La legittimazione del fumetto partì da lui: addio, professor Eco

L’enorme vuoto lasciato nel mondo della cultura quando se ne va uno come Umberto Eco. È la prima cosa a cui ho pensato stanotte quando ho appreso della sua scomparsa, giusto prima di rendermi conto che, in realtà, non esiste uno come Umberto Eco.
Lui non era un intellettuale: era l’idea stessa dell’intellettuale. Colui che, con la sua cultura sconfinata, poteva cogliere sfumature di un problema a noi nascoste, fornire a un dibattito un punto di vista che non saremmo neppure in grado di elaborare.

Una persona capace di avviare 52 anni fa, nella morigerata Italia pre-sessantottina, un dibattito teso a «dimostrare che i fumetti avevano un linguaggio autonomo, che erano dunque un genere, che potevano dare esiti artistici, che non rovinavano la mente ai piccoli e non si limitavano a insufflare perverse psicologie negli adulti, che potevano sfuggire ai condizionamenti mercantili da cui erano nati». Con Apocalittici e Integrati dedicò al fumetto pagine senza le quali, dirà poi Matteo Stefanelli, «la nostra conoscenza del mezzo non avrebbe ricevuto lo slancio che ci ha condotti fino a qui».  Eco lo sapeva bene e ne andava fiero: «sono stato il primo a scrivere seriamente di fumetti», ricordava solo pochi anni fa in un’intervista a cura di Antonio Gnoli.

E se mezzo secolo dopo l’Italia è il paese della seconda fiera del fumetto a livello mondiale e delle nomination di Gipi e Zerocalcare al Premio Strega, dove si può guardare con garbata e rassegnata compassione chi ancora vede i fumetti come paraletteratura destinata a un pubblico infantile, è bene non dimenticare mai che gran parte del merito è di quest’uomo capace di ridicolizzare l’intellighenzia con una manciata di parole.

«Se voglio divertirmi leggo Hegel», era solito ricordare. «Se voglio impegnarmi, leggo Corto Maltese».

Nicholas Venè

Leggo, scrivo, gioco, guardo, commento. Osservo e prendo appunti, provando a fare cose.

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3 Risposte

  1. Maria Rosaria ha detto:

    Bellissimo articolo Nicholas. Mi ero proposta di non condividere nessun articolo su Eco… poi ho letto il tuo!

  1. 20 febbraio 2016

    […] molti non sanno che Umberto Eco, il celebre professore, romanziere e saggista scomparso venerdì 19 febbraio, era stato uno dei promotori del Salone dei Comics. “Oltre a rappresentare una grande perdita […]

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