[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Andrea Stella, Mattia Cavaliere, Oscar Celestini e Grey Ladder

Ritorna la nostra rubrica C4 Chiacchiere. Questa volta abbiamo il piacere di ospitare Andrea Stella, Mattia Cavaliere, Oscar Celestini e i ragazzi di  Grey Ladder, le menti dietro il progetto cross-mediale Paracelso. La serie, incentrata sul tema dell’alchimia, si svilupperà infatti parallelamente su carta (con il fumetto realizzato dagli autori) accompagnato da una webserie.

C4 Comic: Ciao ragazzi e benvenuti su C4 Comic. Come di consueto nel nostro portale lasciamo la prima domanda agli ospiti per presentarsi. Chi sono Mattia Cavaliere, Andrea Stella e Oscar Celestini?
15032848_1356260921074142_3111414478340221790_nMattia Cavaliere: Un saluto ai lettori e a tutto lo staff di C4 Comic. Sono un giovane direttore della fotografia di 24 anni nato a Torino che ama raccontare le storie con le immagini attraverso le luci, i colori e il loro significato. Oltre alla fotografia cinematografica, mi occupo anche di motion design e grafica. Per la cronaca, sono anche in grado di realizzare le spade laser di Star Wars (AH AH)!
Andrea Stella: In primis grazie per la disponibilità. Per quanto riguarda la risposta, posso dire tranquillamente che sono una persona che scrive più o meno tutto il giorno più o meno tutti i giorni  più o meno da sempre (senza il più o meno). Fondamentalmente sono uno sceneggiatore/blogger che collabora con un po’ di siti tra cui Lo Spazio Bianco. Ogni tanto piazzo anche qualche post delirante sul mio blog (CAVE CANEM) e nel tempo libero mi diverto a rapire la gente, portarla nella mia cantina e torturarla prendendo spunto da film come Saw e Hostel. Non mi disegnano così, sono cattivo.
Oscar Celestini: Sono un disegnatore e colorista, sempre più spesso sviluppatore di videogiochi indie e app android realizzate in pixelart. Ho iniziato a pubblicare nel 2005 con fumetti per adulti sotto Coniglio Editore, poi sono passato a StarComics, Moonstone Usa e Zenescope Usa. Come colorista invece sono partito dalla Francia con Casterman, LeLombard, Soleil per arrivare fino all’America dove ho collaborato con importanti realtà come DC, Vertigo e Image per poi tornare in Italia colorando Tex, Dylan Dog e Nathan Never per Sergio Bonelli Editore.

C4C: Nel 2015 avete fondato lo studio creativo Madness Factory. Cosa potete dirci di questo collettivo?
A.S.: Io e Mattia ci conosciamo dai tempi delle medie. A un certo punto, in un giorno imprecisato del 2015, abbiamo deciso di unire le forze per provare a mettere in piedi alcuni progetti impossibili da rendere concreti per un singolo individuo. Siamo un po’ come gli Avengers, solo molto meno forti e molto meno intelligenti.
M.C.: Abbiamo fondato Madness Factory con l’obiettivo di creare un collettivo di artisti con la stessa nostra passione e tenacia, un vero e proprio “creative team” capace di produrre contenuti di qualità sotto tutti i punti di vista. Il nostro approccio ai progetti cerca di essere il più moderno possibile e rivolto al futuro; per questo stiamo attenti alle nuove tecnologie e siamo sempre aperti a collaborazioni con studi come Grey Ladder.
Spero di poter veder crescere sempre di più questo progetto, sia nel campo cinematografico che fumettistico.

C4C: Siamo qui per parlare di Paracelso, prima serie cross-mediale di Madness Factory in collaborazione con Grey Ladder. Com’è nata quest’opera?
A.S. e M.C.:  L’opera è nata in modo molto semplice e lineare. Il mondo dell’alchimia non è stato sfruttato più di tanto e quindi, dopo vari confronti, abbiamo presentato il progetto a Grey Ladder che ha intravisto da subito qualcosa di interessante.

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C4C: Cosa deve aspettarsi il pubblico da questo vostro nuovo progetto?
A.S.: Come dice un notissimo fumettista, il pubblico deve aspettarsi le tre A. Azione, Avventura, Atette. Scherzi a parte, Paracelso punta su una fascia di pubblico giovane (compresa tra i 16 e i 30 anni), particolarmente reattiva ai progetti innovativi e per certi versi sperimentali. La serie mescola le riprese live action al fumetto (disegnato magistralmente da Oscar Celestini). Insieme ad Alessandro Regaldo (fondatore di Grey Ladder) abbiamo coniato il termine graphic video novel per descrivere al meglio l’essenza di Paracelso.
M.C.: Gli spettatori si troveranno di fronte un progetto innovativo, volto a fondere due medium in un unico prodotto. Il pubblico scoprirà così un nuovo modo di raccontare le storie, di guardarle e di leggerle.
O.C.: Dai primissimi contatti con Andrea mi è stata trasmessa da subito una sensazione di “serietà”. Mi è sembrato fin dal primo momento un progetto ben realizzato. Ho cercato quindi di mantenere questo feeling di cura e dedizione e mi sono impegnato nel restituirlo ai lettori. Nel fumetto c’è azione, mistero, avventura, magia e molti contenuti interessanti che possono intrattenere efficacemente se mescolati nella giusta ricetta. Noi ce la stiamo mettendo tutta.

