A saucerful of colours: Prof. Bad Trip in mostra a Palazzo Velli Expo di Roma

Prof. Bad Trip
A saucerful of colours
Lesson #2
Palazzo Velli Expo
Piazza di Sant’Egidio 10, Roma
Inaugurazione venerdì 11 novembre alle ore 18

Fiore gigante - 120x80 - Acrilico su tela 2005

Fiore gigante – 120×80 – Acrilico su tela 2005

Tabularasa Teké Gallery di Carrara ha il piacere di presentare al pubblico romano A saucerful of colours, la grande retrospettiva dedicata all’opera del maestro spezzino Gianluca Lerici A.K.A. Prof. Bad Trip scomparso nel 2006. Dopo il grande successo della prima tappa espositiva carrarese, la mostra approda anche nella Capitale all’interno delle cinque sale espositive di Palazzo Velli Expo venerdì 11 novembre 2016, con oltre quaranta dipinti, poco conosciuti al grande pubblico, insieme a una serie di opere grafiche, sculture e altri oggetti come francobolli, poster, collage e complementi di arredo e di design.

 

Il percorso espositivo, che per questa seconda tappa si svolge sui due piani dello storico palazzo romano, ha l’obiettivo di riassumere tutto il lavoro del Prof. Bad Trip, dagli anni ’80 ai 2000, e la sua visione di ciò che è stata la controcultura punk e underground dagli anni ’70 ad oggi attraverso ogni forma d’arte, dalla pittura ai manufatti, i libri, i fumetti fino a toccare l’ambito musicale. Una critica feroce, disillusa, ironica di una società tentacolare e asfissiante votata a soffocare ogni tentativo di ribellione intellettuale.

Organismo mutante - 100x100 - Acrilico su tela 2001

Organismo mutante – 100×100 – Acrilico su tela 2001

Impressionante è la lotta combattuta sulla tela a colpi di colori contrastanti, acidi, estremamente saturi, perfetti da guardare con un paio di occhialini 3D anaglifi, che non possono non farci soffermare di fronte al delirio di dettagli e texture che coprono interamente ogni singola opera. I quadri del Professor. Bad Trip sono un urlo di emozioni contro un mondo che sta morendo, un flusso di coscienza che spara direttamente negli occhi tutti i pensieri di un’artista visionario che in ogni singola opera vuole condividere col suo pubblico una quantità di emozioni che sarebbe difficile descrivere a parole. Non a caso l’etimologia della parola visionario non è negativa perché il visionario è colui che con il suo intelletto, la sua “visione”, riesce a trovare soluzioni brillanti che possono cambiare e rendere migliore la vita dell’intera collettività. Una visione anche anticipatrice, che suona come un auspicio per le generazioni future, come un desiderio lungimirante quando nell’intervista Apocalittica, contenuta nello splendido catalogo della mostra e che risulta attualissima anche a distanza di molti anni, il Bad Trip dichiara:

Spero che, con l’avvento degli mp3, i cd diventino presto desueti e dimenticati.

La mostra è corredata da un catalogo a colori contenente gli occhialini 3D anaglifi per la visione delle opere pittoriche e una serigrafia in edizione limitata e numerata. Ad accompagnare tutto l’apparato fotografico delle opere in esposizione vi è poi il bellissimo testo critico di Matteo Guarnaccia e in appendice la versione integrale ed inedita dell’intervista apocalittica realizzata da Vittore Baroni al Prof. Bad Trip.

Space Cyclope - 50x100 -Acrilico su tela 2001

Space Cyclope – 50×100 -Acrilico su tela 2001

Saranno inoltre disponibili due serigrafie a colori, in edizione limitata e numerata, prodotte da Teké Gallery e tratte da due famose tele del Prof. Bad Trip.

Informazioni
Titolo della mostra: Prof. Bad Trip – A saucerful of colours
Inaugurazione: venerdì 11 novembre ore 18
Durata: da venerdì 11 novembre a sabato 3 dicembre 2016
Sede espositiva: Palazzo Velli Expo, Piazza di Sant’Egidio 10, 00153 Roma
Orari: lun. – ven. 10 – 19, sab. e dom. chiuso

Lo stano caso del Dottor Lerici e del Prof Bad Trip
Matteo Guarnaccia

L’appassionante progetto artistico di Gianluca Lerici, si è svolto, come quello di Plinio il Vecchio, rasente alla bocca di un vulcano in eruzione, magari indossando occhialini dalle lenti rosso blu 3D, per non perdersi nulla del cataclisma in atto. Il piano programmato da questo tenace ex coltivatore di mitili di La Spezia, si rivela in tutta la sua malizia sin dalla scelta di uno scorticante – Bad Trip – il cui significato, per chi fosse a digiuno di culture dopate, fa riferimento alle problematiche che possono emergere in seguito a un’esperienza negativa con l’acido lisergico; quelle situazioni in cui il viaggiatore invece di godersi un senso di oceanica empatia con il creato, avendo come compagni di avventura bodhisattva, unicorni e arcobaleni, si ritrova scaraventato in un orribile rave claustrofobico tra demoni malnati e puzzolenti.

