C4 Camelot: Marco Polo e l’Oriente medievale

Signori imperadori, re e duci e tutte altre genti che volete sapere le diverse generazioni delle genti e le diversità delle regioni del mondo, leggete questo libro dove le troverrete tutte le grandissime meraviglie e gran diversitadi […] E questo vi conterà […] messere Marco Polo.

Il fascino dell’esotico, del lontano quasi irraggiungibile, è un topos, un caposaldo letterario fin dal Medioevo. Se per i Romani sulla carta geografica si poteva apporre la scritta Hic sunt leones, i confini immaginari che un uomo dell’Occidente forma in sé cominciano a cadere nell’Epoca di mezzo, tre secoli prima della scoperta dell’America. Chi sono i pionieri che rischiano la loro vita per raggiungere luoghi spesso troppo vicini alla favola? I mercanti. Uno in particolare divenne ben conosciuto, Marco Polo, l’uomo che raggiunse il Catai con il padre e lo zio e servì il Gran Khan Kubilai, nipote di Gengis, per molti anni.

marcopolo

L’adattamento a fumetti realizzato da Marco Tabilio si muove in continuazione sui piani del presente e del passato per mostrarci come nacque Le devisement du monde, meglio noto con il nome di Milione, scritto da messer Rustichello da Pisa su racconto del nostro viaggiatore. I due si conobbero in carcere,  a Genova, dove Marco fu rinchiuso dopo la sconfitta subita dai veneziani alla Meloria: i documenti storici non ci mostrano però il lato umano di questo strano rapporto fra scrivano e autore, lacuna che viene colmata proprio dal volume edito dalla Becco Giallo. Da un lato, l’uomo che ha vissuto tutta la vita in Oriente, che ha rivestito decine di incarichi differenti di natura diplomatica, politica, artistica; dall’altro, uno scrittore di materia arturiana, di opere fantasiose da leggere ad alta voce a corte, circondati dalle dame: il Milione si colloca nel mezzo di queste due correnti come suggerisce lo stesso titolo “popolare”. Se infatti “devisement du monde”, nelle intenzioni del duo, indicava l’analisi precisa e minuziosa di tutto il mondo sotto il loro occhio attento, radunata poi in un unico libro a favore del lettore, Milione ha due possibili radici: la prima è la riduzione di Emilione, soprannome dei Polo, la seconda invece nel senso di “raccolta di frottole”. Insomma, già all’epoca si temeva che il buon Marco le avesse sparate grosse. Forse è così, eppure il nostro dimostra di essere vero uomo moderno, narrando di ogni sorta di costume e stranezza da lui vista o sperimentata, anche nei dettagli più scabrosi. La fortuna del libro, best-seller medievale come suggeriscono i molti manoscritti conservati, non è stata però esente da tagli, adattamenti e traduzioni, che hanno sì contribuito alla sua diffusione, ma che spesso sono stati e state anche delle censure proprio di quei dettagli, specie sessuali, riprovevoli per l’Occidente.

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 Caratteristica immersiva di Marco Polo è il comparto grafico, fatto di pagine dal tratto minimale, profondamente semplice ma avvicinabile (e qui sta la sua forza) alle miniature medievali. La ricchezza di mappe proietta il lettore in una prospettiva diversa da quella a cui è sempre stato abituato: dimenticate l’eurocentrismo, il mondo del Medioevo è un cerchio perfetto con all’interno una T, dove la metà superiore è l’Asia, il quarto inferiore sinistro l’Europa e quello destro l’Africa. Oppure ancora si trovano mappe con angolazioni peculiari, città particolareggiate degli elementi essenziali, il tutto basato su soli quattro, tenui colori, azzurro, rosso, verde e giallo-ocra. Un volume, in conclusione, utile sia narrativamente che graficamente ad avvicinarsi a un capolavoro della letteratura di viaggio.

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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