C4C: Qual è il vostro rapporto con il mondo dell’editoria? In un periodo in cui fermentano continuamente nuove forme di produzione (penso ai crowdfunding, come anche a Patreon)?
A.S.: Se devo essere sincero, credo che il mondo del fumetto sia uno dei pochi settori dell’intrattenimento italiano dove esiste ancora la meritocrazia. Per quanto riguarda il crowdfunding, secondo me è un mezzo molto interessante che però può rivelarsi un’arma a doppio taglio. A volte vengono fuori progetti molto ben realizzati, altre volte invece no. Ad esempio, una webstar con 3 milioni di Mi Piace (ma anche molto meno) può creare un prodotto di pessima qualità e riuscire comunque a portare a casa il risultato. Magari invece persone competenti e preparate, per una serie di innumerevoli fattori, non riescono a concretizzare il loro lavoro. Mi viene in mente Dagon di Paolo Gaudio.
O.C.: Per me è abbastanza semplice, lavorando come freelancer ricevo proposte, inoltro preventivi e, se approvati, si parte. Sono aperto anche alle nuove modalità di finanziamento; il mio videogioco Broken Core è stato ad esempio finanziato con il crowdfunding su Indiegogo, superando il goal e raggiungendo il 131% della cifra iniziale. Ho provato anche Patreon per un anno ma con poca soddisfazione dato che mi sono ritrovato a disegnare per un solo committente (per quanto generoso) senza riuscire a crearmi un gruppo di sostenitori vero e proprio. Tutti i nuovi strumenti sono validi, bisogna solo provarli per capire quali sono quelli più vicini alle proprie esigenze.
M.C.: Penso che siano strumenti potenti e versatili dato che molte realtà produttive hanno sviluppato i loro progetti con l’ausilio delle piattaforme di crowdfunding. Credo comunque che in Italia ci vorrà ancora del tempo prima di arrivare ai risultati che si vedono “oltreoceano”.

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C4C: Nel vostro progetto si è inserita Grey Ladder. Da dove nasce questa collaborazione?
M.C.: Quando ho iniziato a lavorare sul campo ho conosciuto Emiliano Ranzani, che mi ha introdotto a Grey Ladder. Da quel momento è iniziata la nostra collaborazione, oltre che una bella amicizia ovviamente! Successivamente io e Andrea abbiamo mostrato il progetto Paracelso ad Alessandro Regaldo, che da subito ha creduto in noi supportandoci.
A.S.: Grey Ladder è una casa di produzione molto giovane composta da giovani. Anche se può sembrare strano, in Italia purtroppo non ci sono molte realtà di questo tipo, anche perché concetti come innovazione e svecchiamento non vengono visti benissimo nel nostro paese. Da questo punto di vista, Grey Ladder ha una mentalità molto americana, dato che cerca sempre di puntare al massimo su nuovi volti e nuovi progetti senza pensare a nient’altro. Nell’ultima frase forse sembro un po’ troppo Stanis La Rochelle? Va bene così.
Grey Ladder: Quando Andrea Stella e Mattia Cavaliere ci hanno presentato il loro progetto, il primo di Madness Factory, ci siamo trovati di fronte a un prodotto che potremmo definire “ibrido”: infatti, all’interno di “Paracelso” convivevano, all’inizio forse inconsapevolmente, il background fumettistico di Andrea Stella e l’ambizione cinematografica di Mattia Cavaliere. Il nostro ruolo nello sviluppo del progetto è stato, prima di tutto, “di consulenza”: abbiamo aiutato Andrea Stella e Mattia Cavaliere a mettere a fuoco, con maggiore lucidità produttiva, il “cuore pulsante” del loro progetto, trasformando un’istintiva sintesi tra fumetto e cinema, in un organico progetto crossmediale, che abbracciasse consapevolmente fumetto e web-serie, donando ad entrambi i medium la giusta dignità. Abbiamo anche coniato un termine “di lavoro” per definire questo nuovo “genere”: graphic video novel.

