Lucca Comics & Games 2015: Top & Flop secondo la redazione

TOPFLOP

L’edizione 2015 di Lucca Comics & Games si è conclusa da appena una settimana e noi della redazione di C4 Comic che abbiamo avuto il piacere di godercela ci sentiamo pronti per esprimere un giudizio a mente fredda. Per non tediarvi troppo con analisi e riflessioni approfondite, ognuno di noi ha preparato una propria top e flop 3 con le cose che gli sono piaciute di più – e di meno – di questa edizione.

Alessandro Di Giulio

STAR WARS BOTTINIFLOP 3°: COSPLAY INUTILI – Io amo i cosplay, anche chi non riesce a realizzare un costume super accessoriato e fedele. Ma non apprezzo  tutti quelli che usano la scusa del Comics per sfoggiare “costumi” e/o cartelli di cattivo gusto e per nulla simpatici.
FLOP 2°: I PREZZI AGLI STAND – Pochi stand ormai fanno delle particolari promozioni per la fiera. Anzi, ormai in molti puntano proprio a manifestazioni del genere per speculare il più possibile. Ma, lo sappiamo, sono le regole del mercato.
FLOP 1°: EVENTO DISNEY STAR WARS/VILLA BOTTINI – Annunciato in grande stile si è rivelato un vero e proprio flop, soprattutto per le persone che hanno fatto 2 ore di attesa. Posso capire gli imprevisti, ma contesto la completa mancanza di comunicazione (e rispetto) per i numerosi fan accorsi.

TOP 3°: PAUL AZACETA – Il disegnatore di Outcast presente nello stand Saldapress per firmare le variant mi ha impressionato per cordialità e bravura.
TOP 2°: CALENDARIO EVENTI E OSPITI – Ogni anno gli ospiti e gli eventi aumentano di qualità e di numero. Guardando il programma viene voglia di avere il dono dell’ubiquità.
TOP 1°: ORGANIZZAZIONE GENERALE – La nuova disposizione degli stand spalmata su grossa parte della città, insieme a una migliore gestione delle file e delle attese, ha reso l’edizione di quest’anno godibile per tutti e 4 i giorni.
A parte qualche cosa ancora da aggiustare, la strada intrapresa sembra quella giusta.

Nicholas Venè

photoFLOP 3°: GLI UFFICI STAMPA CHE NON FUNZIONANO – Quelli dell’eterno “era qua un minuto fa” e ti ci fanno tornare trentacinque volte per poter trovare l’addetto, salvo poi desistere. Se tu o loro, non è rilevante.
FLOP 2°: QUELLI CHE… – “Sio è un incapace, Dario Moccia un incompetente”. O anche una sola delle due.
FLOP 1°: RW EDIZIONI – Nessuno sa chi debba fare cosa. In giro non si sentono altro che lamentele riguardanti la poca preparazione degli standisti e l’attenzione al cliente praticamente nulla. Vedremo per quanto tempo ancora le licenze DC e Vertigo basteranno a sopperire a una totale assenza di customer service.

TOP 3°: GLI UFFICI STAMPA CHE FUNZIONANO – Vedi sopra.
TOP 2°: ASCOLTARE MICHELE FOSCHINI – Durante la conferenza di Verticomics, il direttore editoriale di BAO Publishing sembra tenere qualcosa di molto simile a una lectio magistralis sul fumetto.
TOP 1°: LUCCA – Il clima magico, l’atmosfera unica, la possibilità di incontrare per strada chi sta facendo la storia del fumetto. Ma, soprattutto, l’occasione di incontrare e salutare tutte quelle persone che vedi una volta l’anno, scambiare due chiacchiere con loro il giovedì in apertura e altre due la domenica in chiusura. E poi conoscere persone nuove, vedere negli occhi degli addetti ai lavori la stanchezza, la soddisfazione, quella luce unica che soltanto questi 4 giorni a Lucca riescono ad accendere.
BONUS: La storia della ragazza che, nel bel mezzo di una folla adorante, si avvicina a Gipi per chiedergli dove sia il bagno.

Andrea Tondi

imageFLOP 3°: POCHE INFO – Passate le info, per la miseria! Non è possibile che gli standisti non sappiano nulla del loro stand.
FLOP 2°: IL PREZZO DEL BIGLIETTO – basta, non se ne può più.
FLOP 1°: POCHI SCONTI – Dove sono gli sconti in fiera delle fumetterie?

TOP 3°: IL GIOVEDI – Molto rilassante e non troppo denso, ottimo giorno per visitare se si può.
TOP 2°: INCONTRARE GLI AUTORI –  Stringere la mano ad autori e ricevere complimenti per la redazione non ha prezzo.
TOP 1°: SUPER POTERI – Trovare per capacità mnemonico-fisiognomica.

