Robert Kirkman: guai a chi tocca The Walking Dead

Se state pensando di utilizzare il nome “Walking Dead” per un qualunque vostro progetto, ecco, non fatelo. O potreste ritrovarvi in tribunale faccia a faccia con Robert Kirkman. È quello che è successo ai malcapitati proprietari di un ristorante del New Jersey, che hanno avuto la disgraziata idea di battezzare così la loro attività e si sono ritrovati citati in giudizio dal creatore del fumetto e della serie TV omonima, fermamente intenzionato a proteggere il suo marchio.

I proprietari si difendono sostenendo che il concetto di zombie si è definito attraverso un processo durato secoli, ben prima che arrivasse Kirkman a cavalcarlo con la creazione del suo fumetto. Facendo riferimento a canzoni, libri, film e altre opere, i quattro proprietari vogliono dimostrare che l’espressione è in uso da molto tempo e che Kirkman sta cercando di appropriarsi di una locuzione in voga tra i fan del genere horror già dall’inizio del ‘900. Secondo la loro posizione, quindi, “The Walking Dead” è un’espressione descrittiva ma non distintiva e a loro volta accusano Kirkman di aver travisato e abusato del marchio.

Kirkman però non molla, sostenendo che gli altri usi di “Walking Dead” sono inammissibili come prove in quanto semplici modi di dire e nessuno di loro è stato finora utilizzato come marchio. E aggiunge che quello da lui creato è un marchio allusivo, che richiede l’immaginazione del consumatore per essere ricondotto agli zombie. Senza contare che sul mercato esistono licenze per ogni tipo di gadget legato a The Walking Dead, dalle action figure ai giochi alla birra. Non sappiamo come finirà, ma sicuramente sarà un caso molto particolare da seguire.

Fonte: Bleeding Cool

Elisa Mallegni

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