Le code, i disegnetti, le storie: Zerocalcare, mille grazie

feltrinelliNon erano in fila per un iPhone, e già questa è un’ottima notizia. Ma lo è ancor di più pensare che esattamente una settimana fa, a Roma, quelle che sono state stimate in più di 700 persone fossero fuori dalla Feltrinelli di Via Appia per avere una firma o uno sketch da Zerocalcare. Diciamola tutta: è una di quelle notizie che ti fa distendere il volto in un sorriso.
Ragazzi in piedi da ore, camionette della polizia come sorveglianza, una coda che faceva il giro di due angoli dell’edificio. Tutti per un ragazzo che disegna il nostro mondo filtrato attraverso le sue lenti. Dalle storie brevi che ce lo hanno fatto conoscere ai più intimisti Un Polpo alla Gola e Dimentica il Mio Nome, dalle recensioni per BestMovie all’apocalisse zombie in salsa romana, fino ad arrivare allo stupendo diario di viaggio che è Kobane Calling, Zerocalcare ci regala di continuo pagine sugli argomenti più disparati vissuti attraverso gli occhi di un autore che sentiamo, prima di tutto, come uno di noi.

zerocalcareDel resto, Michele Rech è proprio questo: una persona che ha sempre espresso le proprie idee in modo schietto e trasparente, senza compromessi e con la più totale coerenza. Ecco uno dei motivi per cui piace. Certo, non tutti siamo d’accordo con tutto quello che sostiene, ma è proprio questa la normalità, anche con i nostri più cari amici. Alzi la mano chi non vorrebbe fare una chiacchierata con lui, sia per godere della sua compagnia sia per discutere di qualcosa su cui si ha un’idea diversa, proprio come si farebbe con l’amico più fidato.  Zerocalcare, con la sua lealtà vero i propri valori e la sua ormai proverbiale umiltà, per molti di noi rappresenta proprio questo: l’amico di sempre che ce l’ha fatta davvero.
Per fortuna di tutto il fumetto italiano, poi, questo entusiasmo è stato intercettato da uno dei migliori editori sulla piazza, capace non soltanto di capire cosa possa funzionare ma anche di valorizzarlo nel migliore dei modi. Proprio così sono nati il rapporto con i fan, il tour di incontri nelle fumetterie, la partnership con Feltrinelli e l’apertura serale di lunedì scorso delle Feltrinelli di Roma, Milano, Napoli e Bologna.

Un’iniziativa, quest’ultima, capace di andare a solleticare quel mondo della narrativa che in parte guarda ancora di sbieco il fumetto, ma quando deve parlarne male adesso è quasi obbligato a farlo sottovoce.
Perché è possibile che l’interlocutore sia uno dei ragazzi che pur di incontrare Zero vanno in libreria con una gamba rotta, uno dei lettori che si presentano agli incontri con una confezione di plumcake. Uno di quelli che si è fatto ore di coda pur di avere un suo sketch e che non ha alcuna intenzione di sentir blaterale parole sulla paraletteratura.
Tutto questo è Zerocalcare, la persona che sta avvicinando un’intera generazione alla letteratura disegnata e che, con Kobane Calling, mostra anche a chi non avesse quella gran familiarità con il fumetto di realtà che la nona arte non conosce limitazioni in termini d’argomento. Di lui si sono dette tante cose, ma forse non si è mai dato il giusto peso alla parola più importante: grazie.

Nicholas Venè

Leggo, scrivo, gioco, guardo, commento. Osservo e prendo appunti, provando a fare cose.

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