[Esclusiva] C4 Chiacchere con…Stefano Antonucci e Daniele Fabbri 02/03/2016

EVIDENZA

Oggi C4Comic si aggira nel meraviglioso mondo della Satira (questa sconosciuta). Sì, perché la maggior parte della gente si interessa della satira quando qualche pubblicazione‐film‐fumetto fa incazzare tantissimo qualcuno e la discussione si sparge su Facebook (sono troppo vecchio per illudermi che le persone ancora leggano il giornale o qualsiasi altra rivista analogica…). Oggi vogliamo farvi conoscere meglio due fumettisti italiani che hanno fatto di questo genere il loro cavallo di battaglia, ottenendo un meritato successo: stiamo parlando di Stefano Antonucci e Daniele Fabbri, dinamico duo che ha già fatto parlare la rete grazie a V for Vangelo e Gesù La trilogia.  Il 15 Aprile usciranno di nuovo in edicola e fumetteria, e in anteprima al Romics, con una nuova miniserie satirica edita da  Shockdom dal titolo Qvando C’era Lvi,  dove “LVI” indica senza dubbio il primo camerata dell’italico impero. Dalle autoproduzioni divine al fumetto autarchico, passando da un editore che ci vede lungo, approfondiamo la conoscenza di questi due autori che con le loro opere hanno sollevato (e solleveranno) il tappeto dove buttiamo la polvere quando nessuno ci vede. In attesa delle vostre opinioni, Buona Lettura.

Nota bene : C4Comic propone le sue interviste sempre in formato integrale, pertanto è possibile che troviate linguaggio abbastanza esplicito nelle risposte. Sapevatelo.

AUTORI

C4C : Ciao Stefano e ciao Daniele, grazie di aver accettato questa intervista. Vorremmo sapere più di voi, oltre alle notizie biografiche che si trovano su internet. Un illustratore e un regista attore che un giorno si incontrano e decidono di fare un fumetto su Gesù. Bella storia! Dagli studi all’idea, all’autoproduzione, raccontateci qualcosa di voi.

DF: In breve: “Ciao, scriviamo una cosa per farci picchiare?” “Ce l’ho: Gesù che fa cose giuste ma è una brutta persona!” “Ok!” “Bene, riusciremo a venderne almeno 10?” “Siamo già a 1000!” “Cosa?!?!” Ecco, è andata proprio così.

SA: Io e Daniele veniamo dal mondo della satira, riviste, giornali, circoli, il passaggio ai fumetti per trattare le stesse tematiche che trattavamo con vignette, articoli e spettacoli live è stato abbastanza naturale.

DF: Oltre alle notizie biografiche che si trovano su internet, posso aggiungere che ho smesso di mangiarmi le unghie per sfogare lo stress. Ora compro e strozzo pulcini.

C4C : A questo punto arriva Shockdom che prende Gesù e ne fa un bel volume unico. Come è nata la collaborazione?

DF: Così: “Ciao ragazzi, questo Gesù fa ridere, quanti ne vendete?!” “Guardi signor finanziere che noi siamo autoprodotti ma facciamo le ricevute! Eccole!” “Non sono un finanziere, sono un editore!” “Ah! Piacere signor editore! Vuole comunque tenersi le ricevute?!”

SA: Ci autoproducevamo da alcuni anni con ottimi risultati, Shockdom è stato l’editore che ha capito il potenziale e soprattutto non ci ha imposto freni, ma dato piena fiducia.

