C4 Amarcord: una lunga estate fumettistica

È tempo di vacanza, una lunga estate calda e piena di cicale sugli alberi che con il loro frinire assordante scandiscono un periodo canicolare e afoso. Così, presi da una malinconia à la Stand by me, abbiamo deciso di tornare indietro con la memoria agli anni d’oro, alla nostra adolescenza estiva legata al fumetto: ecco le prime due testimonianze.

RMC055prwPietro: Il mio ricordo parte da un’immagine, una bicicletta. Si, perché si trattava del mio unico mezzo di trasporto ai tempi delle lunghissime visite al paese di montagna, che mi permetteva di muovermi (più o meno agilmente) tra le cittadine circostanti. Una volta, entrando dopo un viaggio di 20 minuti, mi trovo davanti un piccola oasi nel deserto. Rat-Man, Spawn e Gon sono le uniche scelte che mi trovo davanti e l’acerbo lettore quindicenne che era in me decide di fare razzia. Probabilmente quella scelta inconsapevole, dettata dalla noia e dai tempi ristretti per colpa di coprifuochi pre-cena, mi ha indirizzato ancora di più verso la passione che ogni giorni mi spinge difronte ad una tastiera alla ricerca di contenuti da offrire ai miei “colleghi” ed alle persone che accedono al nostro sito. La graffiante comicità di Leo Ortolani, le ipertrofie cariche di quella mascolinità tipica del comicdom anni’90 e lo stile unico di Masashi Tanaka sono stati una palestra, attraverso la quale sono cresciuto e maturato come lettore.

1273804-it_tl_2847a_001Andrea: Ricordo i campi di grano, l’alta muraglia dorata che circondava casa: era una siepe di cemento armato splendente, in quel villaggio isolato giù nella Pianura Padana. Ma c’era quell’unica settimana all’anno che mi pareva una boccata di ossigeno e letture, i giorni sul Lido di Venezia. Voi direte, sole, mare e giochi in spiaggia? Tutt’altro: da bambino (e ancor ora, devo ammettere) adoravo sostare sotto l’ombrellone con i piedi immersi nella sabbia per conservare il mio colorito da burrata, leggendo pacchi di fumetti usati. Erano gli unici momenti di tutto l’anno in cui i miei mi concedevano l’acquisto selvaggio e compulsivo di qualsiasi fumetto su cui riuscissi a mettere gli occhi e, dal momento che rimanevo a digiuno per molto tempo, puntavo tutto sulla quantità. Fu così che riempii le valige dei genitori di tonnellate di Topolino di seconda mano, divorati in un nanosecondo con avidità e occhio attento e qualche extra disneyano come X-Mickey e PK; solo più tardi avrei conosciuto Spidey e amici, ma questa è un’altra storia.

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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