[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Daniele Fabbri e Stefano Antonucci (01 ottobre 2015)

Oggi, in occasione di Romics 2015 verrà presentato al pubblico V for Vangelo, uno dei nuovi volumi editi da Shockdom per la collana Fumetti Crudi. Noi di C4 lo abbiamo letto in anteprima e siamo andati a intervistare gli autori, Daniele Fabbri (testi) e Stefano Antonucci (disegni), per farci raccontare alcune cose sul loro lavoro, scherzare un po’, ma anche per parlare di questioni serie sulla satira contemporanea.V-for-vangelo-cover

C4 Comic: Ciao ragazzi, benvenuti su C4 Comic. L’India ha appena ammesso che i proiettili trovati sui pescatori non sono gli stessi in dotazione ai Marò e i nostri eroi potrebbero essere presto scagionati. Nel caso volessero ringraziarvi di persona per averli sostenuti nel vostro ultimo lavoro, potreste fargli sapere chi siete, dove abitate e cosa fate nella vita?
Daniele Fabbri: Mi chiamo Daniele, nella vita scrivo delle cose che finiscono qua e là, alcune le racconto io dal palco. Ah, tecnicamente sono anche giornalista, quindi specifico che al momento in cui rispondo [la domanda è stata fatta nel momento in cui era appena uscita la notizia – ndr.] pare che la perizia sui proiettili che è stata consegnata fosse vecchia e che ce ne sia una più recente che invece confermi la compatibilità. Non che mi freghi cazzi del mistero, ma per ora il tormentone è salvo.
Stefano Antonucci: Disegno, mi è capitato di farlo soprattutto in ambito satirico per siti e riviste, faccio grafica e colleziono farfalle per avere scuse banali con le quali rimorchiare. Se ve lo state chiedendo, NON FUNZIONA.

C4 Comic: Un comico romano e un grafico abruzzese decidono di mettersi a fare fumetti. Avete mai preso in considerazione l’idea di trovarvi un lavoro vero? Come vi siete conosciuti?
Stefano Antonucci: È quello che dicono anche i miei, per questo sto facendo colloqui nei Call Center. In ogni caso con un lavoro vero non avrei mai incontrato Daniele: col senno di poi mi chiedo perchè non ho iniziato a cercarlo prima.
Daniele Fabbri: Stefano gestiva un periodico satirico con altri tre tossici erotomani, la mia gente preferita. Un giorno mi scrivono perché apprezzano il mio stile e mi chiedono di collaborare. Gratis. E io chiaramente accetto, per via della tossicherotomanìa.

C4 Comic: Il primo approccio con il fumetto c’è stato con la trilogia di Gesù, inizialmente autoprodotta e poi ristampata da Shockdom. Potete raccontarci com’è andata?
Daniele Fabbri: Beh, è andata di culo! Quando ci siamo autofinanziati la stampa del primo volume, pensavamo che avremmo smaltito gli scatoloni con la vecchiaia. Invece dopo il primo Romics-Lucca in self area, avevamo venduto mille copie.
Stefano Antonucci: La prima volta che ho visto Lucio Staiano, il nostro editore, l’ho scambiato per un finanziere in borghese. In quel momento avevo paura mi prendesse sul serio, poi è andata meglio, anche se i miei dubbi sul suo doppio lavoro non si sono ancora estinti.

C4 Comic: Il proverbio «scherza con i fanti, ma lascia stare i santi» è ovvio che non vi dica nulla, ma in realtà la vostra satira punta anche ad altro. Per quale motivo avete scelto proprio Gesù?
Daniele Fabbri: Io personalmente voglio riscattare la sua immagine, visto che ad oggi Padre Pio è il santo più pregato in Italia e Gesù… Solo sesto! E poi ci sono così tante cose divertenti in giro che sarebbe un peccato concentrarsi solo su quelle della chiesa.
Stefano Antonucci: Gesù è il personaggio più radicato nella nostra cultura dopo Totò Cutugno e quindi era perfetto come pretesto da usare per scompaginare e far saltare fuori le contraddizioni del mondo che ci circonda. Nei primi tre volumi i temi sono stati tanti: la decadenza nel mondo dello spettacolo, le trappole infami della politica 2.0, il monopolio della cultura commerciale, l’aridità mentale italiana, e tanto altro, però intrisi di religione dalla testa ai piedi, come è tutto quanto nel nostro paese.

C4 Comic: Escludendo Mario Magnotta, Nonno Fiorucci, Lugaresi da Cesenatico e Germano Mosconi, a cosa si ispira realmente la vostra comicità?
Daniele Fabbri: Il linguaggio e l’umorismo certamente a tutto ciò che è anglofono: alcuni comedians europei e americani – per non citare sempre i soliti, io stravedo per Dylan Moran, Stewart Lee e Jimmy Carr -, gli scrittori satirici dei primi del 900, tanto South Park e tanti Griffin.
Stefano Antonucci: Parlando invece di riferimenti fumettistici, sicuramente i Paguri, stelle comete che ci guidano nel cammino verso la tanto agognata bestemmia, e poi fumetti bellissimi come il Pinocchio di Winshluss – autore disilluso con una poetica che ti fa viaggiare in ogni aspetto della società contemporanea con uno sguardo esterno -. Ecco se avete dei soldi usateli per quello.

ATTENZIONE: Quest’ultima dichiarazione non è sostenuta da Shockdom che invece vi invita a comprare V for Vangelo.

