[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Riccardo Burchielli

Martedì  17 maggio 2016 Riccardo Burchielli, disegnatore italiano, è stato ospite della Libreria del Fumetto Comic House di Sarzana (SP). I fan si sono recati presso il negozio alla presentazione di Highway to hell, la prima serie a fumetti di Italian Job Studio, edito da Panini Comics.

Durante la propria sessione di firme e dediche, Riccardo ci ha dedicato alcuni minuti per un’intervista durante la quale abbiamo approfondito alcune tematiche riguardo la realizzazione di Highway to hell, alcuni progetti futuri e… Beh… Buona lettura.

IMG_4992

C4 Comic: Ciao Riccardo, benvenuto su C4 Comic.
Riccardo Burchielli: Ciao a tutti.

C4C: Perché oggi sei venuto a Sarzana?
R.B.: Sarzana è una delle tappe del tour promozionale di Highway to hell del quale, quest’anno a maggio, è uscito il volume in italiano pubblicato da Panini Comics.

C4C: Si tratta di un volume omnibus della serie finita l’anno scorso (2015) che viene presentato con una sovraccoperta realizzata da Giuseppe Camuncoli, dove sul retro c’è uno spazio per le dediche. Cosa puoi dirci a riguardo?
Highway to hell sovaccopertaR.B.: In realtà non sono a presentare Highway to hell come se fosse un libro solo mio. Noi (Italian Job Studio) siamo in giro per l’Italia ognuno in un posto diverso. In questo momento (17 maggio 2016 ore 18 circa) il Camuncoli è a Reggio Emilia che fa la stessa cosa. La sovraccoperta è una specie di bonus che noi abbiamo fatto per le librerie, per invogliare i negozianti e ringraziare i lettori. Si tratta di un regalo per chi viene in questo tour promozionale a comprarsi il libro o semplicemente a trovarci. Siamo tutti in giro per la promozione ma purtroppo non possiamo essere tutti insieme. Solo in poche occasioni saremo presenti tutti e quattro perché la risposta delle librerie è stata altissima, una cosa come 22 appuntamenti, e farli tutti al completo era praticamente impossibile, di conseguenza ci siamo un po’ divisi gli impegni. Io e Francesco, che abbiamo lavorato in maniera un po’ più attiva al progetto, faremo qualche presentazione in più rispetto agli altri. Highway to hell non è un lavoro mio, nasce dal collettivo. L’ho disegnato io perché è stata fatta questa scelta, le atmosfere erano giuste per me. Si tratta di un lavoro Italian Job Studio, la nostra prima pitch originale che si è fatta uscire dallo studio. Alla fine c’è la foto di tutti i componenti a San Francisco davanti all’albergo dove alloggiavamo per la fiera e sulla costa del libro c’è il marchio dello studio.

C4C: Highway to hell è finito qua o ci sarà qualcos’altro?
R.B.: Highway to hell è stato pensato per essere un progetto più grande, nella nostra testa ha più respiro. Ora stiamo lavorando alla seconda miniserie, dobbiamo ancora capire come farla uscire e definire tutto ciò che riguarda la pubblicazione e la stampa. Per ora posso dire che la seconda miniserie è in lavorazione.

C4C: La prima serie di Highway to hell è già stata pubblicata in America, che risposta ha avuto?
Highway to hell specialeR.B.: La prima serie è stata pubblicata in America dalla casa editriche Dark Horse, che ha acquistato i diritti, con il titolo Hellbound. Attualmente è già in ristampa, le copie che avevano stampato sono andate tutte esaurite. Tra l’altro abbiamo avuto un paio di premi al Ghastly Award. Abbiamo vinto come miglior OGN e come miglior colorista (Luca Saponti). Victor Gischler, lo sceneggiatore, era in nomination al Bram Stoker Award, un premio famoso sull’horror tipo Oscar, ma purtroppo non ha vinto. In ogni caso essendo la prima uscita di un lavoro Italian Job Studio e avendo ricevuto 2 premi, considerando le buone vendite e una candidatura al Bram Stoker Award possiamo dire che il nostro progetto sta andando benissimo.

