Shockdom: in arrivo Qvando c’era Lvi

Cover+OKQuando il fumetto è adulto, fa una satira senza sconti per nessuno. La miniserie satirica di Stefano Antonucci e Daniele Fabbri ha il titolo evocativo di Qvando C’era Lvi (Shockdom, in anteprima a Romics il 7 aprile, in edicola dal 15 Aprile a 3 euro) e va a colpire un tabù ancora irrisolto per l’Italia, a destra ma anche a sinistra. Nel primo di quattro capitoli, un gruppo di nostalgici del terzo millennio decide di tentare un’impresa straordinaria: riportare in vita il Dvce Benito Mussolini ed affidargli di nuovo le sorti di un Paese che, in fondo, lo ama ancora. Con l’aiuto di un ex ufficiale nazista esperto di genetica, Mussolini torna in vita, ma qualcosa va storto: il Dvce è tornato, ma non è più lo stesso.

La trama, diretta ed efficace con tanto di cliffhanger finale, è arricchita da disegni che insinuano la parodia anti-fascista in modo sottile ma allo stesso tempo iconico, a partire dal Mussolini a testa in giù della copertina. Un pretesto per andare a toccare una serie di temi politici estremamente scottanti nell’Italia di oggi, dal razzismo al dibattito sui diritti, che dovrebbero essere tanto anacronistici quanto il desiderio di un ritorno dal passato, mentre sono ancora oggetto di scontro. Una satira visuale che fa riflettere attraverso l’uso di due linguaggi, quello semiotico delle immagini (dei simboli) e quello verbale dell’antiretorica, che si completano a vicenda stratificando numerosi livelli di lettura.

Un mix di politica, satira e nostalgia che tanto farà ridere quanto farà infuriare, come sottolinea Antonucci: “Vogliamo tornare ad un tipo di fumetto che in Italia ha avuto una grande tradizione, partita da Frigidaire, passando per Cannibale, il Male e tutta la controcultura degli anni 70, che si scagliava ferocemente sui tabù sociali, colpendo i nervi scoperti della società contemporanea. Il ruolo politico della satira e del fumetto è proprio quello di scandalizzare, altrimenti non è efficace, e dev’essere satira di qualità, che non si ferma alla superficie delle cose ma va al nocciolo del problema”.

“Fare fumetti satirici in maniera adulta significa usare un linguaggio giocoso per dire cose spietate – aggiunge Fabbri – Noi vogliamo far ridere, non significa che stiamo scherzando, e in questo senso i fumetti sono uno strumento molto potente, se affilati a dovere – del resto, la redazione di Charlie Hebdo faceva fumetti, mica giornalismo. Spesso la gente conosce soltanto i fumetti per bambini, e ignora tutta la letteratura del settore. Federico Fellini diceva che il suo cinema avesse un debito di gratitudine proprio verso i fumetti americani; come americani sono certi cartoni animati conosciuti anche in Italia, come South Park, che uniscono animazione infantile a contenuti efferati. Questa è la nostra ispirazione: usare il linguaggio accessibile del fumetto per comunicare idee satiriche, feroci e sovversive. Contenuti che di solito gli editori preferiscono evitare per prudenza, si vede che alla Shockdom hanno qualche rotella fuori posto”.

“Shockdom è una delle pochissime case editrici in Italia che prova a dare spazio ad una satira adulta, in un Paese restìo ad affrontare in modo ironico i suoi tabù irrisolti (la politica, la religione) e dunque a rischio di reazioni molto critiche se non addirittura denigratorie – conclude Gianluca Caputo, editor di Shockdom – Dopo aver pubblicato i fumetti di satira religiosa Gesù La Trilogia e V for Vangelo sempre di Antonucci&Fabbri, stavolta si va a toccare un tema nei confronti del quale questo Paese non ha mai davvero fatto i conti. Abbiamo deciso di fare ancora una scelta coraggiosa e investire sul progetto per la collana Fumetti Crudi, perché parlare del problema è il primo passo per risolverlo e non c’è modo più interessante e costruttivo di un fumetto per farlo”.

Fonte: Shockdom

Jacopo Cerretti

Classe '90, cresciuto a pane (tanto) e comics con approccio disinteressato, negli ultimi 3 anni ho sviluppato un vero e proprio amore per il fumetto grazie in primis all'indagatore dell'incubo, i colleghi di casa Bonelli e alle poesie grafiche di Gipi.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.