Raggiunta l’età giusta per arruolarsi in una subcultura, si accorge che è troppo tardi per diventare un hippie, quando vede la hendrixiana trasformarsi nello smog diossinico dei fuochi dei pneumatici ai bordi delle statali, e le buone vibrazioni californiane nel ronzio del frigorifero di casa che sta partendo. Viste le premesse non può che innamorarsi della scena post-punk dei Dead Kennedys e degli Angry Samoans (che tra l’altro incidevano per l’etichetta “Bad Trip Records”). In questa veste il nostro si esibisce sul palco e poga a ripetizione in locali improbabili della no flight zone che si stende tra gli svincoli autostradali della Cisa e la suburbi a della Lunigiana, sviluppando una sana e produttiva rabbia per “la volontà dei ceti culturali di tutti i partiti politici e di tutte le istituzioni italiane di cancellare la storia dei movimenti degli anni precedenti lasciandoci senza futuro e senza passato”. La sua missione, portata a compimento, è ricercare il missing link tra le diverse sensibilità che la cultura alternativa ha espresso nel tempo, per rivendicare con fierezza che i suoi anni ’90 non sono altro che gli anni ’60 upside down. Un’attitudine pirotecnica lo spinge a diventare un agitprop nel bizzarro mondo delle autoproduzioni underground. Usa inchiostro nero pece che odora di vinile, disegna con sublime pignoleria, diffonde la sua opera esagitata sotto forma postale, xerox, ipodermica, discografica e tessile (le t-shirt!). In lui si fondono due visioni: quella di un Wogelmut in felpa nera e di un Douanier elettrico. Entrambi non hanno più dinanzi a loro né la fede né una natura rigogliosa come nel modello originale, ma un mondo cannibalizzato dalla produzione capitalista, dove l’anatomia degli esseri umani rivela sempre più spesso segni d’implantologia e l’introduzione forzata di sostanze sospette nel sistema nervoso. La modalità espressiva di Gianluca Lerici è allo stesso tempo primitiva e moderna, colta e popolaresca, raffinata e canagliesca, è un mix di angst esistenziale e stupore infantile. Un segno impeccabile applicato a mano ferma sull’epidermide della contemporaneità con un ago arruginito. Il suo è un classico bianco e nero da xilografia, erede diretto della potente iconografia protestante tedesca, in particolare di quella legata alla “Totentanz”, madre di tutte le devianze underpop, e così cara agli espressionisti. Sbrigativamente etichettato come artista cyber-punk (a dispetto della sua aperta ostilità verso il mondo digitale) è da considerarsi a tutti gli effetti come un perfetto esponente dell’arte popolare a sfondo sociale. Nella felice tradizione di José Posada o Frans Maseerel, Gianluca è un moralista che visiona alla moviola scismi, dubbi e apocalissi, svillaneggiando i mali del mondo; è un monaco senza dio né padroni, un techno-amanuense che ha redatto una versione hardcore della “Biblium Pauperum”, sbraitando coi suoi pennelli anatemi contro il potere che, giorno dopo giorno, va calpestando (con scarponi catodici chiodati) la sovranità della nostra psiche. La sua è una visione labirintica dove l’optical sposa il vudú; un prodotto di sintesi di una sensibilità febbricitante e ipocinetica che, mimando intossicazioni chimico-alimentari, immagina il presente attraverso gli occhi di un biscazziere che sa che i giochi sono fatti e che i dadi sono truccati. Ha persino l’ardimento di ridurre a fumetti di William Burroughs, il cui successo gli permette di accedere allo stato di pop celebrity, allargando i suoi cerchi di contaminazione a livelli di visibilità sempre più ampia.

Le tele psicoattive, brulicanti di vita stupefacente come reef corallini, sono il compendio della sua fissazione per le mutazioni organiche. Qui sfida sfacciatamente le teorie sul colore di Albers, attizzando risse cromatiche e vertigini ottiche, rielabora le forme scoperte al microscopio da Haeckel o i pupazzi asessuati di Jacovitti e Depero. Il campo di azione della sua indagine è la fragile no man’s land che si estende tra psichedelia e psicosi; il suo cervello è una Kronstadt interiore sotto assedio, in cui resiste barricato, un improbabile universo canagliesco composto da teneri mostri da baraccone, deformati, ingolfati di spezie e abbruttiti da overdose di realtà parallele. Come il regista Tod Browning, Gianluca difende l’umanità dei “Freaks” contro la mostruosità e la nequizia della gente di plastica. In fondo al percorso c’è tempo per una sorpresa, il vero colpo di scena narrativo, è scoprire che l’artista ha intrapreso il suo Brutto Viaggio con grande amore e rispetto per gli altri passeggeri che hanno scelto di accompagnarlo. Per quanto si applichi nell’interpretare il ghigno sfrontato con cui ha deciso di presentarsi al mondo – un’interessante variante della mimica di Sid Vicious o meglio dell’Elvis “hound dog” – non riesce a celare del tutto il suo sorriso da piccolo teppista gentile.

