Batman Day: l’importanza di chiamarsi Batman [parte 1 di 2]

kane_arlen2Siamo nel 1939. Nell’America impazza la moda dei supereroi, esplosa dopo diversi tentativi sulle pagine di Action Comics dei visionari Jerry Siegel e Joe Shuster. Al giovane fumettista Robert Kahn (meglio conosciuto come Bob Kane), venuto alla ribalta per i suoi lavori su Wow, What A Magazine, viene affidato dalla National Comics (poi divenuta DC Comics) il compito di creare un contraltare da affiancare ai più famigerati “colleghi”. Fondendo le sue idee con i concept di Sherlock HolmesZorro ed una serie di vecchi progetti di Leonardo da Vinci sul volo, l’autore crea una bozza di quello che sarebbe stato uno dei personaggi più celebri della storia “The Bat-Man“.

Bob decide di portare i suoi disegni all’amico e collega Bill Finger. I primi concept art però non colpiscono il disegnatore, che ritiene il personaggio davanti ad i suoi occhi troppo simile a Superman. La mise rossa, l’assenza di guanti e la piccola maschera saranno infatti sostituite con il tempo fino ad arrivare al costume che tutti quanti conosciamo, molto più originale ed ispirato ad un vero e proprio pipistrello. Nell’Europa impazzavano i primi fuochi di quello che sarebbe stato il conflitto più sanguinoso della storia dell’umanità, per questo serviva alla popolazione una figura in cui rispecchiarsi, con la quale sentirsi per una volta più al sicuro. Un vero e proprio soldato nella lotta al crimine, agile e atletico, capace di affrontare ogni tipo di minaccia. Persino la scelta del nome non fu casuale, dopo un attento studio della storia coloniale statunitense e di quella estera. Bruce Wayne nasce infatti dalla fusione di Re Robert Bruce di Scozia, sovrano noto per l’attaccamento alle terre d’origine, e il generale Sir Anthony Wayne.

hero-envy-batman4b

penguin1La possibilità di compiere il grande salto arriva così nel maggio dello stesso anno da Detective Comics #27, una rivista che sino a quel momento aveva ospitato personaggi minori come Ching Lung, Slam Bradley e Speed Saunders. Il successo fu immediato, tanto da spingere la casa editrice alla creazione di una testata dedicata totalmente al Cavaliere Oscuro. Adesso bisognava espandere questo piccolo universo narrativo, con #1 del nuovo rilancio saranno infatti introdotte due vere e proprie costanti nella vita di Bruce, stiamo parlando di Catwoman e del Joker. Nella stessa annata ci sarà anche spazio per un breve sunto delle origini, con una storia di sole due pagine in cui viene mostrata la ormai leggendaria rapina a Crime Alley e l’omicidio dei miliardari Thomas e Martha Wayne. Con il tempo lo studio creativo fondato dallo stesso Kane dovette apportare alcune modifiche alla propria creatura, la sua iniziale invulnerabilità fisica e la sua assenza di etica, erano così diventate un peso e l’entrata di Dick Grayson  come Robin furono la definitiva pietra tombale su queste infelici scelte.

Sin da subito fu evidente un particolare, che rendeva l’Uomo Pipistrello così distante da tutti i suoi rivali: un’incredibile parco di strampalati ed inquietanti nemici. Il vampiro-assassino Il Monaco, lo spietato chimico Dr. Morte, l’attore impazzito Clayface e lo psicopatico Cappellaio Matto (ispirato dall’opera di Lewis Carrol, Alice nel Paese delle Meraviglie) e i ben più noti Due Facce e Il Pinguino rendevano così le avventure molto più frizzanti e variegate. La lenta dipartita di Kane dalla sua creatura lasciò largo spazio ad un’altra pedina per questa lunga e tortuosa storia editoriale. Il cartoonist Dick Sprang abbandonò le atmosfere creepy, affidandosi ad un lato più weird e di sicura ispirazione per il futuro serial televisivo di Adam West. Armi dalle dimensioni disumane su scena, gli intricati enigmi di Edward Nigma, viaggi oltre i confini del tempo e dello spazio divennero una costante.

dick_sprang_remembers

sheldon-moldoff-batman-141-coverQuesto particolare cambio di direzione, che potrebbe risultare strano ed insensato ai più aveva però dietro una delle pagine più buie del comicdom. Lo psichiatra Fredric Wertham aveva infatti intrapreso una vera e propria crociata contro le super-testate, ritenute travianti per le giovani menti e di propaganda verso una propaganda di dubbia provenienza (omosessualità e pedofilia). Questo andava sommato ad un brusco calo di vendite, che aveva lasciato le edicole prive di molti grandi successi, ed aveva spaventato addetti ai lavori e ed editori. Di questo periodo sono anche le introduzioni di Batgirl, Batwoman, Asso ed il Bat-Mito.

Il periodo di magra fu definitivamente accantonato con l’arrivo della Silver Age, durante la prima metà degli anni ’50. I nomi scelti dall’editor Julius Schwartz sono molteplici, si passa dallo sceneggiatore Garden Fox fino a Joe Giella, Murphy Anderson, Gil Kane e Carmine Infantino. Se da una parte si cercava di accantonare gli ultimi anni, con un ritorno alle origini dure e crude della coppia Kane-Finger, dall’altra c’era un “nemico” molto difficile da combattere. Stiamo parlando del serial televisivo di ABC, che aveva scatenato un’incredibile seguito di pubblico e merchandising, costringendo DC a cambi in corsa per la testata. Il ritorno di Barbara Gordon e quello di Alfred, creduto morto, sono gli esempi più lapalissiani dell’influenza della TV sul fumetto. Con la conclusione dello show nel 1968 ci fu così il ritorno ad una libertà totale.

Gli anni successivi, fino all’avvento della Crisi sulle Terre Infinite, sono caratterizzati da una proliferazione di autori innovativi e la nascita di Bat-testate nuove e mirate per diverse fasce di pubblico. Su tutti i nomi, quelli che spiccano maggiormente sono quelli di Dennis O’Neill e Neil Adams, fautori di una memorabile run. Il cross-over, capace di sconvolgere totalmente la continuity della distinta concorrenza, lasceranno così questa creatura dalle mille sfaccettature nelle mani di chi ne ha delineato le origini e una distopica fine, Frank Miller. Ma questa è tutta un’altra storia.

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.