[Esclusiva] Aspettando Lucca Comics & Games 2015: C4 Chiacchiere con… Daniele Caluri

Daniele CaluriOggi C4 Comic fa due chiacchiere con uno dei disegnatori toscani più amati. Daniele Caluri da Livorno, classe 1971 è diventato famoso sulle pagine de il Vernacoliere, celeberrimo mensile satirico livornese, con fumetti e copertine dallo stile inconfondibile. Un artista eclettico che, partendo da personaggi come Fava di Lesso, Luana la Babysitter, e il celeberrimo Don Zauker di cui parleremo più diffusamente nell’intervista, ha poi allargato la propria produzione verso opere più “convenzionali”. Oggi è noto anche per i lavori fatti con Panini, per la quale ha in corso la serie Nirvana (scritta a quattro mani con l’amico Emiliano Pagani), e la collaborazione con Dylan Dog, un numero realizzato e uno in corso, sotto l’ala benevola della SBE. In tempi di Lucca 2015, Riccardo Lucchesi ha fatto due chiacchiere con questo talentuoso autore, sfruttando senza vergogna una amicizia che dura da tempo. Ecco quello che Daniele ci ha detto.

C4 Comic: Buongiorno Daniele, siamo in un periodo delicato Caluridell’anno, e non mi riferisco alla evidente fine dell’estate, ma all’appuntamento che tutti gli appassionati di fumetto stanno aspettando: Lucca Comics and Games. Tu come ti prepari?
Daniele Caluri: Mi capitò di saltare un’edizione di Lucca C&G, una decina d’anni fa, perché mi ritrovai mezzo morto, in ospedale, in seguito a un banale incidente proprio il giorno precedente l’inizio della kermesse. Mi ripromisi che mai più avrei saltato per certi eventi inammissibili, e da allora, per tutto il mese, conduco una vita morigerata, cercando di evitare i pericoli: seguo una dieta rigorosissima a base di brodino e riso in bianco, mi metto la sciarpina anche se ci sono 27°, vado in autobus, evito il contatto con gli animali, vado a letto alle 21,00.

C4C: Da un po’ di tempo il nome di Daniele Caluri è legato molto stretto a quello di Emiliano Pagani, che cosa dobbiamo aspettarci di nuovo per la fiera, se qualcosa di nuovo ci sarà?
DC: Il connubio è nato con Don Zauker, il nostro fumetto più conosciuto. La cosa interessante è che molti lo hanno conosciuto solo recentemente, e ora sono alla ricerca di tutto ciò che è stato pubblicato del nostro esorcista. In questi ultimi anni, in particolare, ci chiedono la ristampa degli episodi brevi, quelli pubblicati sul Vernacoliere a partire dal 2003.
Ebbene, li abbiamo accontentati: al nostro stand, nel Padiglione Napoleone, troveranno tutto ciò che abbia mai avuto a che fare con DZ: gli albi autoconclusivi e “Don Zauker – Il Verbo“, un tomo da 144 pagine che raccoglie tutte le storie brevi, più due inedite.

C4C: Come si colloca il vostro modo di fare fumetto in un panorama ampio e variegato come quello di oggi?
cop-SSDC: E chi lo sa. Sicuramente fuori da gran parte delle logiche di mercato. Quando decidemmo di cimentarci con il primo albo da 48 pagine, “Don Zauker – Santo subito“, adottammo fin da subito la via dell’autoproduzione, nonostante ci fossero state fatte offerte da diverse case editrici. Per avere totale libertà espressiva, totale amministrazione della vendita e della distribuzione, e totale gestione dei rischi, così come dei benefici.
Ci siamo maledetti quasi subito, visto il mazzo che abbiamo dovuto farci per stare dietro alle ordinazioni, ma alla fine è stata una gran soddisfazione, tanto che ha portato ai due successivi albi.
Questo comportamento, secondo noi, ha pagato in termini di coerenza. I lettori l’hanno apprezzata, così come tanti colleghi ed editori. Il caso più evidente è la collaborazione con Panini Comics, con cui abbiamo realizzato la miniserie di Nirvana, 14 albi folli, che i ragazzi di Modena ci hanno permesso di realizzare nella massima libertà, senza mezzo grammo di censura.
Per risponderti, oggi ci alterniamo fra realtà molto grandi (Panini, appunto, ma anche Bonelli) e autoproduzione, cercando di mantenere la nostra identità e visione delle cose, pur nel rispetto delle testate con cui abbiamo a che fare. Nel caso di Bonelli, un Dylan Dog della serie regolare.