Gianluca Lerici – Professor Bad Trip
Profilo biografico a cura di Vittore Baroni, Stefano Dazzi Dvořák e Jenamarie Filaccio

Nato alla Spezia il 21 maggio 1963, figlio unico di padre marconista navale e madre “casalinga apprensiva e iperprotettiva”, “muscolaio” (insacchettatore di cozze) l’estate e studente irrequieto il resto dell’anno, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 Gianluca Lerici è conosciuto nella sua zona come “Gianluca Punk”. DJ dai gusti provocatori per la libera Radio Popolare Alternativa a La Spezia dal 1979 al 1983, tra il 1980 e il 1982 egli è difatti attivo anche come cantante nel gruppo hardcore punk Holocaust (dopo qualche anno di rodaggio nella scalcinata band liceale Putrefax), prendendo parte così alla scena italiana del punk più estremo e politicizzato, nell’ambito di quello che sarà poi noto come il Granducato Hardcore. Ritagliando immagini da riviste e libri di storia, Gianluca crea la sua prima fanzine fai-da-te, “Anarchy”, due soli numeri in fotocopia con collage che occhieggiano a Winston Smith (l’ammirato grafico in residenza della Alternative Tentacles dei Dead Kennedys). Tra i vinili punk che ama collezionare, c’è anche il primo album della band hardcore californiana The Angry Samoans, Inside My Brain, uscito nel 1980 per la Bad Trip Records: la vita ci elargisce spesso dei “cattivi viaggi” e quindi, in ossequio alla disincantata attitudine nichilista delle tribù punk, Lerici decide di firmare le proprie creazioni grafiche con la sigla Bad Trip Productions.

Assieme all’amico Benzo del gruppo punk spezzino Fall Out, conosciuto nel ’78 all’uscita di scuola e già compagno di svariate avventure musical-movimentiste, Lerici produce poi la fanzine punk “Archaeopteryx”, in puro “stile Crass”, di cui escono una manciata di numeri tra il 1981 e il 1984 (i primi due in eliocopia, i successivi stampati presso la tipografia anarchica di Carrara), una pubblicazione del tutto organica alla vivace sottocultura hardcore punk dell’epoca (ma a Gianluca capita anche, durante una diretta radio, di cantare Mongoloid dei Devo). Come Bad Trip, Lerici inizia a creare grafiche e articoli per fanzine, disegnando anche magliette autoprodotte e volantini per concerti della scena punk della Lunigiana. Negli stessi anni, partecipa a manifestazioni di movimento e azioni di protesta, entrando più volte in conflitto con le autorità e le istituzioni preposte: viene denunciato per occupazione di centro sociale, danneggiamento, corteo non autorizzato, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, collezionando sette diverse denunce (e un totale di quattro giorni di carcere). Nel 1983 conosce Jenamarie Filaccio, giovane scultrice americana e futura inseparabile compagna di vita.

Nel 1987, come componente del trio Azione Aliena, Lerici partecipa ad un concerto al centro sociale Kronstatd di La Spezia (in parte documentato su cassetta) e produce materiali grafici per l’omonimo foglio/fanzine “Azione Aliena”. L’anno successivo, assieme all’amico Tingis collabora con disegni, impaginazione e altro alla fanzine “Stanza 101”, stampata a Carrara, per il cui primo numero scrive anche l’articolo “Riciclart!”, sulle tecniche di riciclaggio in ambito artistico dai collage dada ai nostri giorni.

Lasciato per “incompatibilità caratteriale” il liceo scientifico, Gianluca si trasferisce al liceo artistico di Carrara e frequenta in seguito la locale Accademia di Belle Arti dove, dopo un primo anno con indirizzo pittura, si diploma in scultura nel 1988. All’epoca dei corsi in Accademia, in polemica con l’apatia e l’ignoranza dei docenti e dell’intero ambiente studentesco nei confronti delle nuove tendenze dell’arte contemporanea, Lerici si autoproclama Professore, diventando definitivamente il Prof. Bad Trip.

Terminati gli studi, a cavallo tra anni ’80 e ’90 il giovane artista affina il proprio peculiare stile grafico dalle spesse e volitive linee nere, ispirato da autori leggendari della tradizione fumettistica underground e popolare (Basil Wolverton, Ed “Big Daddy” Roth, Robert Crumb, Robert Williams, Magnus, ecc.), ma anche dalle controculture rock e psichedeliche, dai film anomali e inquietanti di David Cronenberg e David Lynch, dalla fantascienza distopica di scrittori come William S. Burroughs, J.G. Ballard e Philip K. Dick, diretti precursori dell’immaginario “cyberpunk” di William Gibson e Bruce Sterling. Il lavoro incessante e il segno rugoso e allucinato sempre più inconfondibile, conducono ben presto Gianluca ad ampliare il raggio delle sue collaborazioni ben oltre i confini della scena hardcore della Costa Ovest. Uno stretto sodalizio si stabilisce in particolare coi membri del collettivo milanese delle edizioni ShaKe, guidato da E. “Gomma” Guarneri e Raf Valvola, per la cui “rivista internazionale underground” “Decoder” Lerici realizza numerosi e allucinati collage di copertina, deliranti storie a fumetti di coatta degradazione punk e orwelliane illustrazioni tecno-tribali.

Grazie alla visibilità di “Decoder”, una delle più note e apprezzate fanzine italiane dell’epoca, l’arte del Prof. Bad Trip (che pur non fa alcun uso di computer) viene sempre più identificata – e indotta ad identificarsi – con le problematiche del movimento cyberpunk, in piena espansione nei primi anni ’90, auspicando una fusione di tradizioni controculturali libertarie e nuove tecnologie informatiche ed introducendo inedite figure ribellistiche (come quella dell’hacker). Si ampliano di conseguenza per Lerici anche i contatti e le collaborazioni con altre case editrici, nel settore del fumetto indipendente e dell’illustrazione (R&R Editrice) o vicine alle culture antagoniste (AAA Edizioni, Castelvecchi, Stampa Alternativa, Manifesto libri), ma senza trascurare i rapporti con grandi editori come Mondadori, per cui l’artista realizza numerose copertine (tra le più note, quelle per i primi libri di Niccolò Ammaniti). Nel tempo, Gianluca avrà modo di occuparsi delle copertine di alcuni dei suoi autori di riferimento, come il teorico del situazionismo Guy Debord (per gli Oscar Mondadori) e l’autore di fantascienza P.K. Dick (per Agenzia X), lo scrittore di storie del mistero Edgar Allan Poe (I Miti Mondadori) e il “nome multiplo” Luther Blissett (Mondadori, AAA Edizioni).