C4C : Un bel giorno Lucio Staiano viene e vi fa “facciamo qualcosa di nuovo” e voi rispondete, “bè potremmo fare un fumetto sul Duce!”. Come avete maturato questa scelta coraggiosa? Mi spiego: utilizzo l’aggettivo coraggioso perché l’argomento del fascismo in Italia è paradossalmente un nervo ancora scoperto, più di quanto gli stessi italiani non vogliano ammettere. Decidere di trattare un argomento del genere significa esporsi a polemiche infinite: come avete affrontato la cosa?REGULAR

SA: Lega nord, Movimento 5 Stelle, Family Day, l’Italia è ancora un paese dove il fascismo emerge dalle fogne come merda, e a noi piace sguazzare nella merda, dopo“V for Vangelo” avevamo già deciso quale sarebbe stato il nostro nuovo progetto e in che modo sarebbe dovuto uscire, Staiano, probabilmente sotto effetto di farmaci, ha detto subito sì.

DF: “Oh Ste, avremo pure venduto tanto, ma non ci hanno ancora picchiato!” , “Facciamo qualcosa sui vegetariani!” “Io sono vegetariano!” “Allora facciamo qualcosa sul Duce che torna in vita e diventa famoso sui social!” “Mi piace! Stavolta ci picchiano sul serio!” “Senti, ma davvero sei vegetariano?” “No, ho appena cambiato idea”.

C4C :  Ho avuto la possibilità di dare una occhiata alla stesura preliminare del fumetto (grazie infinite per la fiducia) e mi sono fatto un giro delle pagine Facebook. Già dalle copertine, variant inclusa, utilizzate una simbologia antifascista molto evidente, e penso al Mussolini a testa in giù del primo numero, oltre alle numerose anti‐citazioni che si trovano nel corso della storia. Un tipo di satira visuale che è molto interessante proprio perché è sottile, che però va a contrastare i testi, a volte piuttosto “crudi”. È stata una scelta precisa o vi siete lasciati liberi di interpretare la storia e avete unito due modi di intendere la satira?

DF: I modi di intendere la satira sono appunto due: quello giusto e quello sbagliato. Quello giusto è quello che approfondisce, quello sbagliato è quello che si ferma in superficie, cioè il posto in cui galleggia la cacca. Ogni volta che vogliamo esprimere un concetto cerchiamo di non farlo con la prima cosa che ci viene in mente. La “satira visuale” ha a che fare con la semiotica ‐la ricerca della significanza dei simboli‐ e le battute crude hanno a che fare con la dialettica antiretorica. Non sono due modi di intendere la satira, sono due modi di intendere i linguaggi. A noi piacciono le storie piene di roba forte, con ogni tanto qualche cazzatina che non guasta mai.

SA: A noi piace approfondire i concetti e mostrare le cose da punti di vista diversi, non limitandoci alle battute superficiali, questo è quello che cerchiamo di fare sempre, si spera con buoni risultati, per quanto riguarda l’aspetto visivo, il contrasto fra testi molto crudi, affiancato a disegni e colori quasi Disneyani accentua il grottesco delle situazioni.

C4C :  Haters gonna Hate e su Facebook si sono sprecati i commenti dei nostalgici, a volte molto pesanti. Le vostre risposte sono sempre state di alleggerimento, ma innegabilmente le reazioni sono state anche violente, molto più che nel caso di Gesù. Come si affronta il problema? 

DF: Con spensieratezza, vivendo ogni tuo giorno come fosse l’ultimo. Senza dirlo al mio padrone di casa che sennò non mi rinnova il contratto d’affitto.

SA: Di solito se ci sono reazioni vuol dire che hai colpito nervi scoperti. Se vengono ad insultarci o minacciarci e bene ricordare che quelli illegali sono loro e non noi. Noi che esprimiamo attraverso un fumetto, il nostro punto di vista su cio che ci circonda. Loro fanno apologia del fascismo. Non dovrei essere io a ricordare che è illegale.

C4C :  Nel fumetto ci sono riferimenti piuttosto chiari a personaggi viventi, e gli sviluppi della storia li mettono in ridicolo in maniera palese. Come vi siete giostrati sul filo sottile che divide la satira dalla diffamazione? Il mix politica‐satira‐nostalgia é sempre esplosivo.

