Richard McGuire: l’autore americano è tornato allo Spazio 32 della Spezia

Mercoledì 30 novembre 2016, a distanza di quasi un’anno, è tornato alla Spezia Richard McGuire, il grande illustratore statunitense collaboratore della rivista New Yorker. Molti appassionati si sono ritrovati nella sede dello Spazio 32 in via Domenico Chiodo 32 per assistere all’incontro con l’autore fissato alle ore 18.00.

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QUI

Richard McGuire inizia l’incontro con i lettori ringraziando tutti i presenti. Prima di parlare del nuovo libro, intitolato Sequential Drawings, racconta, con l’ausilio di una presentazione proiettata, qualche pagina del graphic novel precedente, Qui. Il volume racconta uno spazio nel corso del tempo, mostra una sola stanza come oggetto architettonico. Durante la lettura si rimane nello stesso spazio per milioni di anni. In ogni pagina ci sono indicazioni temporali che rappresentano la stratificazione dei tempi che si intersecano tra di loro. L’ambientazione si basa sulla casa in cui Richard è cresciuto, infatti compare spesso lui con la sua famiglia. Suo padre scattava foto di famiglia sempre nella stessa posizione ogni anno. L’autore crede che questa abitudine sia stata l’ispirazione del progetto Qui. McGuire ha svolto per anni ricerche sulle popolazioni e sugli animali che vivevano nel luogo dove si trova la casa. Nel libro si parla anche di futuro, Richard ha scoperto, durante le ricerche, che quel luogo sarà completamente sommerso tra circa cento anni.

SEQUENTIAL DRAWINGS

L’autore inizia a parlare del nuovo libro edito in Italia da Rizzoli Lizard. Quando ha concepito il libro lo immaginava così, esattamente nella forma in cui si vede in libreria. Richard ha spiegato che grazie agli studi di scultura tende a visualizzare tutto nella propria mente come un oggetto concreto con una forma ben definita. Sequential Drawings è la raccolta di vignette realizzata da McGuire in 10 anni per il New Yorker per il quale, a volte, ha disegnato anche le copertine. Le vignette realizzate dall’autore americano vengono usate a scopo decorativo. Per l’ottantesimo anniversario del New Yorker la redazione ha chiamato Richard per la realizzazione di tutte le vignette, così ha pensato di farle in sequenza. Richard spiega che tutti i suoi disegni devono anche reggersi da soli, proprio per questo non vede il suo lavoro sul New Yorker come un fumetto perché passano troppe pagine tra un suo disegno e l’altro.

Sequential Drawings volume

Solitamente è proprio McGuire a proporre idee alla rivista, i concetti partono da lui. Recentemente gli hanno chiesto qualcosa sulle elezioni, ha proposto una vignetta troppo forte ed è stata scartata, così ne ha fatto una più tranquilla che è stata pubblicata.

Ciascuna serie all’interno del libro Sequentil Drawings ha un titolo. La prima di queste è stata disegnata a Parigi quando stava girando il film Peur(s) du noir – Paure del buio e sentiva nostalgia di New York. Si tratta non di una vera propria storia ma di una serie di eventi capitati ai personaggi, questa particolarità rende la lettura molto scorrevole.

Richard McGuire allo Spazio 32 2016 in ascolto

L’autore mostra un’alta sequenza in cui si pone il problema di incorniciare e incorniciare e incorniciare e incorniciare e incorniciare un’immagine. Una specie di Inception.

La serie che apre Sequential Drawings è la stessa che chiede il libro. Non tutte quelle presenti hanno una sequenza sviluppata. Alcune rappresentano semplicemente oggetti che stanno bene insieme. Una linea pulita come il fil di ferro è utilizzata come ingesso, tre graffette, e uscita, una rete bucata, dal libro.

LE COPERTINE DEL NEW YORKER

La prima copertina che Richard ha realizzato per il New Yorker è stata pubblicata nel numero di capodanno e quindi sarebbe rimasta in edicola per due settimane. Questo fatto lo ha spinto ha realizzare una cover reversibile che si può vedere sia dritta sia capovolta.

Nella copertina del New Yorker realizzata per il primo di aprile ha commesso 85 errori, ha anche invertito la R del nome della rivista. Alcuni lettori gli hanno fatto notare che c’erano più errori di quelli dichiarati. Da questo esperimento ha preso ispirazione per un libro adatto ai bambini.

Richard McGuire allo Spazio 32 2016 mostra la copertina del New Yorker del primo aprile

Un copertina più recente l’ha fatta per promuovere il suo libro Qui, si vede un uomo che attaversa la strada con ogni arto del suo corpo collocato in una diversa epoca temporale.

