Tutta colpa delle anteprime! 5 trailer bellissimi di cinecomic brutti

Dal 1999, il Golden Trailer Award premia le migliori pubblicità di film, perlopiù trailer, ovvero le anteprime dell’opera filmica che andremo a vedere al cinema, a dimostrazione che il trailer sia valido come prodotto a singolo. Nell’era delle piazze 2.0, l’uscita di un trailer ha una risonanza plateale. Civil-War-Poster-Iron-Man-c492bSu YouTube iniziano ad uscire i video che immortalano le reaction durante la visione del trailer, si aprono dibattiti e si confrontano le aspettative, escono approfondimenti che propongono analisi sugli scorci di trama e i produttori stessi, capita l’antifona, centellinano le informazioni dando al pubblico anteprime col contagocce. Prima un teaser, un breve assaggio, poi il primo Official Trailer, poi il secondo con qualche frame in più e, in alcuni casi, il Final Trailer prima dell’uscita in sala.

Il senso di quest’articolo è quello d’interrogarsi sul rapporto tra anteprima, che genera delle aspettative a volte anche molto forti, e opera finita che ha il compito di rispondere a quest’ultime. Interessandoci di fumetti, parleremo di cinecomic. I film tratti da serie a fumetti stanno saturando il mercato cinematografico generalista (ne parlai qui) con costi che si elevano sempre di più, tanto da giustificare investimenti in campagne di marketing aggressive. I trailer sono l’apripista. I preliminari per i feticisti degli eroi in costume.

Non è però detto che l’anteprima corrisponda a ciò che vedremo, alla stessa emozione che proveremo durante il film. A volte il trailer si rivela fuorviante, più bello di quello che la visione completa ha da offrire. Per questo analizzeremo cinque esempi di anteprime bellissime che hanno introdotto film deludenti. Ovviamente il gusto soggettivo ha un suo ruolo, non ci sono dogmi, ma spunti. Chi vuole azzannare con i commenti, si limi prima i denti.

E allora via, naufraghiamo in questo mare di amori traditi e cuori infranti.

Batman v Superman: Dawn of Justice

batman-v-superman-dawn-of-justice-poster-404x600Parlando poco fa di zanne: via il dente via il dolore! Partiamo subito da uno dei peggiori esperimenti di crossover cinematografico, che ha fatto discutere e imprecare, cicatrizzando i polpastrelli degli indignados da tastiera. Io non ho potuto farlo perchè le dita me l’ero già mangiate durante la visione. Eppure Batman contro Superman poteva essere un incredibile scontro, come fu epico quello ne Il ritorno del cavaliere oscuro, di cui si cerca di richiamare le atmosfere. Nel primo trailer, una voce fuori campo ci introduceva una della massime contraddizioni di un essere con super poteri: cosa può farne di un tale dono? Nel caso di Superman, un alieno cresciuto sulla Terra colpevole di centinaia di morti innocenti nel tentativo di salvarne milioni, questo contrasto è più che evidente. Un concetto molto complesso ma affascinante, di cui la narrazione fumettistica si è ben occupata. Dopodiché ecco il nuovo Batman, con le fattezze di un molosso Ben Affleck che osserva il costume del suo alter ego. Un’altra voce fuori campo descrive l’incedere nell’animo umano della furia cieca, una follia che nasce dall’inadeguatezza di fronte a forze superiori. Il tutto accompagnato da un pianoforte che scava fin dentro la tensione. Wow! Un film con protagonisti due opposti che rappresentano la caducità della natura umana di fronte ad una forma divina che non riesce a comprendere. Imperdibile! E quel “Do you bleed? You will!“, sprezzante e cavernoso, mentre il Super Uomo fa tremare la terra scendendo allo stesso livello dell’Uomo è una dichiarazione di èpos.

Il film per intero si rivela un peccato di hubris. Un pastrocchio di citazioni, combattimenti di fretta e furia e colpi di scena all’olio di palma. Il suo problema è quello di fare da ponte al Dc Cinematic Universe e ha dovuto sacrificare la solidità delle situazioni per inserire più sotto trame possibili da sviluppare nei prossimi film. Auguriamocelo caldamente. Per riassumere il tutto, mi affido al dono della sintesi del web.

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Avengers: Age of Ultron

age of ultronSul fronte Marvel, la stratificazione del MCU è progredita con accurata pianificazione e i risultati si vedono. Più spazio per sviluppare man mano i personaggi e una scelta di rendere i drammi degli eroi meno cupi con battute e scene che stemperano la tensione ( i famosi trenini della Marvel di Ortolani). È pur sempre un film d’intrattenimento, suvvia! Però quando mi fanno vedere un trailer del genere, mi convincono a ricredermi su tutto. Il modo in cui viene calibrato il pathos in questi 2:13 è magistrale. Prima vediamo morte e devastazione su una popolazione innocente, vittima di pericoli troppo grandi da affrontare. Poi la voce metallica dell’Intelligenza Artificiale intende mostrarci qualcosa di incredibile, un nuovo mondo da plasmare, qualcosa che non contempla la presenza di eroi. Quegli eroi che l’America ha creato come spauracchi di timori ancestrali, compresa la morte e l’annientamento della specie, ma assoggettati al sistema. “Volete proteggere il mondo ma non volete cambiarlo“. I super eroi mantengono lo status quo, sono metafore dell’ordine da perpetuare “Siete marionette aggrovigliate nei fili“. Vediamo i nostri eroi soli, compressi nelle loro sofferenze interiori. Nel crescendo, si accentuano i conflitti tra loro stessi. Per cui è necessario stare “Uniti“. Ma questa retorica viene dilaniata dalla dichiarazione di Ultron, “Non ho fili che mi legano“, tanto affascinante quanto pericolosa in senso ontologico. Ultron è voglia di libertà ed insieme la minaccia di un nuovo ordine imposto. Alla faccia del film per marmocchi!

