[Top & Flop #11] I migliori e i peggiori fumetti usciti negli USA questa settimana

L’ennesimo week-end estivo volge al termine, questo vuol dire solo una cosa, Top & Flop. Nell’appuntamento del San Diego Comic-Con 2016 analizziamo le uscite che hanno catalizzato l’attenzione del pubblico negli ultimi 7 giorni. Da segnalare l’esordio in casa Archie per il grande Adam Hughes, con la sua Betty and Veronica, che per l’occasione è stato presentato con oltre 25 cover variant. In casa Dark Horse sbarca dopo mesi di ritardo Black Hammer, ennesimo progetto dell’autore canadese Jeff Lemire accompagnato questa volta da Dean Ormston, capace di fondere sapientemente atmosfere dell’Hellboyverse con spunti tipici della Golden Age. Proseguono le testate più amate delle Big Two (DC Comics e Marvel Comics) e di Image Comics.

TOP

  • Black Hammer #1. L’esperienza accumulata nel corso degli ultimi anni permette a Lemire di presentare al pubblico uno dei migliori numeri d’esordio dell’anno. Il suo nuovo universo narrativo è coeso ed accattivante, capace di accompagnare il lettore in un viaggio unico nel suo genere. La più grande battaglia mai compiuta si è conclusa da molto tempo, ed i nostri protagonisti sono “reclusi” in una pacifica atmosfera provinciale, tra ricordi di un tempo passato ed una convivenza forzata. Spiral City ed i suoi abitanti sembrano aver dimenticato questo straordinario gesto, che ha salvato le loro vite ed ha allontanato la minaccia dell’Anti-God, tutti tranne la figlia di Joseph “The Black Hammer” Weber. Nel corso delle 25 pagine presentate ci sarà spazio per una forte componente citazionistica, dalla B.P.R.D fino a Metropolis, che richiama dettagli da diversi punti del globo. Alcuni dettagli sulla storia non sono approfonditi, lasciando spazio a sviluppi futuri. Ottime speranze per il futuro.
  • Snotgirl #1. Parlando di grandi ritorni non si può sottolineare quello di Brian Lee O’Malley, ideatore dei best seller Scott Pilgrim vs The WorldSecondsAlla Deriva, che si lancia in una nuova avventura per Image Comics con Leslie Hung alle matite. Lottie Person è una delle più celebri web star che concentrano la propria carriera nei social network, che nel suo intimo è profondamente impacciata e goffa. Le sue immense schiere di fan non riescono ad andare oltre un costante aggiornamento sulla sua vita e sulle passioni, che nascondono una profonda insoddisfazione e senso di solitudine. O’Malley riprende elementi classici della sua narrazione, portandoli ad un altro livello, e fondendoli alla perfezione con il tratto pop e coloratissimo di Leslie Hung. Questa testata è un’analisi profonda e coraggiosa su di noi e sui limiti che ogni volta ci poniamo, calato in un contesto attuale.
  • Black Widow #5. Mark Waid Chris Samnee sono ormai degli abitudinari della nostra rubrica. Il quinto numero della run dedicata a Natasha Romanoff non fa eccezione, sottolineando lo splendido lavoro intrapreso dai due autori. I testi ridotti all’osso e l’importanza delle scelte cinematografiche intraprese, qui esplosi al massimo durante un adrenalinico inseguimento, sono ormai una costante. La spia russa si trova difronte ad una nuova scelta difficile, fare la cosa sbagliata o subire le conseguenze del suo passato esposti al pubblico. Weeping Lion è un nemico temibile, una minaccia costante per un personaggio che sembrava non dover temere il confronto con nessuno, ed la sua fitta rete di contatti all’interno di tutto il Marvel Universe non permettono di prevedere la prossima mossa. La parte del leone però è svolta dal disegno, Samnee è ormai uno dei migliori artisti in circolazione nel comicdom statunitense (e non solo) e la sua costanza evoluzione e maturazione è ormai palese per tutti. Una delle migliori serie dell’All-New All-Different Marvel.

FLOP

  • Justice League #1. Quando i pregiudizi diventano una certezza. La precedente run di Bryan Hitch era la rappresentazione su carta di uno dei grandi blockbuster cinematografici statunitensi, dove un nemico proveniente da un’altro pianeta aveva messo in difficoltà i supereroi più potenti del DC Universe. La lettura risultava così sciatta, capace di non aggiungere nulla ad anni di produzione action. Questo nuovo starting point è leggermente più interessante, arricchito anche dal disegno classico ed ipertrofico di Tony Daniel, ma ancora non ci siamo. Esplosioni e distruzione la fanno da padrone, non lasciando per nulla spazio ad una minima analisi introspettiva delle dinamiche di gruppo. Le aggiunte di Simon Baz Power Ring potrebbero fornire qualche sbocco narrativo, che in questo momento sembra profondamente lontano.
  • Uncanny X-Men #10Apocalypse War è stato un evento fallimentare sotto diversi punti di vista e, come già accaduto in passato, ha trascinato con se nel limbo della mediocrità alcune testate coinvolte (che già faticavano a brillare di luce propria). Lo sviluppo del personaggio di Arcangelo non aggiunge nulla a quello che è stato fatto in passato, arrivando a riprendere elementi da The Dark Angel SagaKen Lashley 

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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