Richard McGuire allo Spazio 32 2016 mostra la copertina del New Yorker dedicata a Qui

Viene mostrata ora una copertina del New Yorker dedicata al matrimonio. Richard ha rappresentato molti oggetti, alcuni che sono armoniosi insieme, come due guanti, e altri che sono meno adatti a convivere, per esempio la dinamite e il fiammifero. Grazie a questa cover un’azienda vinicola francese chiese all’autore di poter utilizzare l’immagine del cavatappi e della bottiglia sulle proprie etichette. McGuire chiese un compenso in vino che bevve insieme ai suoi amici.

Richard ha sempre visto la forchetta e il coltello come una coppia con il cucchiaio come terzo in comodo tanto da realizzare una sequenza anche su questa particolarità.

In un copertina ha disegnato dieci carte da gioco nelle quali, al crescere del valore, veniva aggiunto un cuore. L’autore aveva in mente di sviluppare l’idea e farla diventare un vero mazzo di carte con il seme cuori che rappresentava una storia d’amore, i denari una storia di soldi, i fiori una storia di lavoro e le picche una storia di guerra.

Nella copertina realizzata per San Valentino ha messo molte persone che si guardano tra loro innamorandosi l’un l’altra.

I lettori del New Yorker sono abituati a cercare una sequenza dei disegni di McGuire tra tutte le pagine. Per l’autore non c’è problema se non vengono interpretate come racconto. Ora che sono in un libro la gente può leggerle. Ha inserito una vignetta per pagina perché il disegno è importante, ognuna deve essere singola. Gli piace avere limiti autoimposti, le sue sequenze non devono essere più lunghe di nove pagine. Nel precedente libro si è fissato con una stanza. Gli piacciono queste sfide e nonostante i propri limiti sperimenta sempre nuovi stili.

PASSATO, PRESENTE E FUTURO

Richard McGuire allo Spazio 32 2016 spiega il tempoAttualmente sta lavorando a un nuovo progetto, completamente diverso dai precedenti. Per questo motivo è preoccupato ma pensa che sia il modo migliore per crescere artisticamente. Per ora può solo dire che il nuovo lavoro è molto fragile, nulla di più. Non sa ancora come potrà svilupparsi. Racconta che Qui nacque ne 1989 come fumetto di sole 6 pagine, poi si è evoluto. Fin dall’inizio sapeva che il progetto poteva essere sviluppato. Ricorda ai fan presenti che firmò un contratto nel 2000 ma solo nel 2011 ha avuto l’idea che gli ha permesso di ultimare libro pubblicato nel 2014.

Tutte le idee le prendeva dalla sua esperienza e dalla sua famiglia. Nel suo studio aveva un grosso rotolo di carta bianca dove disegnava ciò che gli veniva in mente e che voleva inserire nella storia. Ogni tanto rimescolando tutto come se fosse una composizione musicale, cercava più l’armonia melodiosa rispetto a quella narrativa. Il vero protagonista di Qui pensa che sia il tempo, ma non ne è molto convinto. Pensava che la struttura del libro potesse essere un problema per i lettori ma si è accorto che tutti abbiamo le stesse foto in casa e quindi, forse proprio per questo motivo, il libro è piaciuto molto.

Per il prossimo progetto sta leggendo molti libri di fisica e si sta appassionando al tempo. Da piccolo andava coi genitori nei siti storici e leggeva tutte le targhe immaginando il luogo collocato in una diversa epoca. È appassionato di fisica quantistica perché non crede che il tempo sia solo lineare, questa è una sua interpretazione di un concetto che Richard, come artista, non riesce ancora a comprendere.

CURIOSITÀ

Qui coverQuando decise che la copertina di Qui doveva essere l’esterno della stanza rappresentata all’interno trovò una casa che scoprì esser la stessa usata dal pittore Edward Hopper per una sua opera.

Richard ha detto che quando si pensa di vedere un fantasma in realtà si vede un’entità che coesiste, qualcosa che c’è stato o che ci sarà.

In Sequential Drawings pensa che gli oggetti abbiano un’empatia, per questo spesso sono rappresentati come antropomorfi.

Finito questa interessante chiacchierata Richard McGuire si è seduto al tavolo per firmare dediche ai fan presenti all’incontro lasciando, oltre all’autografo, anche un piccolo disegno originale. Non vediamo l’ora di scoprire il nuovo lavoro che l’autore americano ha in cantiere sperando di rivedere presto Richard alla Spezia.

Marco Rubertelli

Appassionato di fumetti e informatica. Dopo essere stato un fedele abbonato a Topolino per anni, un giorno, per caso, legge l'albo #224 di Dylan Dog, Sul filo dei ricordi, e inizia a leggere tutta la serie. Presto l'interesse si estende a qualunque tipo di fumetto, soprattutto graphic novel. Nel novembre 2013 fonda insieme all'amico Nicholas il portale C4 Comic.

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