In particolare, Lerici realizza numerose illustrazioni per vari libri e pubblicazioni anomale delle AAA Edizioni degli amici Piermario Ciani e Vittore Baroni, completando nel 1996 le 48 “mostruose” cartoline in bianco e nero dell’originale libro da ritagliare Freak Shock, purtroppo mai giunto a pubblicazione. Tavole di Prof. Bad Trip appaiono anche su popolari riviste con distribuzione in edicola come l’influente “Frigidaire” (Stefano Tamburini è uno degli autori di culto di Gianluca) e “Tempi Supplementari”, i mensili musicali “Rockerilla” (dove cura la “rubrica di ossessioni e spazzatura culturale” “Trash”, su testi di Vittore Baroni) e “Rumore” (la strip “Rumore”), “Pulp libri”, “Tic”, ecc. Parallelamente, continuano le collaborazioni “militanti” con una gran quantità di fanzine, fogli politici di movimento e pubblicazioni sotterranee, che spesso sfoggiano disegni di Bad Trip in copertina: “Vinile”, “DeriveApprodi”, “Perterra”, “Insekten Sekte”, “Delirio”, “Underground”, “Cyber Zone”, “Techno Body Way”, “Amen: this is religion”, “Aparte”, “Next Exit”, ecc. ecc.

Assecondando la propria passione per la musica rock e la sperimentazione sonora, Gianluca crea inoltre negli anni un’infinità di copertine discografiche, locandine, poster e magliette per un gran numero di gruppi punk e formazioni dell’area industrial-elettronica (Fall Out, Polvere di Pinguino, Nuts, Double Deck 5, Starfuckers, Meathead, Zeni Geva, The A-10, Officine Schwartz, Psychic TV, Le Forbici di Manitù, Evolution So Far, Gargantha, Radio Zero, ecc.). Accetta poi da una nota etichetta di La Spezia commissioni commerciali per la realizzazione delle copertine di numerosi bootleg e dischi dal vivo non ufficiali di leggende del rock (The Who, Jimi Hendrix, Frank Zappa, Led Zeppelin, Van Halen, Yes, Santana, AC/DC, ecc.), ideando per alcuni di questi pure elaborati libretti illustrati. Molti anche i manifesti e lavori grafici realizzati per Centri Sociali dell’intera penisola, da Milano a Palermo, e per feste e manifestazioni dell’area anarchica (a cui, per le sue schiette convinzioni anarco-libertarie si sentirà sempre molto legato), o per situazioni congeniali come l’associazione culturale Katodik Karma di La Spezia (per una più completa lista annotata di collaborazioni e pubblicazioni, si veda l’articolata sezione dedicata a Gianluca Lerici del sito www.gomma.tv curato da E. “Gomma” Guarneri).

Dal settembre 1989, Gianluca svolge a Salerno il servizio di leva obbligatorio presso l’89a Brigata di Fanteria “Salerno”, per cui ha l’incarico di disegnare, nel suo stile fumettistico solo blandamente camuffato, il calendario ufficiale del 1990 (oggi una rarità per collezionisti). Durante la naja continua a realizzare tavole, disegni e collage seppure in condizioni precarie, utilizzando anche timbri e cancelleria sottratta agli uffici militari. Appena concluso il servizio militare, Gianluca trova impiego presso un liceo artistico privato di La Spezia dove insegna per un anno materie artistiche, divenendo a tutti gli effetti “Professore”, un’esperienza che ripeterà in seguito tenendo un corso presso il NABA (Nuova Accademia di Belle Arti) di Milano.

A cavallo tra gli anni ’80 e ’90, Bad Trip registra alcune cassette “casalinghe” in tiratura limitata, suonando assieme a Jena con tastierine elettroniche e strumenti giocattolo ed utilizzando le sigle di vari gruppi fantasma (Garbage Pail Kids, The Body Parts, The Bad Trips, ecc.). Gianluca ama inoltre esibirsi in feste private e situazioni pubbliche nelle vesti di disc jockey, attingendo i vinili dalla sua cospicua collezione e adottando diverse denominazioni (Prof. Bad Trip DJ, Vinyl Junkie DJ, Jocko Homo DJ, DJ Partizan, ecc.) in rapporto ai diversi generi di musica proposti, che spaziano dal pop-trash dei ’50 alla psichedelia classica, dalla musica folk politica italiana dei ’60-’70 all’hardcore techno più pestona. Per Halloween può capitare spesso di imbattersi nei dj-set di Gianluca alla Scaletta o al Portrait Cafè di La Spezia, ma il Professore prepara anche vere e proprie esibizioni a tema, come la selezione di musiche robotiche (elettronica ’70, industrial ’80, techno-trash ’90) che nel 1999 presenta sotto il titolo Il garage ermetico alla Galleria del Museo dell’Arredo Contemporaneo di Russi (Ravenna).

