C4 Corso Manga GENSAKUSHA SPECIAL: Lezione #3 – I generi manga

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Benvenuti, in questa terza lezione di C4 Corso Manga “Gensakusha Special” spenderemo qualche parola sul mercato e la distribuzione del Manga nella sua terra d’origine e da lì andremo a trattare la questione dei generi del fumetto giapponese.

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Tipico scaffale di riviste in Giappone, comuni e molto forniti anche in tutti i supermercati e combini (convenience store, supermercatini aperti 24h 7/7)

In Giappone, come ormai sappiamo tutti abbastanza bene, il Manga non viene direttamente pubblicato nel classico formato Tankobon, cioè in volumi, ma vede prima una pubblicazione a capitoli su riviste specializzate, che possono avere uscita settimanale, bisettimanale o mensile.

La maggior parte di queste riviste ha un target di riferimento specifico e questo crea la prima grande divisione dei generi del Manga: l’età e il sesso del lettore; con il nostro background culturale potrà suonarci strano, ma in Giappone è molto difficile che, ad esempio, una ragazza legga manga destinati al genere opposto e viceversa, o che un ragazzo del liceo legga un manga per bambini: questa situazione negli ultimi anni si sta però ammorbidendo, complice anche l’uscita di manga di grande successo come One Piece o Fairy Tail.

Senza entrare nello specifico delle singole riviste possiamo genericamente affermare che esistono riviste per ogni fascia d’età, dai bambini che hanno imparato a leggere in poi, e per ogni sesso che delineano con i loro contenuti la divisione più comune del manga:

Kodomo: (trad. bambino)  Indica manga pensati per bambini dai 6 ai 12 anni. Non prevede grosse differenze di sesso del lettore, e si caratterizza da storie semplici, allegre, cariche di messaggi positivi, e un disegno estremamente stilizzato.

Shonen: (trad. ragazzo)  Manga per ragazzi tra i 12 e 18 anni. I generi trattati sono vari ma troviamo una maggioranza di storie di Azione e Avventura.

Shojo (o Shoujo): (trad. ragazza) Manga per ragazze dai 12 ai 18 anni. Tra i vari generi trattati spiccano storie romantiche tra i banchi di scuola, disegnate con un tratto molto elaborato e ricco di dettagli e retini.

Seinen: (cioè maggiore età)  Manga per ragazzi dai 18 anni in su. Qui i temi trattati sono i più svariati,  comunque temi più “seri” o drammatici, e lo stile di disegno è in genere più realistico di uno shonen manga.

Josei: (donna)  Corrispettivo femminile del Seinen, è caratterizzato da uno stile più adulto di uno shojo manga e, come il seinen, da trame più elaborate e apprezzabili più da persone adulte che da giovani studentesse.

Gekiga: (ossia Immagini Drammatiche)  Manga comuni fino alla fine degli anni ’70, caratterizzati da realismo e storie mature e forti, nato in principio come manga per adulti, in alternativa e in contrasto con gli shonen e gli shojo di quegli anni, dove la lettura del manga era considerata inadeguata e sconveniente per le persone ormai inserite in ambiente universitario e lavorativo.
Oggi il termine indica il “Fumetto Alternativo Giapponese” esterno al mercato editoriale “pop” (quindi con trame e stili di disegno difficilmente inseribili nella grande distribuzione). A livello internazionale potrebbero paragonarsi alla graphic novel americana.

A questa prima distinzione di target di un manga si affianca l’ovvia divisione per temi trattati: non ci soffermeremo sulle trame classiche di avventura, azione, commedia romantica, ecc.. , che si possono trovare tanto nel fumetto giapponese quanto in altri media, ma analizzeremo quei temi “particolari” che troviamo nel manga o che hanno un termine di riferimento preciso in Giappone.

Meitantei: (Investigatore)  Identifica il genere poliziesco.

