Da Martyn Clystere a Dylan Top, passando per Rat-Man: il gusto della parodia a fumetti

I FIGLI DEL SUCCESSO

biancaneveAccade da sempre, la parodia è un processo mentale spontaneo che si crea quando un prodotto, un nome, un titolo o un episodio entra a far parte dell’immaginario collettivo.

Non occorre scatenare una ricerca approfondita per rendersi conto di come da sempre siamo circondati da riproposizioni di un tema ampiamente conosciuto; succede col cinema, in letteratura, nella musica e ovviamente nel mondo del fumetto.

Per definizione la parodia è una versione alterata di una una situazione conosciuta riletta in chiave ironica, satirica, onirica e di tanto in tanto pure erotica. Il riferimento aggredisce il soggetto non sempre nella stessa maniera, la nuova versione può distorcere, come vedremo, direttamente il personaggio, magari il suo intero universo o addirittura un comparto narrativo completo. Il mondo del fumetto può vantare decine e decine di “deviazioni” e citazioni più o meno marcate, così se in alcuni casi il risultato è gradevole e rende merito all’originale in altri casi il gusto che rimane in bocca è amaro e di scarsa qualità. Diventa impossibile ricostruire per intero questo processo di edulcorazione maISTERIX possiamo farlo, per divertirci, per sommi capi.

Per iniziare è doveroso ricordarsi di quello che il fumetto erotico ha rappresentato per l’editoria negli anni ’70 e quindi necessario andare a stanare dei titoli celebrati come “Biancaneve” curato dal grande Leone Frollo, Sexifavole o il “Lando“, riadattamenti in chiave osé di favole della tradizione popolare o personaggi che prendono le sembianze di personaggi pubblici come gli attori Lanzo Buzzanca e Adriano Celentano, giusto per citarne solo due. Ma i casi si sprecano.

Un altro esempio divertente è quello perfettamente cucito addosso alla coppia di galli più famosi della storia, Asterix e Obelix, che li vede alle prese con una rivisitazione caustica e pungente nell’albo autoconclusivo “Le incredibili farse avventure di Isterix“; una serie di mini avventure ricollocate storicamente e analizzate in chiave moderna dove il rapporto tra i due è riletto e proposto in modo bizzarro.

VERSO I TEMPI MODERNI

Alan-DogNessuna generazione è stata saltata, ogni decade porta in dote i propri esemplari, figli di una elaborazione mossa ogni volta da un vigore diverso. Lo stesso concetto espresso nel famoso Rat Man di Leo Ortolani, non è altro che un gioco consumato tra lo stereotipo del super eroe in maschera (diventato un topo impacciato e stupido) e l’assonanza del nome del ben più noto eroe di Gotham.

Ma quello che fiorì alla metà degli anni ’90 verso i protagonisti del mondo Bonelli e in modo particolare verso Dylan Dog fu un episodio rapido e folgorante, prodigo di titoli storpiati, di personaggi ambigui e modi di dire nuovi. Nacquero così i vari “Martyn Clystere“, “Nathan Neuter” contro “Lazaron Lord“, “Alan Dog“, “Dylan Blob” per finire con “La rivista delle parodie Top“. Molti di questi potevano vantare pure un discreto grado di livello grafico altri invece si attestavano su un grado molto molto amatoriale; le avventure vertevano verso un ambito grottesco, paradossale, puramente satirico, così l’espressione dell’indagatore dell’incubo “Giuda ballerino!” in un sol colpo si trasformava nel rinnovato “Giuda bicchierino!”.

Nel corso degli anni neppure i manga si sono salvati, giungendo sul mercato ilosudo 5 nerboruto “Osudo” cugino alla lontanissima del più affascinante “Ken il guerriero“. A questo seguirono anche le parodie di “Dragon ball” con “Dragon pall” e il terrificanteDr. Pulp e Anale” ispiratosi al lavoro di Akira Toriyama “Dr. Slump e Arale“. In tempi recentissimi ha fatto molto clamore l’insolita accoppiata, frutto questa volta di una pilotata passeggiata a braccetto, realizzata dall’inesauribile Topolino, che con “Dylan Top” ha ancora una volta reso omaggio al fratello minore, solo anagraficamente, Dylan Dog.

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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