Niente da fare, i trenini vincono di nuovo. Ultron finisce per ridursi alla macchietta di una minaccia transitoria. Inoltre si esibisce in siparietti (che vorrebbero essere) comici perdendo gran parte dei punti guadagnati nel trailer. Anche il dramma del povero Hulk/Bruce Banner, finchè non gli si dedica un film singolo su questa versione di Mark Ruffalo, non viene ancora ben scandagliato. Peccato perché le scazzottate sono entusiasmanti.

Spider-Man 3

spiderman-3-teaser-posterSam Raimi ebbe l’occasione di concludere degnamente una trilogia che aveva consacrato l‘Uomo Ragno come il miglior super eroe al cinema. L’uomo qualunque che vive quotidianamente le difficoltà di conciliare vita privata e la missione che il destino gli ha affidato. I primi due film gli vengono molto bene. Il terzo finisce ancora una volta per cadere nella trappola del minestrone. Ma andiamo con ordine: il trailer è un fan service che ci mostra citazioni di inquadrature prese dal fumetto e dalla serie animata. Si tratta della saga del simbionte alieno, dunque anche Venom, poi c’è quella del Goblin impersonato da Harry Osborn, poi scopriamo che c’è Gwen Stacy e si suppone ci sarà un conflitto d’amore tra Peter, Mary Jane e la bionda. Spunta anche l’Uomo Sabbia e siamo tutti contenti. Ovviamente tutto questo miscuglio di saghe sarà ben amalgamato, giusto?

Ovviamente no. Troppo di tutto. Gwen Stacy, un personaggio fondamentale della serie dell’Arrampicamuri si comporta come una velina dal poco senso dell’umorismo, Tobey Maguire che fa il fico per strada è da schiaffo plenario, Venom si vede una manciata di minuti e dell’Uomo Sabbia chi se ne importa. Ricordo che marinai la scuola per andare a  vederlo il primo giorno. All’uscita dalla sala, avrei preferito la lezione di matematica.

Wanted 

In questo caso, non è tanto la bellezza del trailer ha stupire quanto la consapevolezza che 1325 del fumetto di Mark Millar e J.G. Jones c’è poco e niente. Anzi, un totale ribaltamento. Quello che vediamo è la riproposizione di una trama piuttosto classica: uno sfigato che vive la sua vita in modo mediocre, scopre di avere un legame con una società segreta che lo addestra nelle arti del salvataggio del mondo. Nell’originale era il contrario. Il protagonista entrava a far parte di una Famiglia di super criminali che controllano il mondo e il suo super potere è “uccidere”. Ma non tutto è perduto, ci sono pallottole ad effetto, persone prese a bordo di macchinoni in corsa e Angelina Jolie. Può anche darsi che l’idea di stravolgere un fumetto per una nuova interpretazione possa rivelarsi vincente.

Se escludiamo qualche trovata divertente e una discreta dose di sangue, Wanted non è nulla di nuovo, di rivoluzionario. Un film che risolve una serata tra amici a casa. Si può ridere della violenza che scorre a schermo, fino a quando non ci si stanca anche di quella. Non è difficile dimenticarsi di questo film.

Deadpool

Finalmente arriva un film della Marvel vietato a un pubblico inferiore ai 16 anni. Deadpool irrompe sul mercato con un’entrata a gamba tesa da cartellino rosso. Si punta tutto sulla scorrettezza che vedremo a schermo, sul sesso esplicito e la violenza estrema. La rottura della quarta parete, tipica del personaggio, viene esaltata dai numerosi poster in cui Deadpool parla direttamente allo spettatore o ammicca maliziosamente e il trailer viene diviso in uno con bollino verde e uno con bollino rosso. E allora a che serve pubblicizzarlo come un film trasgressivo se poi me lo diluisci nella pubblicità? Tuttavia la carne al fuoco c’è. Musica tamarra, teste che volano, avvenenti fanciulle assetate di mazzate (non è una battuta sporca) e un super assassino che defeca dove arriva, nel senso che fa ciò che vuole.

Deadpool non è propriamente brutto, ha un suo perchè e riesce anche a divertire. Ma si porta il peso di una campagna marketing talmente piena di aspettative da non potersi permettere di accontentare tutti. Purtroppo il film tenta di farlo. Almeno è riuscito a mettere in allarme quelli de La Nazione e Il Resto del Carlino. Già, la polemica sulla pansessualità di Deadpool. Peccato che nel film non ve ne sia traccia. Il buon Wilson non fa altro che correre appresso a una pollastra, finché il film non si trasforma in una storia d’amore al glucosio condita con qualche (breve) cavalcata da ignudi. Il villain è insopportabile, ma spero che la cosa fosse voluta e in quel caso complimenti. In realtà il mio malumore nasce tutto dal fatto che non ci hanno fatto vedere le tette di Gina Carano.

N:B: il film lo hanno visto tutti i ragazzi che vanno alle medie nel mio quartiere. A loro è piaciuto un sacco, in barba al Rated-R.

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Non è sempre andata così. Ci sono anche cinecomic brutti con trailer brutti. O insospettabili ottimi lavori con trailer non troppo esaltanti, vedi i primi film di Bryan Singer sugli X-Men. Voi cosa ne pensate dei film sopracitati? Vi viene in mente qualche altro esempio? Dite la vostra! Vi lascio con un altro trailer di un film con pacchi di pronostici positivi. Ci sentiamo ad agosto.

Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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