C4C: Chi sono gli autori italiani che considerate innovativi, non solo per il loro modo di disegnare ma soprattutto per la maniera di proporre cose nuove?
DC: Purtroppo, rispetto a qualche anno fa (in particolare da quando ho un figlio), oggi ho molto meno tempo di leggere in generale. Ma non demordo, e cerco comunque di non farmi scappare le novità che più m’incuriosiscono.
Sicuramente oggi la maggiore innovazione mi pare quella rappresentata dal lavoro di Sio, e prima di lui quello di Daw, che hanno avuto il merito di riproporre in chiave personale il surrealismo nel fumetto. Poi, pur nella diversità di cose che facciamo, ho sempre trovato un’affinità nell’essere un cane sciolto in Ausonia: m’interessa il suo rimettersi costantemente in discussione, sperimentando, rischiando, provocando. Non si è mai seduto sulla certezza del gradimento del pubblico.

C4C: Con quale autore vi piacerebbe duettare con un progetto tutto nuovo?
DC: Con Ausonia, appunto. E, perché no, con Gipi, nonostante sia funestato dall’essere pisano.

donzaukerit

C4C: Che cosa c’è nel futuro dei vostri personaggi?
DC: La fine, come è giusto che sia. Non ci ha mai convinto il portare avanti un personaggio per l’eternità; piuttosto, finché ha qualcosa da dire. Per quanto mi riguarda, ho sempre preferito interrompere le mie serie prima che si sfilacciassero nella stanchezza dell’inerzia. E ho avuto ragione: i lettori almeno conservano un buon ricordo e ne parlano anche a distanza di lustri.

C4C: Come vi vedete tra dieci anni?
DC: Mi piacerebbe dirti più vecchi esternamente, ma con la stessa brama di raccontare il nostro punto di vista, chissà in quale forma. Ma ho paura che la risposta più plausibile sia: più rincoglioniti.

C4C: Consigliami cinque fumetti che assolutamente dovrei leggere.
DC:  “L’eredità del colonnello“, di Trillo e Varela; “Pinocchio” di Winshluss; “Prosopopus” di De Crécy; “Povere nullità” di Baru e Pelot; “Scalped“, di Aaron e Guéra.

C4C: Cosa suggerisci ad un ragazzo che vuole avvicinarsi al mondo del disegno a fumetti?
Calmi-calmiDC: Di capire se veramente avverta la necessità di raccontare, di raccontarsi, e di sacrificare una marea di tempo per un lavoro bellissimo ma che richiede una grossa fetta di isolamento. Sennò diventa solo una detenzione ai domiciliari.
E poi di annusare il suo tempo, per approfittare dei tanti mezzi che ha a disposizione perché il suo lavoro venga visto dal maggior numero di persone, cercando di fidelizzarle.

C4C: Per ultimo, qual’è la tua Kryptonite, intesa come la cosa che ti toglie tutte le energie vitali?
DC: La durezza di comprendonio di tanta, tantissima gente. Noi compresi, eh?

Grazie a Daniele Caluri per il suo tempo e la sua gentilezza. Un saluto da C4 Comic e alla prossima intervista.

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

  1. 28 novembre 2016

    […] Belzeba – Storia: Emiliano Pagani – Disegni: Alessandro Scacchia – Copertina: Daniele Caluri […]

  2. 16 dicembre 2016

    […] Nirvana. Ora l’irriverente duo del fumetto italiano composto da Emiliano Pagani (sceneggiatore) e Daniele Caluri (disegnatore) torna in libreria con il primo volume della collana spin-off Nirvana Leaks, dedicato […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.