VARIANTDF: Stare in equilibrio su quel filo sottile è probabilmente la cosa più importante che deve saper fare un autore satirico. La nostra fortuna è che certi personaggi viventi sono così pateticamente stereotipati, che al posto del filo certe volte hai un’autostrada.

C4C : Che tipo di ricerche storiche avete effettuato per scrivere la sceneggiatura? Spesso si pensa che un fumetto umoristico non comporti un lavoro enorme di studi a monte, ma sappiamo che non è esattamente vero.

SA: L’idea che ci bazzicava da un po’ in testa era fare un fumetto che fosse un incrocio fra il romanzo “Lui è tornato” di Timur Vermes e South Park, il tutto in chiave italiana. Da li, giù di documentazione storica.

DF: Ho letto parecchie cose sulla vita privata di Mussolini. Quel tipo di libri che ti raccontano che era un padre affettuoso, che suonava male il violino e che era parecchio stitico (il che tra l’altro spiega molte cose). Se a scuola ci insegnassero che Mussolini non cacava, direi che ci piacerebbe molto di più studiare la Storia.

C4C : Quando C’era LVI sarà realizzato tutto a colori. Ci potete dare qualche informazione in più? Sappiamo che sarà una miniserie in 4 numeri, e fino a lì ci siamo…poi?

DF: Colora il mitico Mario Perrotta, ma i dettagli te li dice Ste, io sono l’intellettuale del duo.

SA: Nella vita la parola “rompicoglioni” è quella che mi identifica meglio, quindi mi sono imposto molto per quanto rigurada tutti gli aspetti tecnici e produttivi. Volevamo fare un fumetto “popolare” accessibile a tutti quindi abbiamo studiato questa miniserie da 4 numeri, il prezzo di copertina è di 3 euro e saranno 32 pagine a colori formto 16×24 cm. Sarà distribuito in edicola e fumetteria, e siccome a me le fumetterie piacciono un casino, grazie all’impegno del Distributore Manicomix e di Shockdom abbiamo studiato una promozione che prevede il reso a 120 giorni sul primo numero e che la bellissima cover variant di Giulio Rincione potrà essere ordinata solo dalle fumetterie fino ad esaurimento scorte. Insomma stiamo cercando di fare il massimo anche per andare in contro ai primi appassionati di fumetto, che sono i titolari dei negozi.

Ps. Mi dilungo un attimo, per dire che al progetto hanno collaborato, con rubriche e figate di varia natura, Marco Tonus, Davide Siddi, Fabrizio Pluc Di Nicola e i già citati, Mario Perrotta e Giulio Rincione.

AUTORI 2

C4C: La vostra collaborazione con Shockdom è appena cominciata. Progetti per il dopo LVI?

SA: Intanto vedo di disegnare questa miniserie.

DF: Se saremo ancora vivi, intendi? Beh, abbiamo tante cose in mente, la saga su Gesù non è certo finita. Però, per fare un pochino-ino di spoiler: abbiamo Dio, abbiamo Patria, ci manca Famiglia.

C4C :  ultima domanda e brand del sito: quale è la vostra Kryptonite?

DF: Playboy che non pubblica più foto di nudi. Vaffanculo.

SA: La domanda “quale è la vostra Kryptonite?”

Intanto C4C ringrazia Daniele e Stefano per il tempo che ci hanno dedicato, aspettando la presentazione di Quando c’era LVI , dal 15 aprile in edicola e e nelle migliori fumetterie, e in anteprima al Romics (dal 7 al 10 aprile presso il complesso Fiera di Roma)

P.S.: l’ultima risposta di Stefano l’ha piazzato nella top ten dei miei autori preferiti… Anche se ufficialmente non si può dire…

Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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5 Risposte

  1. 31 marzo 2016

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  2. 11 aprile 2016

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  3. 12 aprile 2016

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  4. 27 maggio 2016

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  5. 7 luglio 2016

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