[Speciale Florengers] C4 Chiacchiere con… Leonardo Favia

Ed eccoci di nuovo qui a parlare di Florengers, lo spin-off più spinoso che c’è, a.k.a. la costola fumettistica di Vivi e Vegeta. Preparatevi a fare indigestione di chiacchiere, perché oggi è uscito il terzo episodio su Verticalismi e noi abbiamo avuto il piacere di intervistare gli autori. Partiamo subito con Leonardo Favia, sceneggiatore dell’episodio e concludiamo domani con Simone Di Meo e Mattia Di Meo, rispettivamente matite e colori di questa terza puntata della serie. Prima di salutarvi vi ricordo che la pagina Facebook ufficiale di Vivi e Vegeta aspetta il vostro like, che a Natale siamo tutti più buoni, no? Buona lettura!

Florengers 03

C4 Comic: Ciao, Leonardo! Benvenuto sulle pagine di C4 Comic!
Leonardo Favia: Grazie!

C4C: Leonardo, hai un po’ di spazio a disposizione per raccontare ai nostri lettori chi sei e che cosa fai. Tre, due, uno… Vai!
L.F.: Mhm, bene, il momento dell’autoanalisi… Sono caporedattore della Bao Publishing, sceneggiatore de “Il Settimo Splendore” e di un po’ di fumetti per bambini, traduttore, marito, padre e pigro a tempo perso.

C4C: Hai voglia di raccontarci com’è nata la collaborazione con Florengers?
L.F.: È stato abbastanza semplice: durante una pausa pranzo di lavoro, Francesco (Savino) si è approcciato con la solita gravità di quando ti vuole proporre qualcosa ma non sa quale sarà la tua reazione. All’inizio, dalla faccia, pensavo fosse morto qualcuno, quando ho scoperto che mi voleva chiedere di partecipare alla folle avventura dei Florengers, per il sollievo ho accettato di farlo. No, scherzo, mi ha fatto molto piacere che me l’abbia chiesto.

Vignetta tratta dall'ultimo episodio di Florengers, sceneggiato da Leonardo Favia e con le matite di Simone Di Meo e i colori di Mattia Di Meo.

Vignetta tratta dall’ultimo episodio di Florengers, sceneggiato da Leonardo Favia e con le matite di Simone Di Meo e i colori di Mattia Di Meo.

C4C: Com’è stato lavorare con Francesco e con il team di Florengers?
L.F.: Molto divertente. Ci siamo rimbalzati un po’ di idee per un possibile episodio, soprattutto visto che era lo speciale di Natale, e andava fatto qualcosa a tema. Avevo un po’ di difficoltà con il genere umoristico, ma Francesco mi ha lasciato carta bianca, e ho potuto adattare il mio modo di raccontare ai personaggi.

Devo aggiungere che è stata una gioia lavorare con Simone Di Meo, ha un entusiasmo contagioso e una professionalità rara, credo sia stato l’aspetto migliore di questa esperienza.

Direi che ne è uscita una storia con una forte componente autobiografica, il che la dice lunga sulla mia salute mentale, visto che vede come protagonisti delle piante!

C4C: Si tratta del tuo primo approccio a un webcomic come autore? Hai trovato delle differenze nel scrivere una sceneggiatura per la carta rispetto al formato digitale?
SETTIMO SPLENDOREL.F.: Sì, è stato il primo approccio, e ammetto di essermi avvicinato al progetto ragionando “all’antica”. Ho sceneggiato come avevo fatto per Il Settimo Splendore, poi insieme a Simone abbiamo ragionato su soluzioni che tornassero utili sul web. Ma mi rendo conto che ci sono un sacco di potenzialità da sfruttare.

C4C: Grazie agli sforzi di Verticalismi, il webcomic è ormai un prodotto di altissima qualità e sta contribuendo in maniera determinante alla diffusione del fumetto, oltre che a fare da palestra per le nuove leve. Qual è il tuo pensiero sul fumetto digitale?
L.F.: Non ho un “mio” pensiero. È uno strumento in più, è una maniera fantastica per avere visibilità. Parlando come editor, consiglierei di gran lunga a un esordiente di realizzare un webcomic: non c’è il rischio d’impresa che si può avere con un’autoproduzione cartacea, ovviamente devi investirci un bel po’ di tempo, ma avere un progetto completo da mostrare dimostra di partenza che hai la serietà e la costanza per portare a termine un lavoro. Il che non è affatto da dare per scontato, in questo settore.

C4C: Dopo Il settimo splendore, ti rivedremo presto nelle librerie? Stai lavorando a qualcosa?
L.F.: Sto sceneggiando un nuovo progetto proprio in questi giorni, sarà un volume corposo, sulle 250 pagine, spero che veda la luce all’inizio del 2017. Mio dio, ho scritto veramente 2017? Be’, i tempi di produzione dei fumetti sono questi…

Inoltre sto ragionando su un webcomic, ma il discorso è un po’ complesso, diciamo che, coinvolgendo diversi scrittori e disegnatori, non ho ancora il “permesso” di parlarne. Ma presto ci saranno novità.

Florengers 02

C4C: È giunto il momento per l’angolo C4 Comodino, quali sono, tra gli ultimi fumetti che hai letto, tre titoli che consiglieresti ai nostri lettori e perché?
L.F.: Non sono titoli che si trovano propriamente sul comodino, ma direi: Aqualung, di Jacopo Paliaga e French Carlomagno, è un po’ un conflitto di interessi, visto che sono degli amici, ma è un fumetto che mi ha divertito molto, sto Blast - Larcenetfacendo un ripasso in vista della seconda stagione.

Poi, una rilettura ciclica: una volta ogni due anni mi rileggo la serie “musicale” Beck di Harold Sakuishi, mi dispiace che non venga prodotto niente di simile in Italia, una serie che non sia di genere, pur avendo un tema molto ben definito.

E poi… Blast di Larcenet. Non ho ancora letto una singola pagina, ma me l’hanno consigliato in molti, al massimo lo leggiamo in contemporanea e poi lo commentiamo insieme, che ne dici?

C4C: Andata! Anche io ho il primo volume di Blast che da tempo mi guarda torvo dalla libreria, quindi accetto volentieri! Torniamo a noi, molti valorosi prima di te hanno tremato di fronte alla fatidica ultima domanda: qual è la tua kryptonite?
L.F.: La pigrizia? O è troppo astratta? Diciamo la pigrizia mista a una pessima gestione dei tempi, diciamo che ciclicamente divento un pessimo scrittore/amico/marito a seconda delle priorità che mi do in quel periodo. Bisogna avere un po’ di pazienza con me, a ben pensarci.

C4C: Grazie per essere stato nostro ospite, Leonardo! A presto e in bocca al lupo per tutto!
L.F.: Crepi!

Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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