipi e marche, che si differenziano per la loro scorrevolezza, l’intensità del nero, la rapidità di asciugatura e la durata nel tempo esposti ad aria e luce.

Inchiostri di differenti marche si trovano in più tipi e formati, con diverse impermeabilità e rese

Gli inchiostri per manga sono perfetti sia per l’utilizzo con il pennello che ovviamente per la loro funzione primaria, cioè il pennino. Attenti ad usare altre marche di inchiostri non specifici, che trovate magari a meno nei negozi di belle arti, come il nero d’india (assolutamente no!) perché rischiano di intasare i pennini manga.

In linea generale esistono due tipi di nero che si differenziano per la loro composizione chimica.
Il senryo ink è un inchiostro a tinta (cioè formato da un insieme di pigmenti che danno una tinta nera), molto liquido e non impermeabile.
Il ganryo ink invece è un inchiostro a base di pigmento nero, impermeabile, che dona una tinta netta, più denso del senryo e non tutti i tipi di bianco riesco a coprirlo.

Come per la carta, possiamo solo presentarvi un piccolo elenco di inchiostri diversi e le loro caratteristiche, tra quelli più facilmente reperibili e su cui abbiamo potuto testare l’efficacia: sarà poi la vostra mano (e la vostra pratica) ad indirizzarvi verso il tipo di inchiostro adatto a voi e al vostro lavoro; perciò il nostro solo consiglio preliminare è di limitare le scorte, comprate poco inchiostro per volta all’inizio, e solo quando troverete quello che vi soddisfa compratelo in grandi quantità, così da limitare spese e sprechi (dopo alcuni mesi dall’apertura gli inchiostri manga tendono a rovinarsi).

download (1) Inchiostro Pilot: già celebre tra i mangaka, è diventato notissimo dopo la già citata serie Bakuman, è l’inchiostro più utilizzato. Il suo nero rimane leggermente meno intenso rispetto ad altri suoi colleghi, ma asciuga molto rapidamente (cosa molto apprezzata nel Sol Levante, dove i sensei lottano sempre con le scadenze e il poco tempo) e scorre con facilità.
Si trova in due versioni, quella da calligrafia (il writing, con la scritta gialla) che resiste ai colori ad alcol  e, da asciutto, a piccolissime quantità d’acqua, e quello da disegno (il drawing, con la scritta grigia) con una buona impermeabilità (se non si inonda il foglio d’acqua). 58-thickbox

Inchiostro Bokujuu: degno rivale del Pilot, questo inchiostro ha un colore nero brillante e un’ottima fluidità; è un po’ lento ad asciugarsi, ma anche i frettolosi dovrebbero provarlo, potrebbero piacevolmente stupirsi della sua versatilità. Alcolproof, ma tenetelo lontano dall’acqua.

Una volta presentati gli inchiostri torniamo ai pluricitati pennini. A proposito di pennini, rispondiamo immediatamente alla domanda che alcuni di voi sicuramente si saranno fatti e molti ci hanno già posto negli anni.

Perché non posso utilizzare un classico pennino da calligrafia che trovo in un qualunque negozio? Anche in Italia produciamo pennini!

Certo, ma la differenza sta nella capacità dei pennini manga di variare il tratto con una lieve pressione delle dita.

Partiamo da questo principio: il manga vuole rendere le tre dimensioni, su un supporto che per sua natura è bidimensionale. Per questo, a partire dalla prospettiva del disegno, passando poi per la linea, dobbiamo creare noi “l’illusione” della profondità: un oggetto distante avrà una linea più sottile di un oggetto in primo piano; i punti del corpo che sono sovrapposti o dove si presentano “pieghe” (come l’avambraccio piegato verso il braccio) avranno linee più spesse dove le due parti si toccano, così le zone d’ombra risulteranno più evidenti.

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Variare la pressione è il principio dell’inchiostrazione manga. Lo vedremo dettagliatamente più avanti (nel video in fondo ci sono già alcuni accenni), nel frattempo vediamo i vari tipi di pennino disponibili sul mercato.

Come per gli inchiostri, marche diverse producono pennini diversi, già divisi tra loro per modelli e durezze del materiale con cui sono fatti. Sapere la durezza e la dimensione di un pennino (cioè se traccia linee spesse oppure sottili con facilità) è utile per iniziare a familiarizzare con la stesura inchiostro: potrete semplicemente cambiare pennino, invece di aumentare la pressione (almeno in linea generale).

MODELLI

I modelli di pennino sono standard, cioè esistono in ogni marca e materiale. Un dato modello di pennino incrociato con un dato materiale avrà una durezza e una resa diversi, divertitevi a sperimentarli! DSCF3236

–  G-Pen: il più noto e il più usato, è un pennino abbastanza morbido caratterizzato dalla grossa G incisa. Il G-Pen permette di fare un tratto spesso, ideale per gli shonen, e scorre senza problemi. Il migliore per chi si sta allenando la mano.

DSCF3232Maru-Pen:
deve il suo nome alla base rotonda (maru in giapponese significa punto o cerchio); un pennino difficile da domare per alcuni, che non rende facile variare di molto lo spessore, ma che da grandi soddisfazioni: ha un tratto sottile e delicato perfetto per i dettagli e i capelli.