Spokon: (parola macedonia per Sporting Comic, sono i manga della Tenacia Sportiva) Designa un tipo di manga ambientato nel mondo dello sport e in cui il protagonista è un atleta: spesso le tematiche sportive vengono affrontate in maniera cruda, dipingendo il sacrificio e la sofferenza dell’atleta.  Accanto a manga caratterizzati da questa visione del mondo sportivo tipica delle trame più agé troviamo, in particolare nel kodomo, la presenza di poteri o tecnologie che rendono le storie più di azione e coinvolgenti (un esempio abbastanza recente di questo è il manga e anime Inazuma Eleven)

Majokko: (contrazione di Maho-Shoujo, lett. Fanciulla Magica)  Tipo di storia che nasce dalla fusione dello shojo classico con elementi fantasy e magici; si distinguono tre tipi principali:

  • Streghette: tratta di ragazzine extraterrestri con poteri già acquisiti dalla nascita e che spesso sviluppano crescendo. Solitamente possiedono degli oggetti magici per discendenza familiare, ma possono fare magie anche senza di essi. A volte nelle streghette può sussistere lo schema narrativo della “missione”.
  • Maghette: parla di ragazzine terrestri a cui è donato un potere magico. Di solito ricevono i poteri da creature fatate o extraterrestri, per qualche motivo, che donano loro degli oggetti incantati dalle svariate forme. Nella maggior parte dei casi tramite questi oggetti si trasformano  fino anche ad avere a un cambiamento d’identità.
  • Eroine: racconta di giovani ragazze con poteri speciali, che spesso devono combattere il male per proteggere la Terra o i loro amici. Per quanto riguarda questo genere si può parlare di magia o di poteri sovraumani (tecnologici o alieno-divini) acquisiti in differenti modi. Alla base di tale genere c’è l’idea della battaglia o della missione che vede schierate due fazioni, una dei buoni e una dei cattivi.

Sentai mono: (Gruppo di Attacco)  Ulteriore sottogenere del majokko in cui la protagonista non è unica, tratta infatti di un gruppo di combattenti che lottano contro creature maligne. Nato originariamente come genere delle eroine, il sentai mono si è esteso anche alle streghe e alle maghe rispettandone comunque gli elementi di trama.
Caratteristica classica del sentai mono è all’interno del gruppo una distinzione più o meno fissa dei personaggi, soprattutto tramite “colori” e caratteri: se andiamo ad analizzare infatti questo tipo di trame troviamo quasi sempre una protagonista energia e/o pasticciona, e tra le coprotagoniste vari stereotipi tra cui la sportiva, la studiosa, la tsundere e altre, tutte identificate di norma da colori fissi (rosa o rosso per la protagonista, verde per chi ha il carattere tranquillo e la studiosa, il blu per la ragazza elegante o snob, ecc.)

Esistono poi termini che indicano elementi che possono essere inseriti per arricchire una trama o essere fulcro della stessa:

Mecha: i mecha sono robot che si distinguono per le grandi dimensioni e per la presenza di almeno un pilota al loro interno. Possono essere l’elemento principale della storia, che vedrà quindi i piloti a bordo dei robot combattere contro avversari extraterrestri o umani in vere e proprie guerre, o un elemento caratterizzante all’interno di essa.

Harem: descrive un sottogenere di manga in cui il protagonista maschile si trova circondato da tre o più elementi del sesso opposto (nel caso di una protagonista femminile si parla di Gyakuharem). Lo scenario più comune vede la maggior parte delle donne innamorate del protagonista e lottare tra loro per conquistarlo.

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Le co-protagoniste che ruotano attorno (e sovente, sono il centro) alle vicende amorose di Junpei Manaka, protagonista di Ichigo 100% ( © 2002, Mizuki Kawashita)

Shotacon: termine giapponese (contrazione di shotaro complex) che indica e descrive l’amore platonico, nei confronti di ragazzini prepuberi o appena puberi. Si riferisce anche a tutti quei manga in cui il personaggio maschile adolescente possiede peculiari caratteristiche che lo fanno sembrare molto più piccolo ed infantile di quanto in realtà non sia.
Esiste un genere di manga che parla dell’attrazione sessuale nei confronti di questo di questo tipo di personaggio, si parla in questo caso di straight shota.