Riccardo Lucchesi

15498313537_3afdfc9136FLOP 3°: IL BOTTINO – Quello che porto a casa non è nemmeno lontanamente avvicinabile a quello che sogno di avere a fine fiera.
FLOP 2°: TROPPE VARIANT – La valanga di variant, numeri speciali, presunte tirature limitate e roba simile.
FLOP 1°: FINANZA Vs ABUSIVI – L’intervento della finanza che ha rimosso per tutta la manifestazione la presenza degli abusivi.

TOP 3°: ORGANIZZAZIONE – La perfetta condotta dell’organizzazione in merito al traffico automobilistico e pedonale.
TOP 2°: STANDISTI STRANIERI – La grande presenza di standisti esteri che hanno vivacizzato e variegato il materiale.
TOP 1°: IL METEO – Dopo la prima mattinata sotto l’acqua, tre giorni di sole pieno.

Andrea Cattani

day-02-lucca-comics-2015-17FLOP 3°: LA RISTORAZIONE – La politica della città per quanto riguarda la ristorazione. Negozi di biciclette, agenzie immobiliari, tavolini da picnic in mezzo alla strada, negozi di scarpe: tutto trasformato in distributori di calorie, dalla porchetta al panino vegetariano, dal kebab al famigerato ramen istantaneo. Di cattivo gusto e di fatto un danno per chi la ristorazione in città la fa di mestiere tutto l’anno.
FLOP 2°: LE MAJOR – Sky, Warner Bros, Disney, hanno portato quattro cazzate ad effetto come specchietti per le allodole, con l’unico scopo di vendere merchandising e abbonamenti. Alla fine chi si è sbattuta di più è stata Sky, che ha anche coperto la manifestazione con una striscia giornaliera, ma per il resto bruttino.
FLOP 1°: LE POLITICHE DELLE CASE EDITRICI – Una volta si aspettava Lucca per presentare le ultime uscite e farle arrivare al grande pubblico. Oggi le presentazioni vengono fatte durante manifestazioni più piccola, magari Milano o Roma, e a Lucca si viene per fare cassa. Niente promozioni niente magia. Brutto.

TOP 3°: I CONTENUTI – Nonostante una grande parte dei contenuti presentati riguardassero progetti del prossimo futuro piuttosto che presentazioni per la fiera, le conferenze stampa sono state tutte interessanti e hanno fatto intravedere come il panorama del fumetto sia in costante espansione. Ci aspettano buone cose.
TOP 2°: LA GENTE – Come al solito è stata stupenda. Tranquilla, colorata, educata. La città al termine del Comics era pulita, e non nel senso “pulita per aver ospitato una manifestazione del genere”. Pulita e basta. Una vittoria assoluta.
TOP 1°: ORGANIZZAZIONE GENERALE – L’organizzazione è stata ottima, a partire dalla nuova gestione degli spazi che è riuscita – grazie anche alle modifiche della viabilità e all’aumento dei parcheggi – a evitare il caos dell’anno scorso.

Jacopo Cerretti

biglietti-lucca-comics-2015FLOP 3°: I PREZZI DEI BIGLIETTI – Esagerati e ingiustificati.
FLOP 2°: I COSPLAYER DELLA DOMENICA – Gente che confonde il Lucca Comics per carnevale.
FLOP 1°: I CRITICONI – Quelli che criticano Lucca sempre, comunque e per forza.

TOP 3°: C4 COMIC GOES TO LUCCA- Il nostro sito cresce e non posso che esserne orgoglioso.
TOP 2°: LA SELF AREA – L’entusiasmo palpabile che si respira nella self area.
TOP 1°: UNO STUDIO IN ROSSO – Con la loro simpatia, professionalità e disponibilità rappresentano sicuramente la realtà più interessante di questa edizione.

Luigi Formola

17-lucca-comicsFLOP 3°: L’INFLUENZA – Questo punto è molto personale. Beccarsi l’influenza già durante il primo giorno di fiera non è la massima aspirazione, soprattutto dopo un anno di attesa. Debilitato, stanco, dolorante mi sono trascinato per le strade di Lucca al limite del fattibile. Poi mi chiedo, perché non regalare delle mascherine anti-germi a tutti i partecipanti? Suvvia, ci rifaremo il prossimo anno.
FLOP 2°: LE FILE – Soprattutto la fila per il padiglione Panini. Interminabili code hanno abituato i giovani lettori alle attese burocratiche di posta e affini. Sono anni che si ripete sempre la stessa situazione…allora Panini, cambiare no, eh?

FLOP 1°: LA MANCANZA DI MAPPE – Soltanto l’ultimo giorno sono riuscito a recuperare una mappa per muovermi agilmente. Le indicazioni totem piazzate in alcuni angoli strategici non sono sufficienti.