Saji-pen:  il modello più vecchio, nei primi anni del manga come lo conosciamo oggi era il solo reperibile, derivante direttamente dai pennini per calligrafia, di cui ha la stessa forma. Il Saji è rigido e si piega alla pressione con difficoltà, ma tiene bene l’inchiostro e fa linee fini, ma non troppo sottili; è perfetto per gli sfondi, dove bisogna tenere un tratto omogeneo.
Il Saji-pen fa parte di una categoria di pennini meglio nota come Kabura Pen, di cui fanno parte Saji, Tama e Spoon: il nome cambia a seconda della casa produttrice e del materiale, ma le differenze effettive sulla resa del pennino si avvertono solo dopo una certa esperienza; generalizzando, potremmo definirli un unico modello di pennino, seppur con tre nomi diversi.

(dal basso in alto) un Saji-Pen cromato, un Nihon-Ji e uno Spoon, che si trova quasi esclusivamente in alluminio

Nihon-ji: strettamente imparentato con il modello Kabura, è forse meno conosciuto tra chi sta iniziando ad approcciarsi ai materiali manga professionali; si tratta di una “via di mezzo” tra un Saji (di cui mantiene la forma e la regolarità della linea con pressione costante) e un G-Pen (di cui possiede la morbidezza e la possibilità di variare facilmente gli spessori).

MATERIALI

Alcune ditte si concentrano su un solo tipo di materiale (cromo o alluminio i più diffusi), altre forniscono stessi modelli di pennino ma in più materiali.

Alluminio: il più morbido tra i materiali in commercio, ha una buona scorrevolezza e permette un’ampia variazione della linea anche con i modelli di pennino più rigidi; non è adatto a chi preme molto o a chi ha difficoltà a mantenere una pressione costante per tratti lunghi.

Cromo: il più diffuso e il più utilizzato, il comportamento “tipico” di ogni pennino si valuta solitamente su questo materiale.

Oro: i pennini kin (oro, riferendosi alla cromatura esterna) sono i più rari e i più “variabili”, a seconda della ditta e del modello. Se ne trova di molto morbidi, anche più dell’alluminio, o di molto rigidi. Quelli morbidi sono adatti a chi non preme molto per ottenere buone linee e abbastanza spesse, quelli rigidi sono per chi preme molto per mantenere linee sottili; fate attenzione a quelli rigidi, perché vi faranno sudare, soprattutto all’inizio sarà difficile trovare la giusta pressione perché scrivano.

Man mano che prenderete confidenza con l’inchiostrazione, potrete valutare la differenza fra uno stesso modello di pennino prodotto da due marche diverse, o magari della stessa ditta e lo stesso modello, ma di materiali differenti.
Possono apparirvi come indicazioni vaghe, ma come abbiamo detto in fase di anatomia, noi vi doniamo una base su cui lavorare: sarà la vostra indole, la vostra mano e il vostro gusto, a farvi scegliere gli strumenti più utili, così come lo stile di disegno.
Per cominciare vi proponiamo quello che è considerato il set base di pennini standard, quello con cui si hanno più possibilità di fare tratti differenti: un G-Pen per il disegno principale, un Saji per gli sfondi e un maru per i dettagli, tutti e tre in cromo sono ottimi per cominciare.

Abbiamo lasciato per ultimo il manico del pennino, necessario se non volete inchiostrare con le dita. Per chi ha già un pochino di esperienza sa che queste penne senza testa, dove va inserito il pennino vero e proprio, esistono di legno e di plastica, corte e lunghe, leggere e pesanti.
Non ci sono consigli particolari, cercatene un modello di medio peso e media lunghezza: con il tempo vedrete se faticherete o meno ad inchiostrare e se sarà necessario provare un porta pennino più leggero o più pesante, nel caso tendiate ad essere troppo fini con il tratto. La questione del porta pennino è estremamente personale e tutta legata alla vostra mano, tanto che moltissimi fumettisti e mangaka si limitano ad acquistarne uno che poi modificano da sé, tagliando le code o aggiungendo gommini in cima per migliorare la presa e aumentare il peso.

L’unica cosa su cui stare attenti è se i pennini manga entrano nel manico. Quasi tutti i pennini non hanno problemi, ma il maru ad esempio, con la sua base rotonda, non entrerà mai in un porta pennino prodotto in Italia: controllate che sia un porta pennino universale, così da non avere l’astuccio pieno di penne.

Nel video vedrete velocemente alcuni consigli per poter inchiostrare senza distruggervi la schiena e i polsi, e vi mostreremo come tracciare correttamente le linee. Guardatelo mi raccomando, perché con la prossima lezione inizieremo gli Esercizi di Inchiostrazione.

Stay tuned!

The King's Dream Studio

"The King's Dream Studio©" nasce nel 2012 grazie alla collaborazione tra Martina e Nicolò. Martina "Dream" Longinotti: Diplomata al liceo classico, laureata in Arti Figurative e Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara (laurea triennale e specialistica). Disegnatrice da sempre. Nicolò "K.i.S." Belloglio: Diplomato al Liceo Classico, ha frequentato l'Università degli Studi di Pisa, corso di laurea in Lettere Moderne. Appassionato di lettura, manga e scrittura fin dalle medie, si dedico alla sceneggiatura, in particolare a quella manga.

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