Lolicon: (contrazione di lolita complex) descrive l’attrazione nei confronti delle ragazze minorenni appena entrate nella pubertà o l’individuo che prova tale attrazione; indica anche manga dove sono presenti personaggi femminili dall’aspetto fanciullesco e molto infantile, dall’apparente età tra gli 8 e i 13 anni.

Shonen-ai: Amore tra Ragazzi  Termine che dichiara la presenza in un manga di una relazione affettiva omosessuale tra adolescenti o giovani ragazzi (spesso affini ai canoni bishonen). Il genere shonen-ai tratta queste relazioni  da un punto di vista prettamente romantico (quindi differente dallo yaoi, in cui si ritrovano elementi sessuali più o meno espliciti).

Shoujo-ai: Amore tra Ragazze  Corrispettivo femminile dello shonen-ai, si riferisce a manga che abbiano come tema principale o secondario relazioni affettive tra ragazze (in ugual ambito, con yuri si indicano invece le storie di contenuto esplicito).

Osanananji: Amico di Infanzia   Termine utilizzato soprattutto in manga romantici. Descrive la relazione di amicizia tra due personaggi che si conoscono fin da bambini e si amano l’un l’altro ma solitamente non ne hanno coscienza.

Ecchi: termine spesso utilizzato in modo errato parlando di manga  di contenuto erotico, in realtà si riferisce alla presenza di elementi che accennano alla sessualità senza mai cadere nell’esplicito:  i riferimenti possono includere doppi sensi nei discorsi, richiami erotici nelle pose o nei comportamenti dei personaggi. Comune in opere destinate ad un pubblico prevalentemente maschile, da qualche tempo lo si riscontra anche in shojo o josei.

Come avrete notato dagli esempi portati, questo tipo di contenuti spesso non è l’elemento attorno a cui gira l’intera trama: essi infatti, come già detto, possono rappresentare un arricchimento della storia di fondo.

Prima di salutarci vorrei precisare due punti. Le distinzioni, le fasce d’età e i target di riferimento espressi sembrano molto categorici e precisi: in realtà si tratta di una linea guida alla quale si trovano delle eccezioni anche in territorio giapponese, specie negli ultimi anni in cui gli autori si stanno confrontando con un background di trame già utilizzate dai loro predecessori e con l’apertura mentale delle nuove generazioni a leggere un manga in base ai propri gusti e non al proprio sesso.
Inoltre tutto quanto scritto finora si basa sul mercato e la mentalità giapponese: quando andiamo ad affrontare la creazione di un manga in Italia non può venirci naturale ragionare con queste restrizioni, cerchiamo però di conoscerle per capire comunque che tipo di pubblico sarà più facile raggiungere con le nostre storie.

Con questo concludiamo la lezione e vi diamo l’appuntamento  fra un mese circa: tratteremo le regole per la creazione di un personaggio.
Restiamo inoltre a disposizione se vorrete contattarci per maggiori info o curiosità.

Alla prossima 🙂
Stay tuned!

The King's Dream Studio

"The King's Dream Studio©" nasce nel 2012 grazie alla collaborazione tra Martina e Nicolò. Martina "Dream" Longinotti: Diplomata al liceo classico, laureata in Arti Figurative e Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara (laurea triennale e specialistica). Disegnatrice da sempre. Nicolò "K.i.S." Belloglio: Diplomato al Liceo Classico, ha frequentato l'Università degli Studi di Pisa, corso di laurea in Lettere Moderne. Appassionato di lettura, manga e scrittura fin dalle medie, si dedico alla sceneggiatura, in particolare a quella manga.

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