Nel 1991 Lerici completa la storia a fumetti “Dirk Dare the Dark Surfer” su testi di Baroni per un progetto dell’etichetta discografica milanese Vox Pop / Pop Eye, mai giunto a pubblicazione, che prevedeva un albo con allegato il singolo in vinile a 45 giri del brano “Island of the Surfin’ Zombies” direttamente ispirato al fumetto, già registrato dalla band Sixties ravennate Franz & I Vigliacchi. Nello stesso anno, l’artista partecipa al progetto collettivo Stickerman, lanciato da Piermario Ciani, realizzando una serie di strip con le avventure del supereroe in calzamaglia Stickerman, il “primo fumetto autoadesivo” da appiccicare nel tessuto urbano quale forma di (micro)street art.

Nel 1992 le edizioni ShaKe pubblicano in volumetto cartonato Il pasto nudo a fumetti, liberamente ispirato all’omonimo e controverso romanzo (più volte sequestrato per oscenità) del leggendario scrittore William S. Burroughs e introdotto da un’intervista inedita alla paladina della Beat Generation Fernanda Pivano, una visionaria discesa negli abissi della dipendenza da droghe pesanti che resta a tutt’oggi l’opera più nota di Prof. Bad Trip.

Trasferitisi agli inizi dei ’90 nel paesino di Castelpoggio, in provincia di Carrara, Gianluca e Jenamarie approntano qui un piccolo laboratorio casalingo per stampa serigrafica (detto scherzosamente “prigione cubana”), sperimentando su carte, stoffe, pvc adesivi e sui più vari materiali anche mediante xilografie, timbri incisi a mano e altre innovative contaminazioni di tecniche diverse. La sede di Castelpoggio – in cui vengono auto-prodotte a getto continuo edizioni di cartoline, poster, figurine, adesivi, francobolli, micro-comics, magliette, ecc. – assume il nome di Organic Mutation Institute, una pseudo-istituzione fantastica che si ripromette di preservare e promuovere immagini relative a creature che hanno subito mutazioni organiche (per cause genetiche, disastri ecologici, guerre chimiche, ecc.). Dall’antico borgo alle pendici delle Alpi Apuane, Lerici intreccia contatti, scambi e collaborazioni artistiche con decine di autori internazionali parte del circuito planetario della mail art o del frastagliato universo del fumetto underground, attivando sinergie in particolare col milanese Matteo Guarnaccia (figura storica dell’underground tricolore) e col disegnatore olandese Marcel Ruijters, autore con cui realizza pure alcune tavole a quattro mani (vedi la copertina del libro/rivista La Bestia 1. Narrative invaders!, edito nel 1997 da Costa& Nolan). Proficuo anche l’incontro col collezionista e storico della cartolina romano Enrico Sturani, che a Bad Trip commissiona e pubblica svariate cartoline, coinvolgendolo in diverse iniziative.

I contatti del network postale portano alla pubblicazione di lavori anche su varie riviste, fanzine e raccolte internazionali. Il Prof. è, ad esempio, l’unico autore italiano incluso con due illustrazioni in Revelation X (Fireside / Simon & Schuster, New York 1994), seconda “bibbia” antologica della Church of the SubGenius di J.R. “Bob” Dobbs, un sotterraneo e satirico anti-culto popolarissimo in nordamerica poi introdotto al pubblico italiano dal volume La Chiesa del SugGenius (Prog Edizioni, Sarzana 1997) a cura di The SubJesus, Guido Slitta e Khiko, per cui Lerici realizza la copertina e varie illustrazioni.

Tra il 1994 e il 1996, Gianluca dà vita a La Spezia con Jena, Chicco Crash e Massimo alle edizioni Comicland, un centro indipendente di distribuzione per libri e fumetti di varie case editrici alternative che produce anche in proprio quattro antologie sul modello dei classici albi di comix underground statunitensi (alla “Zap”). Presentando fumetti editi e inediti di Bad Trip e altri autori, gli albi (Bad Trip Comix, Double Dose, Bad Mutants e Psycho) riscuotono un notevole successo sotterraneo. Restano incompiute, per la cessata attività di Comicland, due antologie già programmate sui temi The Beast e Paranoid Hallucinations, così come un “gioco dell’oca apocalittico” già pronto alla stampa nel 1995 (il progetto di un “gioco in scatola” verrà in seguito rielaborato e proposto per pubblicazione come strenna natalizia a Mondadori, senza successo).

Comicland cura anche la distribuzione di originali magliette, poster, serigrafie, cartoline e set di figurine di Prof. Bad Trip. Quello delle “trading cards” autoprodotte, versione alternativa delle tradizionali figurine di calciatori, è un settore che intriga particolarmente l’artista, il quale nel corso degli anni ’80 e ’90 realizza e stampa in tiratura limitata varie serie tematiche, dai protagonisti cibernetici e mutanti dei suoi fumetti alle “Rockstars of Tomorrow”, dalle figurine di musicisti rock da culto realizzate per “Rumore” alle 16 “Trash Trading Cards” orrorifiche accluse nel 1990 al n. 62 della rivista di mail art “Arte Postale!”.

