C4 Camelot: Tristano, Isotta e Dampyr

Attenzione! Il seguente articolo contiene spoiler da Dampyr #198-199.

Quando vide che Isotta aveva la sua camicia e che tra i due c’era una distanza, le bocche dell’uno e dell’altra non erano unite e vide la spada nuda che tra di loro li separava, Re Marco disse «Dio mio! Ma che significa questo?»

img_7766Il fascino della grande tragedia bretone arriva fino a noi, e penetra nella nostra cultura contemporanea, fin nelle sue frange più pop. L’amore oltre ogni limite della società e del decoro si mescola così agli universi narrativi già esistenti, piegando la narrazione verso nuovi filoni di eventi, ma non scostandosi in modo eccessivo dalle fonti letterarie. Tristano e Isotta sono due nomi scolpiti nella mente di milioni di lettori e spettatori cinematografici, gli amanti secondi solo come fama a Romeo e Giulietta. Sergio Bonelli Editore ci propone un adattamento a fumetti sulle pagine di Dampyr #198-199 e che qui cercheremo di sviscerare nei suoi punti fondamentali.

PARTENDO DALLA FINE

Forse qualcuno di voi avrà visto Camelot, serie tv di una sola stagione in cui si narravano le vicende del giovane Re Artù dopo la morte di Uter Pendragon, l’incontro con Ginevra e la creazione della Tavola Rotonda. dampyr-198Ora, questa produzione televisiva prendeva come base la Mort d’Arthur di Thomas Mallory, autore inglese del XV secolo: ed è proprio da qui che Dampyr inizia a raccontare la sua storia. Re Artù è morto in seguito all’ultima, grande battaglia contro il figlio bastardo Mordret, qui Medraut, come gran parte dei suoi fedeli cavalieri. Solo pochi si sono salvati, e tra di essi vi è Drustan, principe di Cornovaglia, figlio adottivo di Re Marco del Kent, il quale fa ritorno dal padre, portando in salvo l’unico erede di Artù, Llacheu , a Caerleon, sede della corona (benché la corte sia considerata negli antichi romanzi francesi, come itinerante). La caduta del sovrano è portatrice di guerre: irlandesi, pitti, pirati sassoni e gli stessi franchi di Clodoveo devastano la piccola e la grande Bretagna: qualcosa di più oscuro si annida però nelle terre del nord, un potere demoniaco e malvagio, uno stuolo di esseri vampireschi immortali. Il mondo arturiano e quello tristaniano collidono come nei grandi cicli in prosa del XIII secolo: eroi di differenti storie danno vita ad un mash-up unico, una narrazione coerente; una trama che Dampyr sfrutta, inserendola come parte storica nella sua continuity basandosi su un personaggio onnipresente, Lady Tremayne. L’immortale ha vissuto il mito e ne ha fatto parte in modo fondamentale.

PUNTI DI CONTATTO NARRATIVI

1470065606020Qui si inserisce la storia d’amore che tutti conosciamo, secondo le due versioni di Bèroul e Tomas, con alcune licenze poetiche: ad esempio Drustan è l’amante di Tremayne, ma il suo destino lo porterà altrove, salvando Yseut, giovane figlia di un malvagio signore nord-irlandese, la quale entrerà nel cuore del nostro protagonista e di suo zio Re Marco di Kernow, conducendo così alla tragedia. Due sono i capisaldi fondamentali della vicenda che gli autori del fumetto mantengono vivi: lo scontro con il Morholt e la caccia di Marco, rappresentati rispettivamente nel primo e nel secondo numero ed entrambi orchestrati in modo convincente. Il duello con la creatura umanoide intrisa di magia nera, un uomo colossale e dall’aspetto orrorifico, è la conseguenza del rifiuto del re di Cornovaglia di piegarsi a re Oenghus, tiranno che desidera in cambio della pace 5 fanciulle e 5 giovani in ostaggio accanto ad una grossa somma di denaro. Il combattimento si rivela essere quasi fatale per Drustan, offertosi volontario per aiutare il padre adottivo, ma grazie ad una spada incantata di Talliesin, amico e bardo della corte, sconfiggerà il mostro, rimanendone però ferito. La battuta di caccia di Marco mantiene invece un piccolo dettaglio presente nella storia originale, ovvero il guardiacaccia che scopre i due amanti adulterini ma che, invece di far giustizia seduta stante, chiama il suo sovrano.

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SENTIMENTI & AVVENTURA

Eppure questa non è una semplice trasposizione di china della leggenda, ma un vero e proprio adattamento ad un altro mondo narrativo, fatto di regole proprie. Cade dunque il filtro magico che creava artificiosamente l’amore fra l’eroe e la principessa, cade la pietà di Marco davanti alla coppia scoperta nel bosco e invece citata in apertura di questo pezzo; cade anche la tragica conclusione di tutta la vicenda, che spezza la storia sentimentale fra i due in modo eroico. Infatti sia Béroul che Tomas ci parlano del matrimonio di Tristano con un’altra Isotta, quella dalle bianche mani, realizzato per non tradire lo zio e compromettere il suo vero amore: cosa che qui gli autori non fanno, tacendo la vendetta della falsa Isotta sulla vera, e il gioco delle vele della nave, che porta Drustan a morire di dolore per la presunta scomparsa della donna da lui amata. Il contorno vampiresco sposta infatti l’attenzione su questo versante, tralasciando le caratteristiche più sentimentali a favore, com’è giusto che sia di quelle più avventurose. Si tratta in conclusione di una storia pienamente fruibile anche dal lettore medio, che però, come abbiamo visto, nasconde un sapiente utilizzo delle fonti letterarie, che speriamo di avervi fatto gustare, stimolando la vostra curiosità.

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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