[Esclusiva] Aspettando Meets the Web: C4 Chiacchiere con… Daniele Di Nicuolo

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Il C4 Comic Meets The Web è sempre più vicino: il 6 e il 7 giugno si terrà a Sarzana l’evento organizzato dal nostro sito che coinvolgerà autori e youtubers di tutta italia per due giorni dedicati al mondo dell’arte del fumetto.

Tanti fumettisti hanno accettato il nostro invito e parteciperanno all’evento parlandoci di se stessi e del loro lavoro. Tra questi figura Daniele Di Nicuolo, giovane disegnatore diplomato presso La Scuola del Fumetto di Milano e attivo nel collettivo Electro Banana Studio. Dopo aver lavorato alla serie Long Wei edita da Aurea insieme a sceneggiatori del calibro di Diego Cajelli, il suo nome è salito alle cronache del fumetto per i disegni di “Nick Banana“, opera di satira politica scritta da Nicolò “Nebo” Zuliani e Michele Monteleone (ne abbiamo parlato qui) che ha avuto un grande impatto nel mondo dell’editoria delle vignette dato che si tratta di qualcosa di nuovo, un prodotto unico in un mare di ovvietà. Lasciamo la parola a Daniele:

C4 Comic: Ciao Daniele, un saluto da tutta la redazione di C4 Comic. Ti va di farci una piccola descrizione di te e del tuo lavoro?
Daniele Di Nicuolo: Ciao a tutti, sono Daniele “Kota” Di Nicuolo, classe 1987. Sono di Milano, ho frequentato la Scuola del Fumetto diplomandomi nel 2010, e dal 2011 faccio parte dell’Electro Banana Studio, assieme a cinque fumettisti (tra cui Diego Cajelli, mio ex insegnante di sceneggiatura), due illustratrici e un beagle di nome Tartina, che in realtà è l’incarnazione del male. Per quanto il disegno abbia fatto parte da sempre della mia vita, ho capito abbastanza tardi di voler fare il fumettista, a circa 20 anni, e difatti il mio percorso formativo è passato prima per il liceo scientifico, e poi per un anno di università, per poi realizzare che la mia strada era tutt’altra e che ciò che volevo non era progettare sedie, ma raccontare per immagini. E a quanto pare, 8 anni dopo quel giorno fatidico in cui dissi “mamma, papà, lascio l’università, voglio fare fumetti”, ce la sto facendo.

C4C: L’ultima opera a cui hai collaborato é “Nick Banana“. Puoi parlarci della genesi di questo fumetto e del tuo coinvolgimento nel progetto?
DDN: Tutto è partito da una telefonata di Michele Monteleone: “Oi Danie’, ti interessa un lavoro?“. Io e Michele ci conosciamo da diversi anni, e aspettavamo da tempo la possibilità di lavorare assieme, e quando mi ha spiegato che si trattava di Nebo e di Nick Banana, non ho potuto fare altro che accettare. La lavorazione dell’albo ci ha preso 9 mesi, una gravidanza. Nove mesi in cui ci è successo veramente di tutto, a livello umano e lavorativo, dove ci si sentiva praticamente ogni giorno. Questo ha portato al consolidamento di quella che considero una grande amicizia con due persone che stimo e ammiro tantissimo. Bisognerebbe scrivere una storia a parte su questi nove mesi. D’altronde la seconda telefonata che ho ricevuto, quella di Nebo, sarebbe un incipit perfetto: “Ciao Daniele, dovresti andare in tribunale per me“.

NickBananaC4C: Ritieni che il fumetto sia un media adatto alla satira?
DDN: Col fumetto è possibile fare tutto, basta che a farlo sia chi è capace di incanalare la storia attraverso il media. Quello che era necessario fare con Nick Banana era rendere divertente e godibile qualcosa che, in origine, era basato interamente sui dialoghi geniali di Nebo e sulla sua prosa provocatoria e frizzante. Sostanzialmente, non potevamo fare un fumetto solo di gente che parla, ed è soprattuto su questo lato che Michele è stato essenziale.
La satira a fumetti è possibile, anche con tempi ben più lunghi della semplice strip umoristica, tutto sta nel renderla interessante per tenere il lettore incollato al fumetto. Mi è stato fatto notare che, probabilmente, Nick Banana è il primo della sua specie, che non c’è niente di simile, almeno nel mercato italiano. Mi piace credere che sia così.

C4C: Dopo “Nick Banana” avete ricevuto qualche commento da parte di militanti del Movimento 5 Stelle? Loro come l’hanno presa?
DDN: Per ora no, o almeno nessuno ha scritto a me, ma sono sicuro che i post di Nebo siano pieni di grillini incazzati. Ecco, mi è capitato di leggere commenti in calce ad alcune recensioni su alcuni siti, e mi è venuto da sorridere, perchè avevano esattamente quel tono da “gregge” che viene criticato. Praticamente confermavano proprio ciò che avrebbero voluto smentire. Ovviamente noi speriamo che faccia arrabbiare più gente possibile, non solo i seguaci del M5S, perchè si è sparato su tutti. Ecco, questo forse è il punto che sfugge ai più: la vera critica presente nella storia (e nella filosofia di Nick Banana) è contro il populismo che si sta divorando il paese. Quello è il vero, nuovo, temibile nemico della politica, che ha preso posto dell’ormai defunto berlusconismo.