Senza mai abbandonare del tutto il disegno a china, dai primi anni ’90 Lerici si dedica sempre più intensamente alla pittura, realizzando opere su tela in varie dimensioni, perlopiù dipinte in vividi colori acrilici, che inizia ad esporre in mostre per spazi pubblici e privati. L’autore avvia in particolare una stretta collaborazione con la galleria Mascherino diretta a Roma da Stefano Dello Schiavo, che lo vede proporre nel 1995 la sua prima personale di alto profilo, Professor Bad Trip – Mostra di Psicopitture, seguita da una seconda personale nel 1997 e nel medesimo anno da Brain Danger in coppia con Jenamarie Filaccio (sculture in marmo di Jena e quadri di Gianluca), più varie altre collettive ed eventi organizzati dalla galleria capitolina. Un’altra mostra a due, con maschere/sculture di Jena dipinte da Bad Trip è poi Wall-Heads (1998) presso il circolo Cabaret Voltaire di La Spezia, a testimonianza del peso dell’influenza reciproca tra le poetiche dei due artisti. Tra le molte mostre collettive a cui il Professore prende parte, figurano Blood Runner (Rave hangar Fiat, Roma, 1995) e D.E.V.O. – Dinamiche Evolutive Visioni Organiche (Galleria Giulia, Roma, 1996).

Nel 1997, Gianluca e Jena lasciano Castelpoggio e si trasferiscono nuovamente in un appartamento nel centro della Spezia. Difficile ormai tenere il conto delle mostre personali e collettive che si succedono senza pause, da quelle spezzine (ad esempio, Pitture e grafiche psicotrope a PerForm Arte Contemporanea nel 2002) a quelle in giro per l’Italia, come la personale al Crossing Arte Club di Portogruaro (Venezia) e Illusione ottica presso il Futurarium di Milano, entrambe del 2001, o l’anno successivo la mostra/performance Hotel Madison room 666 in compagnia di Alberto Biagetti e Luigi Berardi, all’Hotel Madison di Milano. In occasione delle diverse esposizioni, hanno modo di scrivere dell’opera di Bad Trip vari critici e addetti ai lavori attenti ai nuovi sviluppi dell’arte contemporanea più vicina alle sub-culture pop (dal Pop Surrealism all’arte Lowbrow): Matteo Guarnaccia, Carlo Branzaglia, Pablo Echaurren, Gianluca Marziani, Roberto Rossini, Boris Brollo, Olivia Cozzani, Luca Raffaelli, ecc.

Mantenendo un saldo trait d’union con la cultura popolare vintage di cui è appassionato ed esperto, Lerici realizza molti suoi quadri con vividi colori complementari che producono effetti “lisergici” e illusioni di profondità, soprattutto se osservati attraverso gli occhialini bicolori usati fin dagli anni ’50 per la visione di fumetti e film in 3D (a volte, un paio di occhialini rosso/verdi viene fissato direttamente alla tela tramite una cordicella). I temi preferiti dei dipinti, non di rado accostabili tra loro in dittici, trittici e installazioni multiple anche di rispettabili dimensioni (il trittico anti-militarista “Shoot Kill Shoot” ad esempio misura cm. 60×240), sono gli stessi della produzione di fumetti, illustrazioni e collage, ma stilizzati e sintetizzati in icone di esemplare potenza: simbologie della tradizione psichedelica (occhi, teschi, funghi allucinogeni), robot semi-umani e altri incubi tecnologici, demoni e inquietanti divinità pagane, spauracchi di guerrafondai, ricchi capitalisti e prelati corrotti, freaks mutanti, giganteschi insetti antropomorfi, creature aliene, ecc. Si avvicendano poi negli anni nuove serie tematiche, spesso legate ad una compenetrazione organica di natura e tecnologia: profondità spaziali solcate da meteore e astronavi, un acquario abitato da pesci psicotici e piante gommosamente minacciose, forme floreali inusitate e macroscopici ingrandimenti di cellule policrome colte in bizzarri processi di clonazione.

Nel 2002, a dieci anni dal libro di esordio Il pasto nudo, Mondadori pubblica negli Oscar l’antologia di fumetti e illustrazioni Almanacco apocalittico, con un’intervista a Prof. Bad Trip firmata dal “multi-individuo” Luther Blissett. Nello stesso anno, presso la Mondo Bizzarro Gallery di Bologna vengono esposti quadri e grafiche del Professore nella mostra Psychedelic Solution. Nel frattempo, negli anni 1998-2000 il musicista contemporaneo goriziano Fausto Romitelli (prematuramente scomparso nel 2004) compone una delle sue opere più rappresentative, la trilogia Professor Bad Trip ispirata dalle tavole di Gianluca. L’opera viene incisa e pubblicata su cd nel 2003 dall’ensemble belga Ictus, nell’album intitolato Professor Bad Trip su etichetta Cypres.

Nei primi anni del nuovo millennio, oltre che nel disegno, nella pittura e nella scultura, Lerici si cimenta con rinnovato entusiasmo anche in una serie di progetti di design per esposizioni di livello internazionale. Realizza un vestito da “dopobomba” per un manichino che riproduce a dimensioni naturali l’artista, nell’ambito della rassegna collettiva Dressing Ourselves a cura di Alessandro Guerriero per la Triennale di Milano del 2005 (catalogo Charta), mentre nell’aprile 2006 “fodera” di suoi pattern un’intera stanza per la mostra Remida alla Galleria Cernaia di Milano. Vengono poi prodotte borse in tiratura limitata per Yoox e altri elementi di design e arredo (tappeti, cuscini, kimono, pattern per tessuti, sedie, tavolini, lampade e mobili “illustrati” in stile Bad Trip).

