[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Roberto Recchioni

Roberto Recchioni è probabilmente l’autore più attivo nel panorama fumettistico italiano. Per chiarirvi le idee: è l’attuale curatore di Dylan Dog, ha ideato una sfilza di serie (John Doe – con Lorenzo Bartoli, Battaglia – con Leomacs, Orfani – con Emiliano Mammucari, solo per citarne alcune), e presto esordirà in libreria con YA, un romanzo indirizzato al pubblico young per Mondadori. Durante la recente edizione 2015 del Crime City Comics, abbiamo chiacchierato del nuovo corso di Dylan Dog, di Orfani e dei progetti di prossima pubblicazione.

2882625C4 Comic: Salve Roberto, innanzitutto grazie per averci concesso quest’intervista e benvenuto su C4Comic.
Roberto Recchioni: Ci mancherebbe, grazie a voi!

recchioniC4C: La fase di Downgrade di Dylan Dog è terminata. L’indagatore dell’incubo ha vissuto un anno intenso di storie (partendo da Spazio Profondo fino a …E cenere tornerai) che hanno definito il setting narrativo del nuovo corso. Da curatore qual è stato il cambiamento più difficile da gestire e quale ti ha soddisfatto maggiormente?
RR: In generale il cambiamento difficile da gestire è spingere gli autori a riflettere in maniera diversa su Dylan Dog, spingerli a prendersi qualche rischio in più e a immaginare in maniera più ardita. Tra alti e bassi iniziamo ad andare nella direzione che volevamo, le storie che pubblichiamo diventano più interessanti  e altre ne arriveranno.

Dylan-Dog-Maxi-Immagine-PreviewC4C: Dylan Dog corre veloce verso due celebrazioni: il numero 350 scritto e disegnato da Carlo Ambrosini e il trentennale che vedrà il ritorno di Mater Morbi e Morgana, scritto da te e disegnato da Gigi Cavenago. Sono finite le scosse di terremoto che destabilizzano Dylan oppure deve prepararsi al peggio nelle nuove storie?
RR: Dylan Dog non sarà mai una testata ferma. Almeno finché andremo avanti con la mia condizione, l’idea in sé è che ogni storia di Dylan possa essere un terremoto. Ovviamente ci saranno storie di decompressione e storie pregne di eventi, però l’idea in sé è che ogni storia debba provocare il lettore e generare reazioni forti. Deve divertire il lettore, e allo stesso tempo farlo arrabbiare e spingerlo a riflettere e a porsi domande. È proprio questo il punto: Dylan deve continuare a far porre domande a chi legge le sue storie.

Benedizione-papale-Sclavi-Recchioni-1024x438C4C: Tiziano Sclavi in persona ti ha affidato la sua creatura per rinnovarla e renderla moderna calandola nei tempi che viviamo, un grosso compito con relative responsabilità.  Si è tanto parlato della reazione dei lettori ai cambiamenti avvenuti tra le pagine di Dylan Dog durante la fase due. Dal web, passando per la stampa fino alle conferenze durante le fiere, tutti si sono interessati al Downgrade di Dylan Dog. Per quanto riguarda gli addetti ai lavori, c’è stato qualcuno che ti ha fatto pesare il cambiamento da te attuato sulla testata e qualche autore ha protestato per le innovazioni su Dylan Dog?
RR: Siamo un gruppo abbastanza coeso. Gli autori sono molto contenti di avere maggiore libertà espressiva, quindi non c’è una fronda interna che spinga in senso opposto. L’idea è cercare di garantire nuove storie, belle, e lavoriamo in questa direzione. Se qualcuno la pensa in modo diverso significa che non è in sintonia con Dylan e scrive altri personaggi per sua scelta. La forza di Dylan Dog in questo momento è che gli autori e i disegnatori sono più liberi di sperimentare seguendo il loro stile. Gli esiti e le reazioni spesso sono falsati, soprattutto se il termometro è solo Facebook. Abbiamo un termometro molto solido che sono le vendite. Dylan per il primo anno, dopo un bel po’ di tempo, a fine anno ha segnato un più. Siamo molti contenti poiché è un’inversione di tendenza importantissima, quindi sappiamo che abbiamo lavorato bene ma che possiamo fare ancora meglio. Abbiamo avuto qualche problema di produzione, qualche storia non era esattamente con la forza che avremmo voluto, ma la strada è giusta.