C4C: Continua così una sempre più stretta sinergia tra Grey Ladder e il mondo del fumetto (dopo il live-action dedicato a Blatta di Alberto Ponticelli), possiamo aspettarci ulteriori sviluppi?
G.L.: È innegabile che la sinergia tra la proposta produttiva di Grey Ladder e il mondo del fumetto si stia rivelando, progetto dopo progetto, sempre più “strutturale” e consolidata, ma non ha mai cn6gjo5uiaaxffxrappresentato una nostra mission aziendale, non in maniera definita almeno. Banalizzando, nessun executive di Grey Ladder un giorno ha sbattuto i pugni sulla scrivania, esclamando che avremmo portato “i fumetti al cinema”. È avvenuto tutto in maniera decisamente naturale, quasi senza che ce ne rendessimo conto: “dietro” e, soprattutto, “prima” del professionista, c’è il fan. La passione è il vero “carburante” del nostro mestiere, e tutti noi siamo sempre stati grandi appassionati di fumetti, videogiochi e letteratura “di genere”. La nostra linea produttiva è, di fatto, profondamente influenzata dalle nostre passioni, filtrate, però, dalla lucidità di una visione più rigorosamente professionale: credo che il miglior modo per definirci sia “appassionati professionisti”. Attualmente, oltre al già citato adattamento del capolavoro di Alberto Ponticelli, su cui presto ci saranno importanti aggiornamenti, stiamo lavorando allo sviluppo di altre tre proprietà intellettuali provenienti dal mondo del fumetto, che non vediamo l’ora di poter annunciare ufficialmente.         

C4C: Come pensate che si inserisca la vostra intenzione di creare una community cross-mediale nel mondo del fumetto?
A.S. e M.C.: Con Paracelso stiamo provando a fare qualcosa di innovativo. In sostanza lo spettatore che guarda l’episodio live action sul web è portato in seguito a cambiare media (in questo caso il fumetto) per vedere come continua la storia. Il pubblico apprezzerà? Lo scopriremo solo nella prossima puntata.
G.L.: per quanto ci inorgoglirebbe fregiarci del primato pionieristico di aver creato “da zero” una community crossmediale nel mondo del fumetto, dobbiamo confrontarci con un semplice dato di realtà: una community crossmediale nel mondo del fumetto esiste già da anni. Fumetti, film, serie tv e videogiochi “dialogano” costantemente fra loro, ampliando e completando le rispettive esperienze di fruizione e, di conseguenza, il pubblico di riferimento di questi media ha da tempo raggiunto vette di “sofisticazione”, tali da permettere ai content creators di sviluppare progetti nativamente e consapevolmente crossmediali. La proposta produttiva di Grey Ladder è il naturale “frutto” di questa analisi culturale e commerciale: non precorriamo i tempi, ma li viviamo, e ci proponiamo di fornire a un pubblico linguisticamente “moderno” e “maturo” prodotti che soddisfino il suo bisogno di storie, senza limitarci a un solo medium, ma coinvolgendoli tutti per massimizzarne la godibilità.

C4C: Ci sono opere a cui vi siete ispirati per esplorare il mondo dell’alchimia?
A.S. e M.C.: No. L’unica opera davvero famosa che ha trattato il tema dell’alchimia è Full Metal Alchemist (il celebre manga di Hiromu Arakawa). Magari nel corso della serie riprenderemo qualche nome, ma l’opera è stata ideata da zero con l’intenzione di creare un vero e proprio nuovo universo adatto anche a vari spin-off.


C4C
: Quali sono i vostri prossimi progetti?
13265849_1199511106749125_8411869934948300440_nA.S. e M.C.: Ancora non sappiamo di preciso cosa succederà dopo Paracelso, ma abbiamo tante idee in cantiere, alcune più pazze di altre, ma tutte molto belle! Siamo comunque sempre alla ricerca di nuove collaborazioni, sia in campo cinematografico che fumettistico.
O.C.: Fino a febbraio sono impegnato a completare un mio videogioco per pc: Mastema Out of Hell. Nel frattempo continuo a pubblicare disegnando per editori indipendenti USA e privati. Ho poi in mente di dedicarmi a un mio fumetto da pubblicare in Italia dai primi di marzo, ma considerando le varie consegne da rispettare, non posso ancora fare programmi troppo precisi. Ovviamente se il pubblico risponderà positivamente, continuerò a disegnare Paracelso nella sua veste fumettosa.

C4C: E per concludere una domanda di rito. Qual è la vostra kryptonite?
A.S.: Bella domanda, anche se dare una risposta è molto difficile. Ti faccio comunque un elenco di tutte le cose che mi indeboliscono se entrano in contatto con me: le mode, i selfie, i bastoni per i selfie, le celebrità sulle riviste, Studio Aperto, la televisione con 1000 canali, l’iPhone, il 90% delle webstar, il nome di un tizio sulle mie mutande, tutti i social network, le cose che possiedi che alla fine ti possiedono, Mark Zuckerberg, la gente che entra nei locali per fare l’apericena o l’aperiqualsiasicosa, le discoteche, i pub, i discopub, tutte le persone che conosco e anche quelle che non conosco, le persone che fanno gli elenchi per rispondere alle domande, l’Universo, Dio e tutto il resto. Bello essere disillusi e postmoderni eh?
M.C.: Direi… l’intera umanità!
O.C.: Il mio tallone d’Achille è decisamente l’ignoranza. Quando mi trovo davanti a chi non capisce quello che sta facendo, mi sento morire dato che tutto quel che ho fatto finora mi sembra inutile e privo di peso. Il mio Lex Luthor è quella persona che chiude la propria mente al confronto e si priva di qualunque possibilità di migliorare.

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Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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