Lucca Manga School: l’Italia incontra il Giappone per un progetto fatto di passione e tanta qualità

È iniziato tutto da un numero 4 di Peach Girl. Il primo manga letto da Caterina Rocchi, fondatrice della Lucca Manga School e a sua volta insegnante e mangaka che è riuscita a vedere le proprie tavole pubblicate in Giappone sulla rivista online Daimokuroku. Certo, dalla prima pagina letta ai primi traguardi raggiunti il cammino è stato lungo e pieno di difficoltà: ma non è proprio questo, l’abilità nel tollerare il sacrificio e nel muoversi attraverso le insidie, ciò che fa la differenza tra chi ci prova e chi ci riesce?

Caterina ha iniziato a leggere manga a 11 anni e l’amore verso il genere è stato istantaneo. Da lì il sogno di iniziare a disegnare, coronato anche grazie al supporto di una famiglia che le è sempre stata accanto e che ha saputo e voluto indirizzare il suo talento verso le migliori scuole. A 13 anni Caterina inizia allora a studiare giapponese, si iscrive al liceo artistico e a 14 vola per la prima volta in Giappone durante le vacanze estive. Due mesi di corsi: il primo, delicato approccio con quel paese sempre visto tra le pagine dei suoi fumetti preferiti. I primi compagni di corso, i primi maestri, le prime lezioni. Ma anche le prime difficoltà, tra scuole che non rispettavano gli accordi presi e insegnanti più o meno bravi. Il cammino non è semplice, ma la svolta arriva quando Caterina ritrova Matsuda Sensei, uno dei suoi primi maestri, che da quel momento non abbandonerà più.

Caterina ha talento, lei e i suoi genitori portano avanti un lavoro improntato sulla qualità e sulla ricerca dell’apprendimento “dalla fonte”. Capiscono che questo può essere il vero passo avanti per l’apprendimento del disegno manga in Italia e vengono solleticati da un’idea semplice ma rivoluzionaria: perché non portare da noi i maestri giapponesi?
È il 2010, e Caterina ha solo 17 anni, quando a Marlia – dieci minuti d’auto dalle mura – apre la Lucca Manga School. Il primo corso in realtà si tiene dentro Lucca, con classi prese in affitto da una scuola di italiano. Poco dopo  arriva però la sede di Marlia e lo spirito della scuola è il solito che anima da sempre Caterina nel corso del suo apprendimento: garantire il meglio agli studenti affinché possano ottenere il meglio dagli insegnanti. Iniziano così corsi brevi a cadenza ciclica: appuntamenti di tre o quattro giorni organizzati con cadenza mensile, in grado di instaurare un passo rapido e concentrato, che dia agli studenti tutti gli elementi per esercitarsi e migliorare.

caterina insegna

I programmi dei corsi sono tutti riconosciuti da Yokohama Manga Kyoshitsu, la scuola giapponese diretta da Matsuda Sensei dove ha studiato Caterina e che ora è partner della Lucca Manga School: il rapporto della scuola con gli insegnanti giapponesi è costante, così come quello con gli editori. Lo stesso Ikuo Matsuda, con più di 30 anni di carriera all’attivo e 3000 allievi istruiti, tiene corsi alla Lucca Manga School sin dal 2012. E dal Giappone sono arrivati ad insegnare a Marlia anche Takeo Fujita, Kohei Kaku e Saori Sugimoto. Ai quali si affiancano nomi italiani conosciuti nel settore come Federico Freschi (Devil’s Joke), Alessandro Bacchetta (Raffaello) e Riccardo Pieruccini (Prussiani vs Alieni).
E poi Ilaria Sposetti, una delle storie più belle all’interno della già splendida realtà che è la Lucca Manga School: classe ’94, diplomata al liceo scientifico, ha seguito un corso estivo della Lucca Manga School a 16 anni. Il suo talento si è espresso sin da subito e, dopo essere partita per il Giappone insieme a Caterina per seguire i corsi di Matsuda Sensei, ha svolto un periodo di tirocinio ed è quindi diventata insegnante all’interno di quella stessa Lucca Manga School che aveva frequentato da studentessa. Perché, ci racconta, «ad essere pubblicata non ambisco più di tanto. Insegnare, invece, mi piace moltissimo».

Quella della Lucca Manga School è insomma una storia estremamente concreta, decorata da una spolverata di magia, disegnata da una ragazza con idee chiarissime e con una cultura del sacrificio e della qualità del lavoro che ad oggi è merce sempre più rara. Averla raccontata mi ha appassionato e arricchito, lasciandomi affascinato da chi, in un paese dove la tendenza è quella di viaggiare su binari, ha deciso di prendere il volo e dare tutta se stessa per realizzare il proprio sogno. Che è sì quello di arrivare a un impiego stabile sulle testate cartacee giapponesi, ma anche quello di aiutare altre persone con la sua stessa passione a crescere e inseguire il proprio obiettivo.

Se ho stimolato anche solo un minimo la vostra curiosità, il consiglio è semplicemente quello di dare un’occhiata al loro sito ufficiale. E, naturalmente, di seguire la vostra passione.

Nicholas Venè

Leggo, scrivo, gioco, guardo, commento. Osservo e prendo appunti, provando a fare cose.

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