[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Patrick Meaney

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Abbiamo avuto la fortuna di scambiare quattro chiacchiere con Patrick Meaney, regista e produttore del documentario Neil Gaiman: Dream Dangerously, che presto sarà acquistabile sulla piattaforma Vimeo on Demand. Meaney è anche sceneggiatore di fumetti (ha scritto la miniserie in quattro parti Last Born per l’editore indipendente Black Mask Studios) e in passato ha collaborato alla realizzazione di altri documentari dedicati al mondo del fumetto statunitense e ai suoi autori di punta (su tutti, ricordiamo Grant Morrison: Talking with Gods e Warren Ellis: Captured Ghosts).

Abbiamo cercato di farci raccontare da Patrick alcuni retroscena sulla realizzazione del documentario su Gaiman e sulla strada che l’ha portato dove si trova ora. Ringraziandolo a nome di tutta la redazione di C4 Comic per il tempo che ci ha dedicato, vi auguriamo buona lettura!

C4 Comic: Ciao Patrick, solitamente lasciamo che siano i nostri ospiti a presentarsi nel modo migliore. Ti va di raccontarci chi sei e cosa fai nella vita?

Patrick Meaney: Mi chiamo Patrick e vivo negli Stati Uniti, a Los Angeles. Sono un regista e co-fondatore della casa di produzione cinematografica Respect Films. Nel corso degli ultimi sei anni ho prodotto diversi documentari dedicati al mondo del fumetto, inclusi quelli su Grant Morrison, Warren Ellis, l’Image Comics, Chris Claremont e le donne nella storia del fumetto. Inoltre ho scritto la serie a fumetti Last Born, e di recente ho diretto il mio primo film non documentaristico, Trip House.

C4C: Neil Gaiman: Dream Dangerously non è il tuo primo documentario su un autore, tra le altre cose, di fumetti: quando e come è nata la tua passione per i fumetti? 

P. Meaney: Il mio interesse per i fumetti è nato più tardi rispetto alla maggior parte dei lettori. Sono appassionato di fantascienza sin da quando ero piccolo, ma non sapevo minimamente da dove iniziare a leggere fumetti. Da adolescente, però, ho iniziato a leggere alcuni episodi degli X-Men di Chris Claremont, passando poi a Watchmen e alle più famose serie Vertigo, come Sandman, The Invisibles, Preacher, ecc. Ero affamato di storie strane, allucinanti e bizzarre e i fumetti erano pieni di questi elementi. Così sono diventato un lettore appassionato a vita e mi sono addentrato sempre più nel mondo dei comics.

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Patrick Meaney

C4C: Come tanti suoi lettori appassionati, sicuramente anche tu conoscevi bene Neil come scrittore; dopo averlo intervistato, seguito per giorni e dopo aver sentito parlare di lui da tanti suoi amici e colleghi, che idea ti sei fatto di Neil Gaiman come persona?

P. Meaney: Il mio primo approccio con il lavoro di Neil è stato con Sandman, e da allora ho letto quasi tutto ciò che ha scritto. Quindi già conoscevo il suo amore per le storie e per i miti e avevo anche avuto modo di sentirlo parlare, perciò il suo stile narrativo ormai mi era familiare. L’aspetto che mi ha colpito maggiormente di Neil è il suo atteggiamento calmo e la sua capacità di essere gentile e cortese anche nelle situazioni più stressanti. Per realizzare il documentario l’abbiamo seguito per tutta la durata del suo estenuante tour di presentazione del libro e ho avuto modo di notare come sia sempre riuscito a far sentire quasi ogni singolo fan come se fosse la sua priorità più assoluta e fosse lì esclusivamente per lui. È stato incredibilmente stimolante assistere a tutto questo.

Un’altra cosa che mi colpisce di Neil, dopo averlo conosciuto e dopo aver sentito le persone che ne parlano, è la sua abilità di portare a termine le cose semplicemente mantenendo la calma ed essendo gentile. Parecchi autori, soprattutto nel mondo del fumetto, sembrano essere sempre di cattivo umore e sembrano sempre sommersi da una marea di problemi, mentre Neil affronta tutto con gentilezza e pacatezza, usa un approccio cortese ma deciso per assicurarsi di portare a termine tutto ciò che si è prefissato proprio nel modo che ha stabilito. Un comportamento da cui trarre ispirazione. Non è il tipo di persona che “si riprende la palla e torna a casa”, cerca di affrontare un problema in modo da soddisfare tutte le parti in causa senza però scendere eccessivamente a compromessi.

