[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Marco Cazzato

C4 Comic: Ciao Marco, e benvenuto su C4 Comic. Com’è iniziato il tuo viaggio nel mondo del fumetto e dell’illustrazione? Cosa ti ha mosso in questa direzione?
Marco Cazzato: Grazie, è iniziato come credo nella maggior parte dei casi, da lettore, da bambino leggendo le storie dei paperi su Topolino, ad un certo punto ricordo di aver realizzato che c’era qualcuno che di mestiere disegnava paperi, ed ho pensato che fosse un gran bel mestiere. L’illustrazione è venuta dopo, è un linguaggio a me più congeniale.

Album vignetta vulcanoC4C: Dalla tua bio sul blog, si leggono collaborazioni con molte testate a stampa: come descriveresti questo percorso?
M.C.: Fare l’illustratore non è facile, almeno per come intendo io l’essere illustratore, soprattutto in Italia, ma mi ritengo piuttosto fortunato per essere riuscito negli anni a lavorare con le maggiori case editrici.

C4C: Con Mood approdi a GRRRZ: qual è stata la genesi del volume? Perché hai scelto proprio GRRRZ?
M.C.: La genesi di Mood è abbastanza curiosa ed è raccontata nella postfazione del libro scritta da Nicola Ferrero, che all’epoca mi chiese come mai non ci fosse ancora un libro che raccogliesse i miei lavori di quegli anni, a parte qualche catalogo. Gli risposi che effettivamente era una buona idea ma che avrei dovuto trovare un editore interessato, un paio giorni dopo ricevetti una mail da Silvana Ghersetti (fondatrice della allora Grrrzetic Editore) che mi proponeva di fare un libro insieme. Siccome conoscevo e apprezzavo da tempo il lavoro di Silvana accettai e le parlai subito dell’idea di Nicola e della strana coincidenza, subito dopo telefonai a Nicola, dicendogli che avevo trovato un editore e di mettersi a scrivere una postfazione.

Album vignetta balenaC4C: Parliamo delle tue collaborazioni sul versante musicale: come sono nate? Come hai lavorato con i Marlene e Luci?
M.C.: Ho conosciuto Vasco Brondi (Le Luci) durante una serata in cui fummo invitati insieme per un incontro in cui avremmo dovuto rispondere a domande sul nostro lavoro, una sorta di intervista doppia dal vivo. Mi fu subito molto simpatico e quella sera mi confidò che da diverso tempo aveva una mia illustrazione come sfondo del desktop. Dopo qualche mese mi telefonò chiedendomi di utilizzare quell’immagine come copertina di “ C’eravamo abbastanza amati”. Con i Marlene invece ci si conosceva da tempo. Ricordo Riccardo Tesio che all’inaugurazione di una mia mostra fece delle strane domande, piuttosto tecniche: capii solo qualche tempo dopo quando mi proposero di realizzare la copertina di “Canzoni per un figlio”che stava indagando sulla fattibilità della cosa. Fui molto felice di collaborare in entrambi i casi.

C4C: Arriviamo ad Album, che ho recensito poco tempo fa. È nato da qualcosa di simile a quello che descrivevo io, ovvero lo sfogliare un album di fotografie, oppure tutt’altro?
M.C.: Esattamente così, sin da bambino ero molto attratto dalle vecchie foto, mi piaceva rovistare nella scatola o negli album che le contenevano, vedere i ritratti dei miei nonni o dei miei genitori da giovani. Ma erano i luoghi e i volti sconosciuti quelli che più mi incuriosivano, infatti più avanti mi resi conto che non era solo una fascinazione legata alla storia della mia famiglia, ma qualcosa di più atavico: le storie minime e i misteri che ognuna di queste foto può raccontare, piccoli tasselli della storia, oltre al lato puramente estetico. Così ho iniziato a raccoglierne, cercandole nei mercatini dell’usato e sono arrivato a circa seimila fotografie. Tra queste ho selezionato quelle che poi hanno ispirato Album, dove ho cercato di riprodurre quella sensazione di vortice, dove convivono familiarità e spaesamento.

cazzato

C4C: Lo stile pittorico è affascinante, fatto di colori freddi, terre di varie sfumature e soprattutto il nero: a cosa si deve tale scelta? E i piccoli flashforward nel verso delle pagine?
M.C.: La scelta del colore è sicuramente dettata dai toni del bianco e nero delle foto, spesso seppiate dal tempo, che combaciano con i toni che prediligo per il mio lavoro. Il nero è sempre stato molto presente. In questo caso, come dicevo, la bellezza di queste foto mi ha spinto a realizzare queste illustrazioni ad acrilico, utilizzando solo tre colori: bianco, nero e giallo di napoli. Per quanto riguarda i flashforward sono dettagli che anticipano alcune delle illustrazioni nelle pagine successive. Mi piaceva l’idea che potessero avere vita a sé, dialogando con l’immagine a fronte. Quello che accade però è che ad una prima lettura non si capisce che sono dettagli di quel che vedremo dopo, ma arrivati all’illustrazione completa si ha la sensazione di un deja vu. Mentre realizzavo Album ho letto qualcosa anche sui falsi ricordi, che sono aspetti della memoria affascinanti, per certi aspetti simili all’attività onirica: come scrive Silvana Ghersetti (l’editrice) nella postfazione, quando sogni casa tua lo sai che è casa tua, ma c’è qualcosa di strano, qualcosa che non corrisponde alla realtà.

C4C: Ultima domanda, un classico di C4 Comic: qual è la tua kryptonite?
M.C.: In questo ultimo periodo gli hipster.

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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