C4 Comic: Incoraggiati da Libero, vi siete lanciati in una nuova impresa e in questi giorni uscirà V for Vangelo. Noi di C4 lo abbiamo già letto, ma non abbiamo il coraggio di spiegare ai lettori di cosa parla. Volete farlo voi?
Daniele Fabbri: No, che se lo comprino, checcazzo!
Stefano Antonucci: Il mio avvocato mi vieta di rispondere a questa domanda, potete rivolgervi al nostro ufficio stampa o leggere l’anteprima su ISSUU.

C4 Comic: Ok, a modo vostro ci avete provato. Dalla trilogia a V for Vangelo è cambiato qualcosa nel vostro modo di lavorare?
Stefano Antonucci: Sicuramente più dimestichezza e meccanismi già collaudati. Ora per esempio, caratteristiche fondamentali dei personaggi principali mi vengono dette prima che io li abbia disegnati per venti pagine.
Daniele Fabbri: Sono aumentate le ansie perché la struttura è più complessa, essendo il triplo delle pagine a cui eravamo abituati.

C4 Comic: Adesso facciamo un po’ i seri. Ora che siete dei professionisti in materia, potete dirci qual è il vostro concetto di satira?
Daniele Fabbri: “Satirico” è tutto ciò che si contrappone ad un potere ritenuto sacro e/o intoccabile, sia esso rappresentato da una persona, istituzione o concetto astratto, attraverso la derisione comica e/o l’esagerazione grottesca. That’s it!
Stefano Antonucci: Come sopra ma tutto in caps lock.

C4 Comic: Il caso di Charlie Hebdo ha sconvolto il mondo del fumetto e quello della satira. Come vi siete sentiti quel giorno?
Daniele Fabbri: Terribilmente triste. Ma qualche giorno dopo, quando un noto autore satirico ha detto in un programma radio che si possono attaccare le istituzioni religiose ma non le divinità, mi sono cascate le palle e avrei voluto possedere un mitra. Per fortuna ho una penna. Che userò, sappilo, tu-sai-chi.
Stefano Antonucci: Ovviamente è stato terribile, ma le reazioni successive hanno mostrato quanto, ancora oggi, la nostra società sia arretrata in termini di libertà di espressione ma molto avanzata in termini di umorismo involontario. Un esempio significativo, scovato da Marco Tonus è stato Il Carnevale di Manfredonia che ha istituito il Premio internazionale di satira Je suis Charlie per la migliore vignetta satirica: il regolamento recitava «non saranno accettate vignette che offendano il decoro pubblico e la religione».


C4 Comic: Nei vostri lavori sembrate sempre molto diretti. Quali sono le responsabilità della satira? E con chi o cosa deve fare i conti chi fa satira in Italia oggi?
Daniele Fabbri: Le responsabilità sono quelle che ogni autore si assegna per sé stesso, i limiti sono quelli imposti dalla legge: finché non è reato puoi dire e fare quello che ti pare, se lo ritieni in qualche modo giusto. Oggi chi fa satira, a parte Vaticano e lobby varie, deve fare i conti con l’incultura generalizzata. E, in questa nicchia, l’incultura della nuova generazione di autori che vogliono fare satira. Mi è capitato una volta di lavorare con un “io-sono-un-autore-satirico” che non conosceva Swift. Un po’ come dire «faccio il meccanico da sette anni, ma “spinterogeno” non l’ho mai sentito!».
Stefano Antonucci: Io rimando a un’intervista a Ricky Gervais che in figaggine ci surclassa mille volte. I conti invece li fai con la fumetteria che non ti espone il libro perché «qui vengono molte famiglie» o con le organizzazioni di eventi che «la presentazione sarebbe meglio evitarla per non indisporre quelli del PD» (True Story). Se fai un fumetto ma nessuno lo mostra, il fumetto è stato davvero realizzato? E soprattutto a quante bestemmie hai diritto quando accadono queste cose?

C4 Comic: Domanda di rito: qual è la vostra kryptonite?
Daniele Fabbri: Don Matteo.
Stefano Antonucci: 42, pare sia una risposta che ultimamente va di moda!

C4 Comic: Potremmo chiudere qui, ma gli esperti Oral-B sostengono che parlare di progetti futuri con i redattori di C4 migliori le prestazioni a letto…
Daniele Fabbri: Raggiungere il Nirvana attraverso i giochi di parole. Non scherzo.
Stefano Antonucci: Abbiamo in cantiere un progetto sulle Guerre Puniche, da cui verrà tratta una fiction Rai con Terence Hill. Se non andrà in porto c’è un idea di riserva. Voi tenetevi liberi per il Comicon.

C4 Comic: Ci ho provato. Gesù è un capitolo chiuso oppure è prevista una resurrezione?
Daniele Fabbri: Gesù non finirà qui, ci divertiamo troppo a farlo.
Stefano Antonucci: Il prossimo progetto sicuramente sarà una cosa diversa. Poi vedremo.

C4 Comic: È  sufficiente così. Sapete che chi non saluta i lettori di C4…
Daniele Fabbri: Ciao lettori di C4, ho saputo che chi bestemmia per ridere migliora le prestazioni a letto. Dei redattori di C4. Aiutateli!
Stefano Antonucci: Ciao a tutti, e che un essere inventato migliaia di anni fa vi benedica.

Salutiamo e ringraziamo Daniele Fabbri e Stefano Antonucci per aver scherzato con noi. C4 Comic vi saluta e vi dà appuntamento alla prossima intervista.

Walter "Terzo di Due" Santarelli

Astrologo esordiente, sensitivo a giorni alterni ed esploratore della quinta dimensione (orari pasti). Il mio motto è "Sapor Arepo Tenet Opera Rotas" che in latino vuol dire tutto e non vuol dire nulla.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.