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C4C: Spesso di Neil viene detto che sia l’uomo più impegnato del mondo. Ti senti di poterlo confermare? 

P. Meaney: È decisamente la persona più impegnata che abbia mai conosciuto. Soprattutto durante il tour, sembrava che lo aspettasse sempre un’infinità di firmacopie, di interviste e di interventi dal vivo. Buona parte del documentario riguarda proprio il suo dover affrontare questa tabella di marcia così serrata. Parlandone con lui, mi sono fatto l’idea che sia sempre combattuto tra il desiderio di portare a termine la maggior parte di cose possibili, viaggiare e visitare posti nuovi, incontrare persone interessanti e quello di starsene a casa per scrivere e inventare storie.
Perfino a tour terminato la sua quantità di impegni resta completamente folle. Quindi direi che se proprio non dovesse essere l’uomo più impegnato del mondo, è certamente nello 0.1% dei più impegnati.

C4C: Quali sono state, se ci sono state, le principali differenze tra il lavoro svolto per girare Neil Gaiman: Dream Dangerously e i tuoi altri documentari dedicati a grandi autori del fumetto internazionale (Grant Morrison: Talking with Gods, Warren Ellis: Captured Ghosts)?

P. Meaney: La differenza principale riguarda il fatto che abbiamo seguito Neil fuori casa molto di più rispetto a quanto fatto con Grant [Morrison] e Warren [Ellis]. Loro di solito partecipano a meno eventi pubblici, sembravano più interessati a rimanere in casa per scrivere. Neil, invece, è sempre in giro, e abbiamo avuto la possibilità di girare parecchio materiale con lui in viaggio, elemento che ha dato al film una struttura diversa rispetto ai precedenti documentari. Piuttosto che fermarsi alle interviste in cui gli autori riflettono sulla propria vita e sui propri lavori, Dream Dangerously unisce a questo un aspetto più narrativo basato sullo svolgimento del tour.

C4C: Per realizzare il documentario, tu e la troupe avete seguito Neil nel corso del suo lunghissimo tour di dediche: visti i suoi serrati ritmi di lavoro, è stato faticoso o difficile dal punto di vista organizzativo?

P. Meaney: Di certo è stato estenuante per lui, ma è stato faticoso anche per noi. Nel corso del tour, per la maggior parte del tempo si trattava di seguire Neil e accompagnarlo dalla parte più a Sud dell’Inghilterra fino al Nord della Scozia e molto spesso eravamo solo io e il co-produttore Jordan Rennert a fare tutto. Alla fine di quelle due settimane ero piuttosto spossato e se vedrete il documentario vi renderete conto che il tour ha richiesto parecchio impegno anche da parte di Neil. Nulla di tutto ciò deve far pensare che non sia stata un’esperienza grandiosa e divertente, ma senza dubbio è stata estenuante per tutti.

{8EDDFBEF-4CE3-4C22-B7CE-D2F02798CC10}Img100C4C: Puoi raccontarci uno o due aneddoti particolari cui hai assistito nel corso della realizzazione del documentario?

P. Meaney: Credo che il momento più affascinante sia stato in occasione dell’Edinburgh Book Festival, quando abbiamo raggiunto Neil e Grant [Morrison] dopo che avevano pranzato insieme e abbiamo avuto modo di intervistarli contemporaneamente per il film. Sono cresciuti entrambi con educazioni e in contesti sociali simili, inoltre hanno esordito nel mondo del fumetto nello stesso periodo, quindi è stato veramente interessante assistere alla loro chiacchierata. E, a livello personale, è stato assolutamente incredibile avere due dei miei scrittori preferiti nel documentario.

Un’altra esperienza bellissima che ci è capitata è stata quella di visitare la casa e lo stagno che hanno ispirato L’oceano in fondo al sentiero. Abbiamo conosciuto la famiglia che ci vive ora; ci hanno fatto fare un giro nei paraggi della casa e ci hanno offerto dei biscotti.

C4C: Tra le altre cose, sei anche sceneggiatore di fumetti: i lavori di Neil Gaiman (i suoi fumetti, i suoi libri e le sue tematiche) ti hanno influenzato in qualche misura nella realizzazione della miniserie “Last Born” per Black Mask?