Per incrementare questo tipo di produzioni, Gianluca e Jena danno avvio nel 2004 in uno studio-laboratorio a Bottagna (frazione del comune di Vezzano Ligure, nella campagna spezzina) al progetto “Gli Insoliti Ignoti”, un collettivo artistico che si occupa di “arte sociale e libertaria, riciclaggio, produzioni a bassa tecnologia e design dell’accatto”. Nella show-room del gruppo, composto oltre che dalla coppia da Alessandro Donini e Andrea Berti, trovano posto pitture, sculture, incisioni, collage, t-shirt, mobili, lampade psichedeliche e altre suppellettili, spesso materiali di scarto restaurati e riadattati con interventi grafici. Gli Insoliti Ignoti organizzano installazioni e video-party nel loro spazio a Bottagna, ma curano anche mostre e interventi multimediali in diverse situazioni, come la collettiva di arte underground Intersezioni 2 al C.S. Interzona di Verona (2004) o la rassegna Estraneamente 2 alla Fortezza di Sarzanello (2005) e la collettiva Saluti dalla Costa Ovest al C.S.O.A. Cox 18 di Milano (2005).

Fin dai primi anni ’80, Gianluca ama eseguire dipinti murali in spazi di movimento in giro per l’Italia, sull’esempio del grande affresco creato all’entrata del Kronstadt, ex-scuola e primo centro sociale occupato di La Spezia. Il murale più noto dell’artista è però il caleidoscopico mosaico realizzato proprio sul soffitto dello show-room degli Insoliti Ignoti, definito da più parti “la Cappella Sistina dell’underground”. Le attività del gruppo vengono annunciate dal 2005 tramite il bollettino gratuito “L’isola degli Ignoti” che, conclusa quell’esperienza, si trasforma nel 2006 nella micro-zine gratuita “L’Isola del Professore”. Di quest’ultima, escono tra l’agosto e il novembre 2006 ben sette numeri, per aggiornare in tempo reale sulle nuove attività e produzioni dell’artista. Il quarto numero della zine contiene un personaggio da ritagliare e abbigliare con un fantasioso “vestito d’artista per guerre psichiche”, mentre il n. 7 informa di una mostra ancora in fase di preparazione, Nexus, con teste androidi dipinte in omaggio a P.K. Dick.

Nel 2005, Lerici vince a Livorno il prestigioso premio Ciampi “L’altrarte”, firmando tra le altre cose un evocativo ritratto del cantautore Piero Ciampi. Sempre attivissimo localmente, per la sola Osteria dei Fondachi di Sarzana realizza, tra il 2004 e il 2005, oltre venti spettacolari locandine per diversi concerti organizzati nel locale. Nel gennaio 2006, l’artista avvia il progetto musicale Greetings From Hell, che prevede la recitazione di un cut-up di testi anarco-patafisici-neo situazionisti da parte del Professore su basi elettroniche e “psichedelia malata” remixate da vari d.j. (M16, Christo e The Kingdom, ovvero il fido collaboratore Emiliano Ponzanelli), con aggiunta di video-clip realizzate dalla V.J. Signorina Rottermeier (ad esempio, animazioni con pupazzetti e piccoli robot creati da Bad Trip che ballano la musica techno). Lo stesso anno il Professore cura per il centro sociale Cox 18 di Milano una sua mostra retrospettiva, presenziando il 15 novembre all’inaugurazione e alla concomitante presentazione del libro collettivo Lumi di punk (Agenzia X) curato da Marco Philopat, a cui partecipa con un intenso testo autobiografico. Per Cox 18 l’autore realizza anche le tavole originali di Saluti dall’inferno, un originale calendario per l’anno 2007 coi volti di vari “dannati” del rock (oltre a quelli di personaggi che hanno fatto dannare noi in vita, come G.W. Bush e Silvio Berlusconi), pubblicazione che però non avrà il piacere di poter sfogliare alla parete.

Gianluca Lerici muore difatti stroncato da un infarto il 25 novembre 2006, all’età di 43 anni, lasciando in eredità una incomparabile e sconfinata produzione artistica, un labirintico mosaico di espressioni nei più diversi media, con esplosivi cromatismi e abbacinanti contrasti optical in b/n che ci raccontano la fine della civiltà contemporanea e la sua incerta rinascita in inedite prospettive distopiche, attualizzando le culture visionarie dei ’60 ma anche temi classici della grande arte popolare a sfondo sociale. L’arte fiammeggiante del Prof. Bad Trip non si spegne però quel giorno, così come non si chiude il terzo occhio inciso a sangue su tre decenni di perbenismo e ignavia culturale, dai plumbei ’70 ai narcolettici anni Zero.

Per ricordare Gianluca, già unanimemente considerato uno dei più importanti artisti visivi underground della scena italiana ed europea degli ultimi decenni, nel 2007 e 2008 vengono approntate a cura di Jenamarie Filaccio e delle edizioni ShaKe due antologie, L’arte del Prof. Bad Trip e I fumetti del Prof. Bad Trip, che raccolgono un’ampia e significativa campionatura della produzione artistica e fumettistica dell’autore. Nel 2008, la Biennale Europea di arte contemporanea Manifesta 7 dedica a Bolzano un omaggio all’artista scomparso, celebrandolo come figura di rilievo della cultura cyberpunk.

Preceduta in città nel maggio 2009 dalla mostra Ricordando Gianluca Lerici presso il Raisart Studio, dal 26 settembre 2009 al 24 gennaio 2010 il Centro Arte Moderna e Contemporanea CAMeC di La Spezia – su impulso di una “petizione popolare” che rapidamente raccoglie centinaia di firme – organizza l’ampia retrospettiva Prof. Bad Trip – La rivoluzione visuale di Gianluca Lerici, a cura di Jenamarie Filaccio e Doriana Carlotti, con corollario di vari eventi e conferenze che analizzano la sfaccettata carriera dell’artista.