TOP 3°: TORNARE RAGAZZINI – Ormai guardo Lucca con occhi quasi disillusi, il clima da festa c’è sempre, eppure mi trasformo anno dopo anno in osservatore, un po’ alla Fringe per intenderci. Entro nei padiglioni e osservo, fisso nomi e contatti nella mente. Eppure quest’anno c’è stato un istante in cui ho rivisto il mio me stesso 12enne che trascorre l’estate a base di fumetti e MTv. Incontro casualmente Claudio Chiaverotti, gli porgo la mia copia di Morgan Lost, e torno esattamente al 1998, l’estate della prima media con la copia numero uno di Brendon! Anche questo è Lucca comics. Per questo sono super felice dell’area Family Palace.
TOP 2°: La fiera più grande d’Italia, e non solo – Un’occasione imperdibile per vedere a due passi di distanza autori che hanno segnato i loro nomi nella leggenda, passando da James O’Barr fino ad arrivare al maestro Manara, che nonostante la stanchezza della fiera non si tira indietro per una firma.
TOP 1°: IL CLIMA DEL PRIMO GIORNO –  L’armonia che si respira nei padiglioni delle fumetterie nel primo giorno di fiera. Gli standisti non sono ancora stressati e si trasformano quasi in degli amici che offrono consigli per gli acquisti. Il giovedì a Lucca Comics siamo tutti dei piccoli Indiana Jones senza minacce esterne.

Alessandro Di Giulio

Il mondo del fumetto l'ho sempre amato da quando mia madre mi portò al primo Lucca Comics della mia vita, penso che ora si odi per questo; da allora li compro li leggo e li colleziono e non me ne sono mai pentito. Ho 31 anni mille passioni e una vita sola per poterle coltivare; questo è il cruccio di molti di noi. Cosa c'è di meglio allora di scrivere di una di queste grandi passioni?..

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4 Risposte

  1. alessio ha detto:

    ciao ragazzi, ma la lectio magistralis di foschini è vedibile da qualche parte, in streaming?

    • Nicholas Venè ha detto:

      Ciao Alessio, in realtà “lectio magistralis” è un paragone mio per rendere l’idea di quanto è stato istruttivo il momento.
      Per rispondere alla tua domanda, non mi pare sia stata registrata, però mi informo e in caso positivo faremo un articolo apposito 🙂

  2. Stefano Bonfanti ha detto:

    Ciao ragazzi, ottimo articolo ma… “speculare”, che brutta parola.
    Se in fiera tengo prezzi fissi, non è per fare l’avvoltoio ma perché, volente o nolente, devo considerare la vendita diretta non tanto un’eccezione, quanto un canale importante se non maggioritario per il mio fatturato di (piccolo) editore.
    Troppo ci ho provato, ma non ci posso fare niente: ho gente che mi dice “lo prenderò a Lucca” anche delle novità che annuncio a maggio. A me farebbe stra-piacere che gli stessi mi venissero a cercare in libreria durante tutto l’anno, così consolido il rapporto fiduciario coi negozianti che poi sono più propensi a tenermi sugli scaffali. E lì mi potranno trovare (a volte, “scoprire”) anche tutti coloro che non sono soliti farsi le centinaia di chilometri per venire alle fiere.
    Per inciso, lo sconto del distributore è fisso e so che – per quanto meno della metà – su ogni libro venduto un margine ce l’ho. Nelle fiere, invece, capita anche quella in cui non fai pari coi costi vivi… e a quel punto è come dare le copie in distribuzione con sconto del 100% o più. Ha senso dunque parlare di “sconto fiera” solo perché manca un intermediario?
    Quando le abitudini del pubblico si sposteranno verso quelli che dovranno essere i canali fisiologici, sarò lieto di usare le fiere per promozione e praticare il fantomatico “sconto fiera” anche qualora ci andassi in rimessa.
    Attualmente, invece, se fisso un determinato piano editoriale e determinati prezzi, è anche calibrandomi sul fatturato previsto nelle varie fiere. Praticare queste condizioni dunque non è “speculare”. È sopravvivere.

    • Alessandro Di Giulio ha detto:

      Buongiorno Stefano, forse la parola “speculare” è un pò forte, ma l’ho usata per rendere l’idea che a volte ci si fa trattando con certi stand/editori. Ovviamente in una manifestazione così grossa non si può fare di tutta l’erba un fascio e questa critica era rivolta a un determinato tipo di editore. Io, come acquirente, se spendo più di 50 euro a un determinato stand mi farebbe piacere ricevere un trattamento, come dire, più morbido. Molti lo fanno, ma molti altri no. Sicuramente ognuno ha le proprie dinamiche interne e le proprie ragioni, ma d’altra parte si assiste anche a comportamenti poco orientati verso il cliente, che guardano soltanto alla logica dei numeri senza considerare quel pizzico di customer care che può incentivare all’acquisto e far sentire il lettore più vicino all’editore.

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