[Top & Flop #6] I migliori e i peggiori fumetti usciti negli USA questa settimana

Ritorna la rubrica che analizza le uscite settimanali negli USA. Come sempre saranno presi in considerazione prodotti delle Big Two (DC Comics, Marvel Comics) e di tutte le altre case editrici. Per questo appuntamento segnaliamo nuove uscite per il Rebirth, celebre mega-rilancio della Distinta Concorrenza, l’arrivo del prologo di The Dark Knight Returns (con il ritorno della coppia Frank Miller e John Romita Jr, dopo la collaborazione su Daredevil). Nella Casa delle Idee proseguono le serie più amate e Civil War II, che sta scatenando profonde discussioni nel pubblico.

TOP

  • Dark Knight Returns: The Last Crusade. Partiamo da un presupposto semplice, questo è probabilmente uno dei migliori one-shot presentati negli ultimi anni. La narrazione è incentrata sulla dicotomia tra il vecchio il nuovo, Bruce non riesce a contenere sulla sua irrefrenabile voglia di continuare la sua battaglia anche contro i segni del tempo sul suo corpo (e sulla sua mente). Come se non bastasse ci vengono mostrate gli attimi precedenti alle pagine che hanno segnato per sempre il medium fumettistico, con le apparizioni del Joker e di Jason Todd. Il primo è un vero e proprio agente del caos, capace di soggiogare tutti sotto il suo folle piano, mentre il secondo cresce sempre più devoto a modi violenti allontanandosi dalla visione del suo mentore. John Romita Jr. sembra finalmente rivitalizzato, anche grazie alle chine e ai colori di Peter Steigerwald, capace di mescolare un’azione frenetica con scelte prettamente cinematografiche. Consigliatissimo.
  • Black Widow #4Il binomio Mark Waid – Chris Samnee colpisce ancora. La nuova serie di Natasha Romanoff viaggia su livelli altissimi, con esplosive fasi action e una forte componente spionistica. Il viaggio nel passato del personaggio, e la sua relazione con la Red Room, continua con una formula molto singolare. I dialoghi sono ridotti al minimo, riducendo i tempi di lettura ma lasciando al pubblico la possibilità di concentrarsi sulla cura del disegno. La messa in scena ed i layout, accompagnati dai colori di Matt Wilson, sono una perfetto punto d’incontro tra il gusto retrò e la componente autoriale che ha colpito il comicdom negli ultimi anni. Quando la testata arriverà nel nostro paese non lasciatela sfuggire per nulla al mondo.
  • Superman #1. Dopo alcuni anni di impasse editoriale un nuovo (e grande) inizio per l’Azzurrone. La serie si presenta subito discostandosi dai toni più classici di Action Comics #957, andando ad affrontare i problemi che affliggono la nuova vita di Clark Jon. La dicotomia tra chiaro e scuro, tra momenti profondi e attimi inquietanti, permea le pagine mostrando che i pericoli possono essere anche al di fuori della “semplice” vita supereroistica. Gleason alterna colori sgargianti ad ombre scure, con una maestria degna di nota. Se avete amato Batman & Robin potrete trovare punti di contatti, oltre a molti nuovi spunti.

FLOP

  • Civil War II #2. Questo cross-over è esemplificativo sul problema di questo tipo di operazioni nella produzione statunitense. Anche con l’uscita di due prologhi, uno per il Free Comic Book Day e lo #0, e del primo numero over-sized la serie fatica ancora ad ingranare. La battaglia è ancora nella sua fase di stallo e il paragone con il suo predecessore inevitabilmente pende dalla parte di quest’ultimo. Tony, segnato dai tragici eventi del primo episodio, compirà un gesto capace di scatenare le ire dei Vendicatori e degli Inumani allo stesso tempo. La scelta di Brian M. Bendis di partire così al rilento risulta così fastidiosa, per chi ha cominciato a seguire credendo di poter assistere a qualcosa di realmente concreto. Tutt’altro discorso per David Marquez, una gioia per gli occhi.
  • Circuit Breaker #3. L’annuncio di una serie disegnata da Kyle Baker e liberamente ispirata ad Osamu Tezuka con il suo Astroboy aveva scatenato in chi vi scrive dall’altra parte della tastiera dei sentimenti contrastanti. Le avventure di Chiren, la ragazza-robot che cerca di nascondere la sua vera natura, sono un confuso e mal riuscito polpettone di citazioni, riferimenti ed easter eggs (R2-D2, Pikachu, Transformers) ben lontano da qualcosa di realmente interessante. La scrittura di Kevin McCarthy non ha mordente e la quantità pazzesca di eventi in successione confonde la lettura. Ogni minimo interesse è sparito, seppellito da frasi fatte e disegni inconsistenti.

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.