Konami: “Metal Gear può continuare senza Kojima”. Oppure no?

Metal Gear Solid fa parte di quei brand che hanno da tempo travalicato il medium che li ha portati alla celebrità, estendendosi la propria fortuna a romanzi e fumetti. Ieri il manager di Konami UK, Graham Day, ha affermato in un’intervista su Game On che “il brand Metal Gear proseguirà”. Quando gli è stato chiesto se la serie avrebbe potuto continuare anche senza lo storico creatore Hideo Kojima, Day non ha avuto dubbi: “Certo che può”.

Già a marzo una fonte anonima interna a Konami aveva annunciato che Kojima avrebbe lasciato l’azienda dopo aver completato MGS V – The Phantom Pain (PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One, PC), notizia seguita dall’annuncio di Konami che la Kojima Productions avrebbe cambiato nome nell’ambito di una ristrutturazione di Konami. Inoltre, a marzo erano stati rimossi dal sito ufficiale di Metal Gear Solid sia il nome di Kojima come “Executive Content Officer” di Konami, sia la frase “A Hideo Kojima Game”.
Lo stesso Kojima, nei mesi scorsi, aveva ricordato che avrebbe considerato The Phantom Pain come “l’ultimo titolo Metal Gear Solid”.

Se tutto questo sembrerebbe portare alla conclusione che la saga continuerà sotto la direzione di qualcun altro, non bisogna dimenticare che Kojima ci ha abituati in passato a giochini di questo tipo.
Quando era stato annunciato MGS 4: Guns of the Patriots, sembrava che Kojima non dovesse far parte dello staff. Notizia rimbalzata insistentemente da anche alcuni rumor che vedevano nello slogan “No place to hide” (“nessun posto per nascondersi”) un messaggio nascosto di “No place to Hideo” (“nessun posto per Hideo”). Senza dimenticare tutte le voci che iniziarono a rincorrersi, in seguito a quella frase, riguardo a un gioco che avrebbe abbandonato lo stealth in favore di dinamiche più action. Salvo poi trovarsi di fronte a un titolo che, effettivamente, non aveva più posti dove nascondersi per il semplice motivo che il buon Snake poteva contare sull’octocamo, una mimetica che rendeva possibile un approccio stealth al gioco senza necessità di veri nascondigli.

Non mi stupirebbe, quindi, scoprire che Kojima abbia di nuovo voluto giocare con le parole per semplici ragioni di hype o anche soltanto per divertimento fine a se stesso. Insomma, il fatto che lui consideri The Phantom Pain come l’ultimo titolo Metal Gear Solid potrebbe voler dire un sacco di cose. Per esempio, che i prossimi titoli potrebbero essere Metal Gear… ma non Solid. Suggestione ravvivata anche dallo stesso Graham Day, che parla di brand “Metal Gear”, senza menzionare a sua volta la parte Solid.
Staremo a vedere, sperando vivamente che il buon Hideo non abbia deciso di abbandonare la sua creatura tra le mani di qualche squalo che potrebbe non avere a cuore il significato di un brand storico, ma soltanto le sue implicazioni economiche.

Nicholas Venè

Leggo, scrivo, gioco, guardo, commento. Osservo e prendo appunti, provando a fare cose.

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1 Risposta

  1. 30 settembre 2015

    […] Si parlava giusto ieri di grandi opere videoludiche che hanno ampliato il proprio universo anche attraverso i fumetti. Una di queste è Mass Effect, gioco di ruolo in stile occidentale che negli anni ha saputo ritagliarsi un’ampia fetta di fan affermandosi rapidamente come saga di culto. È di ieri la notizia che l’enorme parco divertimenti californiano Great America ospiterà nel 2016 un’attrazione dedicata alla saga di Bioware, a rivelarlo è la stessa software house sul proprio blog […]

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