YA1C4C: Oltre Dylan Dog, sei impegnato in tanti progetti. Quali sono le tue prossime pubblicazioni?
RR: Orfani è l’unica serie in cui la mia presenza come sceneggiatore sarà molto forte. Sto scrivendo nuove storie per Dylan Dog che saranno pubblicate tra non meno di un anno. Sempre per la Sergio Bonelli Editore sono in cantiere 4Hoods e la serie sui Samurai con Andrea Accardi. C’è un romanzo per Mondadori in uscita ad Ottobre dal titolo “YA” e altri progetti sparsi.

battaglia-roberto-recchioni-leomacsC4C: Battaglia: un personaggio dal tuo passato. È tornato per una miniserie di quattro numeri pubblicata dall’Editoriale Cosmo. C’è qualche altro personaggio che ti piacerebbe ripresentare in edicola affidandolo ai ragazzi dello Studio in Rosso?
RR: La mia partecipazione su Battaglia resta sempre molto importante, anche se le storie sono scritte dagli altri autori di Uno Studio in Rosso. Un personaggio che mi piacerebbe molto recuperare è David Murphy, purtroppo è impossibile perché il contratto con la Panini continua a legarlo all’editore. Non posso ritornare in possesso di David Murphy con quel nome finché il contratto sarà valido. C’era un’idea di accordo che purtroppo è sfumata. Ci sono dei progetti per altre mie proprietà intellettuali un po’ più vecchie, i diritti di Garrett sono stati venduti per lo sviluppo televisivo e cinematografico. Vedremo come va!

orfaniC4C: Torniamo su Orfani. Nel numero 10 di Ringo Animali selvaggi, hai ucciso Seba! Hai una natura distruttiva e uccidere i tuoi personaggi è una tua costante, soprattutto su Orfani dove – nella prima stagione – hai sterminato, praticamente, l’intero cast. C’è qualche personaggio cui sei particolarmente legato e ti è dispiaciuto uccidere?
RR: Sinceramente mi diverto molto a uccidere i personaggi cui voglio molto bene. Non sarò mai come Tiziano Sclavi che piangeva quando ha ucciso Johnny Freak. La morte dei personaggi è sempre funzionale. Nel caso di Seba, e ancor di più per tutta la struttura di Orfani, l’elemento della mortalità dei personaggi è fondamentale. Serve a garantire il senso di minaccia: viviamo in un universo narrativo che uccide i protagonisti. Se muoiono i protagonisti significa, che in quel contesto, può succedere qualsiasi cosa. D’altra parte ho creato un personaggio come Battaglia che è del tutto non mortale, puoi sottoporlo a qualsiasi sofferenza, lui tornerà sempre. Oppure David Murphy che sarà sempre, e solo, ferito a una spalla.

orfaniringo8C4C: Quest’anno tra le pagine di Ringo, la seconda stagione di Orfani, si sono alternati alle nuove leve dei grandi disegnatori della tradizione bonelliana: Ambrosini, Bacilieri e Olivares. Nella terza stagione vedremo qualche disegnatore storico della casa editrice?
RR: Ci sarà sicuramente Olivares. Arriverà Gianluca Maconi e tornerà Luca Genovese. In generale, avremo uno staff più coeso rispetto a Ringo che voleva esplorare una forma di fumetto più autoriale. È vero che Ambrosini e Bacilieri sono autori storici della Bonelli, ma sono disegnatori che hanno sempre sperimentato, non rappresentato autori regolarissimi della casa editrice.

4 Hoods vignettaC4C: Da 4 Hoods, che sarà dedicata al pubblico young, passando per Orfani e il romanzo Mondadori YA, arrivando ad Asso e i disegnini porno di Tumblr: nella vita di un lettore ricopri la crescita, la formazione e le perversioni. Infine hai scritto Tex, che è rivolto principalmente a un pubblico senior e poco giovanile. Hai mai pensato di creare un personaggio come Tex?
RR: Tex non è ripetibile. Se vuoi scrivere qualcosa che si avvicini a Tex devi scrivere solo Tex. Qualsiasi tipologia di clone ha fallito miseramente. Non saprei dirti neanche se sono effettivamente un autore che si dipana su tutti gli anni di vita di un lettore. Quando ero ragazzino, vivevo una condizione molto fortunata perché leggevo gli albi Marvel, Corto Maltese e la rivista della Rizzoli, passando per Manara e Calvin & Hobbes. Questo è il bello del fumetto: fornisce una gamma e una serie di declinazioni diverse con una qualità tale che poi non è più importante se un fumetto sia pensato per bambini, per ragazzi o per adulti. L’importante che il fumetto sia bello!

Mcarnevale1C4C: Qualche anteprima su Monolith?
RR: Non posso dire niente. Ciò che è trapelato è stato trovato su IMDb, ma non c’è ancora nessun annuncio ufficiale e non posso dire nulla.

C4Comic ringrazia Roberto Recchioni per il tempo concesso e per la gentilezza dimostrata.

Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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24 Risposte

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