Negli anni seguenti, vengono allestite numerose altre mostre e tributi sia a La Spezia (al Circolo Anarchico Binazzi nel 2011, ad esempio) che in altre città italiane (alla Traffic Gallery di Bergamo tra 2010 e 2011, alla Galo Art Gallery di Torino tra il 2011 e il 2012) ed europee (presso la Xlab Corrosive Art Farm di Berlino nel 2010). Nel 2014 Lerici giunge per la prima volta al Sud d’Italia con l’esposizione La musica disegnata di Gianluca Lerici – Professor Bad Trip al Palazzo Caputi di Ruvo di Puglia, curata dall’associazione culturale La Mancha. Sul fronte musicale, nel 2012 l’etichetta newyorkese Tzadik pubblica l’album postumo Anamorphosis di Fausto Romitelli (con Talea Ensemble), che riporta in copertina il dipinto Half Human di Lerici. Nel 2014, il vol. 24 n. 3 della rivista di musica contemporanea canadese “Circuit”, interamente dedicato a Romitelli, ha in copertina e all’interno illustrazioni di Prof. Bad Trip.

Nel gennaio 2015 opere di Lerici e Filaccio vengono esposte congiuntamente a Pietrasanta dalla galleria Dovedesign, sotto il titolo Prof. Bad Trip & Good Jena. Nei primi mesi del 2016, nel decennale dalla scomparsa dell’artista, la Fondazione Cassa di Risparmio di La Spezia ospita invece presso lo Spazio 32 la mostra Professor Bad Trip’s Illustrated World. Tra i vari incontri ed eventi concomitanti, il Teatro Civico di La Spezia presenta un concerto tributo, ad ingresso gratuito, con l’esecuzione dell’opera Professor Bad Trip di Fausto Romitelli da parte dell’Eutopia Ensemble.

Gianluca Lerici – Professor Bad Trip – Pubblicazioni selezionate

  • Il pasto nudo, ShaKe Edizioni, Milano 1992
  • Mondo Tecno, R&R Editrice, Spoleto 1993
  • Bad Trip Comix, Comicland, La Spezia 1994
  • Double Dose, Comicland, La Spezia 1994 (con Matteo Guarnaccia)
  • Bad Mutants, Comicland, La Spezia 1995 (con autori vari)
  • Prof. Bad Trip’s Cybercards, Comicland, La Spezia 1995 (cofanetto di 30 figurine)
  • Psycho, Comicland, La Spezia 1996
  • Underground Masters, Comicland, La Spezia 1996 (ristampa congiunta, con diversa copertina, di Bad Trip Comix e Double Dose)
  • Italian Mutant – Pop Art, Mondo Bizzarro, Roma 2000 (con Dast, Massimo Giacon, Stefano Zattera)
  • Almanacco apocalittico, Mondadori, Milano 2002
  • Saluti dall’inferno – Calendario 2007, Cox18 Books, Milano 2006
  • L’arte del Prof. Bad Trip, ShaKe Edizioni, Milano 2007
  • I fumetti del Prof. Bad Trip, ShaKe Edizioni, Milano 2008
  • L’agenda del Professor Bad Trip, autoprodotto, La Spezia 2014
  • Professor Bad Trip’s illustrated world, Spazio 32, La Spezia 2016

Gianluca Lerici – Professor Bad Trip – Discografia

  • Aa. Vv., Assillo Politico (cassetta, Play At Your Home Records 1982) 5 brani degli Holocaust
  • Aa. Vv., Dark Movements n. 1 (cassetta, Oscuri Prodotti Records 1982) 1 brano degli Holocaust
  • Aa. Vv., Some Waves (cassetta, Graf Haufen Tapes 1983) 1 brano degli Holocaust
  • Azione Aliena / Yellow Yawn, Mostruosità Acquisita (cassetta, Alien-Action Tapes 1987) split tape con 8 brani di Azione Aliena (Prof. Bad Trip, Tingis e Plattinum Titti)
  • Aa. Vv., Batmaniacs On The Loose (cassetta, Trash Tapes 1989) 1 brano dei Garbage Pail Kids
  • Aa. Vv., Soundtrekking For Mutants (cassetta, Trash Tapes 1989) 2 brani dei Garbage Pail Kids
  • Garbage Pail Kids, Garbage Pail Kids (cassetta, Sub-Trash Tapes 1990) 11 brani del progetto sonoro di Professor Bad Trip e Jenamarie Filaccio
  • Aa. Vv., Trash Kids (cassetta, Organic Mutation Institute 1991) 17 brani di Garbage Pail Kids e altre ghost-band create da Gianluca Lerici
  • Aa. Vv., Urla dal Granducato, (lp/cd, Area Pirata 2002/2003) 1 brano degli Holocaust
  • The Doodlebugs con Gianluca Lerici, Saluti dall’inferno (demo, 2006) 3 tracce inedite, testo e voce di Prof. Bad Trip

Fonte: PalazzoVelliExpo.it

Marco Rubertelli

Appassionato di fumetti e informatica. Dopo essere stato un fedele abbonato a Topolino per anni, un giorno, per caso, legge l'albo #224 di Dylan Dog, Sul filo dei ricordi, e inizia a leggere tutta la serie. Presto l'interesse si estende a qualunque tipo di fumetto, soprattutto graphic novel. Nel novembre 2013 fonda insieme all'amico Nicholas il portale C4 Comic.

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