P. Meaney: Certamente. Last Born è una serie fantasy che contiene una serie di personaggi provenienti da diversi momenti del tempo che naufragano in un futuro desolato in cui cercano di far rinascere la razza umana. Per me, l’aspetto più straordinario della scrittura di Neil è il modo in cui riesce a dar vita a personaggi e storie estremamente diversi tra loro e a inserirli in un contesto narrativo più generale. Perciò ho cercato di strutturare ogni episodio sia come una storia isolata che come parte di un affresco più ampio, qualcosa che Neil è riuscito a realizzare a un livello eccezionale in Sandman. Sebbene io lavori principalmente con il cinema, mi piace lo stile più prettamente letterario che Neil e altri scrittori degli anni ’80 hanno portato nel fumetto, soprattutto in confronto alla tecnica che prevede solo la creazione su storyboard che alcuni artisti usano ultimamente. Last Born è disponibile su comiXology e sul sito Black Mask.

L’ultimo film che ho girato, Trip House, racconta di quattro amici che si ritrovano dopo anni, trascorrono un weekend in una casa che negli anni ’60 apparteneva alla famiglia Mason e si ritrovano costretti ad affrontare i loro più oscuri segreti e a combattere i propri demoni interiori; i lavori di Neil mi hanno ispirato significativamente per la realizzazione del film, soprattutto per quanto riguarda la sua concezione di “punto fragile”. Un punto fragile è un luogo dove il tempo e lo spazio possono essere piegati e dove il sovrannaturale può penetrare la nostra realtà; proprio questo concetto ha rappresentato uno dei principi guida per lo sviluppo del film. Trip House sarà disponibile a partire dal prossimo autunno, o al massimo entro l’inizio del 2017.

In generale, avere la possibilità di passare così tanto tempo a parlare con questi scrittori fantastici, scoprire i loro punti di vista e comprendere i loro percorsi influisce pesantemente sulla mia creatività e sul modo in cui lavoro ai miei progetti. E uno dei complimenti più belli che possa ricevere è sentirmi dire dagli spettatori che almeno uno dei film che abbiamo realizzato ha stimolato in loro un po’ di quella stessa creatività. In fin dei conti tutti questi film non sono altro che una celebrazione della creatività e un resoconto su quanto sia affascinante raccontare storie.

Schermata 2016-06-18 alle 18.44.41C4C: Solitamente il regista di una pellicola è il suo più aspro critico: sei soddisfatto del risultato di Neil Gaiman: Dream Dangerously?

P. Meaney: Sono molto soddisfatto. Di solito cerco di tenere sotto controllo i limiti di ogni progetto e faccio il possibile per ottenere il miglior risultato con le risorse a disposizione. E grazie al team di produzione, a Jordan, a Cat Mihos, a Morgan Peter Brown e a me stesso, credo proprio che l’obiettivo sia stato raggiunto. So che Neil ha visto e apprezzato il film, e se è piaciuto a lui, davvero non posso chiedere di più.

C4C: Ci rendiamo conto che Neil Gaiman: Dream Dangerously deve ancora uscire, ma hai in mente di realizzare altri progetti legati al mondo del fumetto? 

P. Meaney: Sono al lavoro su un nuovo documentario che tratterà del mondo dei comics e anche di qualcosa che va oltre i fumetti, penso che sarà piuttosto divertente. Al momento lo sto proponendo in giro, spero vada tutto per il meglio. Sto anche lavorando per trasformare il documentario breve che ho diretto sullo scrittore degli X-Men, Chris Claremont, in qualcosa di più lungo; c’è parecchia roba che bolle in pentola.

In ogni caso, il documentario su Neil è un progetto su cui ho lavorato a lungo, e sono veramente entusiasta della sua uscita imminente. Una delle cose più interessanti è che il film sarà rilasciato in tutto il mondo contemporaneamente: sarà disponibile a partire all’8 luglio sulla piattaforma Vimeo on Demand. Inoltre organizzeremo una serie di eventi, sia dal vivo che online, per la promozione del documentario. Mi raccomando, non perdetevelo: https://vimeo.com/ondemand/neilgaiman

Ringraziamo nuovamente Patrick per il tempo che ci ha dedicato e gli auguriamo un grande in bocca al lupo per la promozione di Neil Gaiman: Dream Dangerously e per i suoi progetti futuri!

Marzio Petrolo

Appassionato e lettore di fumetti da più di un decennio. Affamato di fumetti intelligenti, bizzarri, magici, ermetici o almeno esoterici. Debitore a vita di Neil Gaiman e della sua prosa.

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