Non chiudete Lucca in un salotto (risposta a Francesco Boille)

LUCCA CALLING

Poster Lucca Comics & Games 2016 GoldLucca Comics & Games ha finito di spegnere le 50 candeline da circa una settimana e i numeri da capogiro registrati dalla fiera fanno ancora parlare di loro.
Tra i vari interventi riguardanti la fiera del fumetto più grande d’Europa sono incappato in quello di Francesco Boille, comparso su Internazionale, intitolato Il Lucca Comics è un grande successo ma esagera con l’infantilismo (vi consiglio di leggerlo QUI prima di proseguire).

Con grande rammarico, dunque, ho appreso che per quanto la nona arte inizi ad attirare le attenzioni  dei salotti che contano, nessuno sembra davvero intenzionato a comprendere questo media. Piuttosto si preferisce vedere in esso una preziosa occasione per perpetrare i propri interessi e dopo averlo spogliato vestirlo con altri abiti, il più delle volte stretti.

Non è così che funziona.

monocoloPOPOLARE = INFANTILE

Boille ci racconta come la nausea arrivi nel guardare giovani adulti felici, che si divertono e decanta un infantilismo che si riduce alla presenza dei cosplayer, portandomi a chiedermi da quanti anni manchi alla kermesse lucchese. Il corposo articolo prosegue poi con un’attenta analisi dei premi assegnati, riassumibile in: “Doveva vincere roba più impegnata!”.

Quindi, riassumendo in ordine di comparsa alcune tra le più significative osservazioni mosse:

  1. Come diavolo ha fatto Bonelli a fare una serie a colori dedicata a Martin Mystere ora che va così di moda il vintage?
  2. Monolith sembra niente male malgrado l’estetica da computer.
  3. Julia è vintage e retro.

luccacomics

SCHERZI A PARTE

Naturalmente ho parlato in maniera scherzosa di questo articolo perché trovo che certe affermazioni siano così palesemente fuori luogo da commentarsi da sole, richiedendo a noi lettori soltanto di  sottolinearle nella loro assurdità. Forse tutto questo mi ha toccato così tanto perché, per quanto mi riguarda, Lucca Comics nello spirito è perfetta così com’è: sorrisi, file, colori. Non azzardatevi a chiuderla in un salotto che puzza di vecchio.

Jacopo Cerretti

Classe '90, cresciuto a pane (tanto) e comics con approccio disinteressato, negli ultimi 3 anni ho sviluppato un vero e proprio amore per il fumetto grazie in primis all'indagatore dell'incubo, i colleghi di casa Bonelli e alle poesie grafiche di Gipi.

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