Gipi: Una giornata alla mostra presso il Museo Luzzati di Genova

Il Museo Luzzati, inaugurato nel 2001, si trova all’interno di Porta Siberia, l’ultimo varco delle mura cinquecentesche rimasto ancora in piedi. La location è suggestiva, con spazi aperti al pubblico, e altri chiusi che verrebbe voglia di visitare subito (sotto ai piedi, mentre si gira, compaiono vetrate che lasciano intravvedere zone segrete, usate come magazzino per il Museo).

Il museo, nato originariamente per ospitare le opere, illustrazioni, scenografie, del grande Maestro genovese, nel corso degli anni ha ospitato esposizioni di diversi autori di fumetto e illustrazione, da Mordillo ad Andrea Pazienza, da Altan a Nicoletta Costa.

unastoria2La mostra di GianniGipiPacinotti, inaugurata a fine marzo, ha rappresentato un’occasione unica per vedere finalmente “da vicino” il lavoro di quello che, probabilmente, è il più grande autore italiano degli ultimi 10 anni. E ne è valsa davvero la pena…

Superato l’ingresso, e resistito (poco, in verità) alle lusinghiere attrattive dell’area-bookshop (dove, ahimé, il catalogo di Gipi era esaurito, con ristampa in arrivo a breve ma non brevissimo), e pagato il biglietto, basta girarsi per iniziare a spalancare gli occhi e, spesso, srotolare la lingua. La prima parte della mostra, infatti, è proprio lì, in una “stanza nella stanza” allestita per ospitare la parte più famosa del lavoro di Gipi, dalle prime pagine pubblicate su rivista negli anni Novanta, fino agli originali dell’ultimo “Unastoria”.

E viste da vicino, parecchie di queste tavole regalano sorprese che la carta stampata non è in grado di offrire: la tecnica di lavorazione degli originali di “Esterno Notte”, ad esempio, non su carta, ma su cartoncini trattati con gesso, sul quale l’artista ha graffiato le tracce bianche che completano l’illustrazione, ma anche gli inserti di carta trasparente coi quali ha realizzato i volti, attaccati alla tavola per creare contrasto.

gipi2La carrellata di tavole, che ripercorre l’intera opera di Gipi, regala parecchi brividi a chi ne conosce i lavori: capita di vedere gli originali di entrambe le copertine di “Questa è la Stanza”, alcune delle splendide tavole a colori di “S.”, ma anche l’originale della copertina realizzata per la variant “lucchese di Dylan Dog, accanto ad alcuni fogli con studi di personaggi, espressioni, movimenti, che forse da soli valgono il prezzo del biglietto.

Ma la parte più succosa deve ancora venire. In una strana zona a corridoio, con stanzette che si allargano sulla destra, è ospitata una ricca selezione delle opere del Gipi illustratore. Con cose viste (alcune delle illustrazioni per Repubblica e altri quotidiani e riviste, non solo nazionali), che rivelano, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto acuto sia l’occhio dell’autore in questione, e soprattutto quadri, paesaggi spesso desolati, deserti, città viste da lontano, a volte con elementi surreali (uomini sospesi nel nulla, ad esempio), spesso lasciando la sensazione che, visti da lontano, questi quadri sembrino fotografie. Perché è davvero così.

lachine-by-gipi

Ed è davvero un artista, il signor Pacinotti da Pisa, questo è poco ma sicuro. Nel caso non l’abbiate ancora capito, non resta che attendere fiduciosi la ristampa del catalogo, per fugare gli ultimi dubbi.

Daniele Pignatelli

Titolare della Libreria del fumetto "Comic House" di Sarzana (SP).

Potrebbero interessarti anche...