C4C: Stai lavorando a qualcos’altro oltre a Highway to hell?
R.B.: Ora sto facendo alcuni numeri di Aliens: Defiance per Dark Horse. Si tratta della serie nuova che sta scrivendo Brian Wood per il mercato americano di cui farò solo un paio di numeri. Sono impegnato su un progetto un po’ diverso dai fumetti. Sto illustrando le carte per un gioco da tavolo targato DV. Un’esperienza che non avevo mai fatto e che sto trovando molto divertente. Poi ci sono altre cose che vanno ancora definite…

C4C: Pensi che Highway to hell potrà mai avere una trasposizione come serie TV cavalcando il successo di serie come Outcast o The Walking Dead?
R.B.: Beh, noi saremo contenti. In fin dei conti si è fatto un prodotto molto di genere che potesse avere anche uno svolgimento un po’ più ampio. Non ci sono innovazioni dal punto di vista narrativo. È proprio del nostro amore per la musica rock e il genere horror che ci ha spinti a creare questo prodotto di serie, ci sembrava il primo passo più naturale. Quindi se verranno altre proposte ben venga visto che ora è il momento giusto. In questo periodo è uscita la notizia di John Garrett, DMZ è stato opzionato per una serie da Warner. Insomma, sarebbe veramente una roba ganza.

C4C: Soprattutto perché poi aumentato esponenzialmente le vendite quando un fumetto viene trasposto sul piccolo o grande schermo.
R.B.: Sì, alla fine è il momento in cui chi ha creato un fumetto inizia a guadagnare. Anche se i diritti cinematografici o per le serie tv non sono cifre stratosferiche contrariamente a ciò che la gente pensa, quando viene ristampato un volume e se ne vendono 100.000 copie allora sì che le royalty rientrano sia a chi ha lavorato al fumetto sia all’editore.

C4C: Ti vedremo ancora in qualche testata sui supereroi o è tutto celato da segreto?
R.B.: No, ne posso parlare. Non ho nulla in ballo. Le storie con i supereroi sono sempre state strane. Occasioni ne ho avute però non è proprio il mio ambiente. Se dovessi scegliere un certo modo di far fumetti non sceglierei i supereroi, anche se li farei comunque perché mi piacciono un sacco. Se dovessi rifare qualcosa di Batman sarei ipercontento. Però, forse, non sono proprio un disegnatore da supereroi anche se in giro se ne sono visti tanti con stili diversi.

C4C: Qual è il tuo rapporto con il modo dei fumetti?
R.B.: Io sono abbastanza un laico dei fumetti, non sono tanto nerd. Ho iniziato a disegnare fumetti perché è il tipo di disegno applicato alla sequenza per raccontare delle storie che mi è sempre piaciuto dall’inizio. Alla fine non sono un nerd come i miei colleghi di Italian Job Studio, che sanno tutto di tutti. Io sono uno… Non proprio ignorante, però insomma… Sto un po’ sulle mie. Di certo non mi lamento, anche perché come fai a fare lo snob? Qui c’è gente che va a lavorare in miniera o in fabbrica e io sono a casa a disegnare. Ci vuole sempre un po’ di rispetto.

Riccardo Bruchielli Sarzana 2016C4C: L’ultima domanda è un marchio di fabbrica del nostro portale. Qual è la tua Kryptonite?
R.B.: Mannaggia… Che ne so… Ne ho 1000 di kryptoniti… Non lo so…

C4C: Qualcosa che ti lascia di stucco e ti annichilisce…
R.B.: Nella vita normale o nel lavoro?

C4C: In qualunque ambito.
R.B.: La stupidità, veramente.

C4C: Degli altri?
R.B.: Anche la mia quando sono stupido. La stupidità in generale, che sia mia o degli altri, mi lascia sempre basito.

C4C: Grazie mille Riccardo per ciò che ci hai raccontato e per il video che hai regalato ai nostri lettori.
R.B.: Grazie a voi.

C4 Comic ringrazia Riccardo per la gentilezza, la simpatia e la professionalità dimostrata augurandogli il meglio per tutti i progetti futuri che ha in cantiere.

Marco Rubertelli

Appassionato di fumetti e informatica. Dopo essere stato un fedele abbonato a Topolino per anni, un giorno, per caso, legge l'albo #224 di Dylan Dog, Sul filo dei ricordi, e inizia a leggere tutta la serie. Presto l'interesse si estende a qualunque tipo di fumetto, soprattutto graphic novel. Nel novembre 2013 fonda insieme all'amico Nicholas il portale C4 Comic.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.