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C4C: Cosa pensi dei blog e la diffusione dei contenuti artistici e letterari sul web?
DDN: È un’arma a doppio taglio. Da una parte, dà la possibilità veramente a chiunque di far girare i propri lavori e le proprie creazioni, il web ha dato voce a tutti. Grazie ad esso è possibile vedere lavori di gente incredibile , e questo non può che essere uno stimolo al continuo confronto e alla voglia di crescere.
Il lato oscuro della faccenda però è una percezione alterata della realtà e del proprio status. Mettere un disegno su Facebook e prendere 100 like non equivale necessariamente a essere bravi o di essere meritevoli di lavorare. Certo, è un’ottima vetrina, però poi i conti si fanno sul campo da gioco reale, e ci sono molti wannabe là fuori che non accettano i fallimenti e si crogiolano nei loro like, pensando che è colpa del mondo che non li capisce, non loro che non riescono a essere professionali o ad attendere poi reali richieste di un eventuale datore di lavoro. D’altronde un like non costa nulla, mentre investire su qualcuno dandogli del lavoro è un altro discorso.

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C4C: Parlaci della tua esperienza professionale: come ti approcci a una nuova proposta di lavoro e al disegnare un fumetto?
DDN: Cerco sempre di essere molto metodico durante un lavoro, mantenendo un ritmo molto serrato e di “routine”, perché conoscendomi rischio di incasinarmi in un attimo. In studio lavoro circa 8-9 ore filate, con una breve pausa pranzo e qualche break per la dose vitale di caffeina, mentre il resto del tempo mi isolo totalmente ascoltando un sacco di musica. Credo che ormai i miei compari di studio si chiedano perchè stia ancora lì, visto che ci sono alcuni giorni in cui non proferisco parola.
Ho scoperto con gli anni che l’isolamento musicale mi porta ad avere un’elevata concentrazione, che mi fa calare totalmente nel lavoro. Poi vabè, ci sono le giornate no in cui anche le cose più semplici non vengono, e lì dipende dalle tempistiche e dalle deadline: se non sono impellenti, magari stacco e faccio altro, altrimenti tocca trovare una soluzione, per portare a casa il risultato. I fumettisti sanno che il dio delle deadline è implacabile e non fa sconti.

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Per la parte prettamente pratica invece, ormai lavoro completamente in digitale su una Cintiq 22 HD, e oltre al fidato iMac che mi fornisce la sopraccitata musica, tengo a fianco un sacco di fumetti come reference.

C4C: Se ti incaricassero di scrivere qualche consiglio o regola su come diventare un disegnatore, cosa scriveresti ?
DDN: Potrebbe sembrare banale e scontato, ma per prima cosa: “anatomia e prospettiva”. Il disegno è un linguaggio, e questi ne sono l’alfabeto e la grammatica. Di conseguenza, sono ESSENZIALI, altrimenti non si riuscirà mai a narrare efficacemente. Perchè il fumetto è questo, narrazione.
Poi, le mie personalissime regole, il mantra che traccia la mia via del disegnatore, sono: professionalità, farsi il culo e l’amore. La professionalità è fondamentale, l’ho imparato soprattutto stando in studio assieme a professionisti ormai rodati, e fa capire alle persone con cui lavori che sei una persona affidabile, e se questo porterà a parlare bene di te, non potrà far altro che generare altro lavoro.
long weiFarsi il culo parla da sé: è il tenersi in costante allenamento, alzare sempre l’asticella dei propri limiti, porsi nuovi obbiettivi e lavorarci.
L’amore invece è quello che provo per questo lavoro, per il disegno e per la narrazione. Cerco di viverci dentro il più possibile, mi circondo di tutto ciò che può aiutarmi a farmi crescere. Ricordo un vecchio post di Recchioni in cui diceva che bisognava essere praticamente ossessionati dal fumetto. Non so se è qualcosa che tutti possono condividere, ma per me è così.

C4C: Daniele, ti andrebbe di raccontarci dei tuoi progetti futuri? Qualche anticipazione da darci?
DDN: Al momento sono occupato su tre fronti: sono al lavoro su una miniserie noir fantascientifica per la Titan, sui testi di Victor Gishler e colorata da Walter Baiamonte (lo adoro, ci troviamo benissimo ed è eccezionale), e sarà composta da 5 issues, ma non ho ancora una data d’uscita da fornire. Ho poi avuto la fortuna e l’onore di entrare nel team del nuovo corso di Kriminal (in coppia con Davide Gianfelice) e ancora non mi capacito del fatto di poter lavorare al fianco di autori di quel calibro, che ammiro tantissimo e che mi studiavo sui banchi di scuola. 733902_10151478898404710_840690443_nIl terzo progetto su cui sono in ballo non posso ancora rivelarlo, per quanto sia già partito. Posso solo dire che è per una casa editrice americana ben conosciuta.

C4C: La nostra domanda di rito: hai un tallone d’Achille? Qual èla tua Kryptonite?
DDN: Direi tranquillamente che la mia kryptonite sono io. Da perenne perfezionista insoddisfatto, mi capita a volte di rimanere incastrato in paranoie mie, che ciclicamente si ripresentano. Credo che la paura di non essere bravi abbastanza o all’altezza di un lavoro siano all’ordine del giorno per molti disegnatori, soprattutto se alle prese coi primi lavori. È qualcosa che sto imparando a gestire, soprattutto perché macinando tavole, la sicurezza nei propri mezzi aumenta. D’altra parte però, credo che un po’ di ansia sia sempre giusta: ti tiene sul pezzo, vigile, non ti fa prendere sotto gamba il lavoro e soprattutto non ti fa mai accontentare di ciò che fai. Quindi tocca fare sempre meglio.

C4C: Grazie mille per la tua disponibilità. Un caloroso saluto da tutta la redazione e in bocca al lupo per il tuo lavoro.
DDN: Grazie a voi e crepi il lupo!

L'omaggio di Vanni a Daniele Di Nicuolo

L’omaggio di Vanni a Daniele Di Nicuolo

Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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