[Esclusiva] C4 Chiacchere con… The Zombie Experience

zombie-experienceVi avevamo già parlato di The Zombie Experience, in questi articoli, il gioco dal vivo che metterà alla prova le vostre capacità di sopravvivenza in un mondo devastato da un’apocalisse zombie. In occasione del lancio della nuova modalità indoor (30 ottobre ndr), abbiamo avuto il piacere di poter fare una chiacchierata con Roberto Indiano il responsabile per Dimensione Eventi di questa fantastica iniziativa.

1C4 Comic: Ciao Roberto, innanzitutto complimenti per il successo che sta riscuotendo questa vostra iniziativa, voi di Dimensione Eventi vi aspettavate una risposta simile del pubblico?
Roberto Indiano: Grazie Alessandro. Ci aspettavamo un grande interesse intorno al mondo zombie e da fan della serie Walking Dead ho pensato potessero esserci parecchi “survivors” disposti a mettersi in gioco. 🙂

C4C: Mentre questo tipo di eventi all’estero è già molto diffuso, voi avete trovato delle difficoltà organizzative nell’importare questo tipo di esperienza per il pubblico italiano?
Roberto Indiano: Abbiamo trovato enormi difficoltà. Abbiamo dovuto trasformare radicalmente il format inglese ed adattarlo alle esigenze italiane che si sono dimostrate completamente differenti. Le normative italiane sono molto burocratiche e complesse ed abbiamo dovuto rinunciare a due location in altre città prima di finire al Gate di Chivasso. Poi, come sempre, quando proponi una cosa completamente nuova mandi davvero in tilt il sistema.

C4C: Potresti spiegare il funzionamento di The Zombie Experience in poche parole per i nostri lettori?
Roberto Indiano: Z.E. è un live action game dove il protagonista del gioco è il partecipante stesso. Come in un videogame c’è un percorso, ci sono degli ostacoli, degli obbiettivi ed ovviamente i nemici. Nel caso specifico dell’indoor la Promotrice delle arti diventa un laboratorio chimico abbandonato con una storia alle spalle, che gli ospiti apprenderanno durante la loro experience, gli zombie sono i nemici ed ogni stanza ha i suoi enigmi e prove da superare per passare al livello successivo. Una bella sfida 🙂

C4C: Cosa si deve aspettare chi decide di partecipare a questa esperienza?
Zombie-Experiences-Roberto Indiano: Prima di tutto deve entrare nella mentalità del gioco del gioco per poter godere appieno della sua potenzialità. Abbiamo curato molto l’aspetto scenografico ed affidato il progetto luci ad un light designer, cosi da proporre la giusta atmosfera. Le stanze si superano con il gioco di squadra, l’individualità o i Rambo non sono bene accetti, ci piace che il gruppo collabori, come in una vera apocalisse zombie e come il buon Rick Grames ci ha insegnato. Quello che però si dovranno aspettare più di tutto è la storia. Abbiamo creduto molto nell’inserire una sceneggiatura, una storia raccontata dai protagonisti stessi in varie sequenze e momenti ecco perché ogni partecipante dovrà prendere il giusto tempo per conoscere bene la storia della New life ed il destino del mondo.

C4C: Quali sono secondo te le caratteristiche che deve avere un buon aspirante sopravvissuto e, viceversa, un buon aspirante zombie?
Roberto Indiano: Un sopravvissuto deve avere voglia di divertirsi e saper davvero mettersi in gioco. Come dicevo è importantissima la squadra. Lo zombie deve far paura, ci si diverte molto di più a spaventare gli umani che a prenderli, io ho partecipato due volte come zombie ed è stato spassosissimo farli saltare di terrore…

2C4C: Dal 30 ottobre sarà disponibile la versione Indoor, puoi spiegarci come funziona questa interessante modalità?
Roberto Indiano: Sono tre i punti fondamentali dell’indoor: ESCAPE ROOM, LASERTAG E HORROR HOUSE. Abbiamo unito questi tre attrazioni che già da sole hanno i loro adepti ma insieme sono una vera bomba. La squadra dovrà seguire un percorso alla ricerca del paziente zero. Questo percorso, fra scenografie e giochi di luce, attraverserà 13 stanze. In ogni stanza ci saranno enigmi, computer da decriptare, porte serrate da aprire, indizi da raccogliere proprio come in un’escape room. Durante la loro missione si apprenderà la storia della New life e soprattutto sarà fondamentale raccogliere i vari pezzi della formula che elaborata darà l’antidoto. Gli zombie saranno un fastidiosissimo diversivo in un gioco che ha comunque la sua necessità di concentrazione.

C4C: Ho letto che i gruppi degli umani sopravvissuti saranno coordinati e giustamente un minimo addestrati per l’esperienza. Gli zombie invece saranno liberi di interpretare il loro ruolo o avranno delle direttive ben precise su modalità di movimento da seguire, tipo lenti e stupidi alla Romero, o veloci e cattivi alla Boyle?
Roberto Indiano: Nella modalità Indoor gli zombie sono volutamente attori perché preparati ed addestrati a svolgere un ruolo ed ogni attore interpreterà uno zombie diverso, non saranno mai tutti uguali. Nella versione outdoor avranno comunque un addestramento che si è reso necessario dopo il primo mese di lancio, ovviamente sarà limitato a qualche indicazione e poche prove.

zombie experienceC4C: State lavorando per esportare questo modello anche in altre città italiane?
Roberto Indiano: Abbiamo ricevuto moltissime richieste di collaborazione e di affiliazione. Per il momento il nostro primo obbiettivo è quello di produrre un format che sia altamente godibile e ci vorrà un po’ di tempo, una volta stabilizzati siamo decisi ad aprire un piano franchising italiano ed internazionale con un’importante agenzia di sviluppo marketing ma ripeto, non abbiamo fretta.

C4C: Roberto, grazie per il tempo che ci hai dedicato, ti salutiamo con un ultima curiosità… Per chi fai il tifo zombie o umani?
Roberto Indiano: Grazie a voi ed ovviamente tifo zombie 🙂

Se volete saperne di più su o vi volete prenotare per un’esperienza indimenticabile vi invitiamo a visitare il sito ufficiale di The Zombie Experience. Intanto vi lasciamo con il trailer ufficiale di presentazione della modalità indoor.

Alessandro Di Giulio

Il mondo del fumetto l'ho sempre amato da quando mia madre mi portò al primo Lucca Comics della mia vita, penso che ora si odi per questo; da allora li compro li leggo e li colleziono e non me ne sono mai pentito. Ho 31 anni mille passioni e una vita sola per poterle coltivare; questo è il cruccio di molti di noi. Cosa c'è di meglio allora di scrivere di una di queste grandi passioni?..

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