[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Jacopo Paliaga e French Carlomagno

Fulminante. Questa è la parola che può descrivere al meglio la carriera di questi due giovani ragazzi. Venuti alla ribalta con il successo di pubblico e critica di Aqualung (poi ristampato in volume da Bao Publishing) Jacopo Paliaga e French Carlomagno si sono ritagliati una fetta sempre più importante nella Nona Arte.

C4C: Ciao French e Jacopo e benvenuti su C4 Comic. Lasciamo la prima domanda ai nostri ospiti per presentarvi. Chi sono Jacopo Paliaga e French Carlomagno?
aqualung_baoJacopo: Frank, facciamo che io presento te e tu presenti me?
French: Andata!
Jacopo: French nasce a Torino nel 1986. Se non sbaglio studia allo IED e poi lavora per Armando Testa come visualizer, storyboardista e altre cose per cui è pagato un pacco di soldi per disegnare. Poi, la svolta: mi conosce e si licenzia per fare fumetti. Assieme creiamo la serie Aqualung, che carichiamo online su coldcove.com e che Bao Publishing ha da poco raccolto in volume. Sempre per Bao, French realizza dei disegni della madonna per Come quando eravamo piccoli, scritto da me. Di nuovo assieme al suo BFF (io), French mette in piedi Wilder, un’etichetta indipendente di fumetti online. Se proprio posso dirla tutta, credo di avergli salvato la vita o come minimo il fegato, visto che da quando fa fumetti ha smesso di bere: per French, l’Octoberfest durava 365 giorni. Non c’è di che.
French: Jacopo è un triestino classe 1990. Studia sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Padova e, a differenza mia, non fa nient’altro nella vita finché non incontra me e decide di propormi Aqualung. Il resto l’ha già detto lui. Ultima cosa, non trascurabile: ha un cane di nome Spritz, e poi sarei io l’alcolizzato…
Jacopo: Ti amo fortissimo.
French: Anche io.        

Cover AqualungC4C: I vostri nomi sono da sempre legati al mondo del webcomic. Prima con il successo sempre crescente del bellissimo Aqualung (che vi ha portato ad essere pubblicati da Bao Publishing), fino ad arrivare all’etichetta Wilder. Cosa ci potete dire su questa vostra ultima fatica?           F: Aqualung, per noi, è stata una vera e propria svolta. Ci ha permesso di essere letti da moltissime persone, con numeri davvero elevati e sempre in crescita. Crediamo molto nel web e nei lettori, sempre in cerca di nuove storie, e quando abbiamo sentito che anche Leonardo Favia stava pensando di pubblicare qualcosa sul web, abbiamo tirato in ballo Francesco Savino (reduce da Vivi e Vegeta) e Dario Sicchio, che aveva già sparato online Walter Dice, un anno fa. Proponendo i nostri fumetti sul web, assieme, possiamo raggiungere ancora più persone, con letture differenti l’una dall’altra, e “sfruttare” la serialità per realizzare i capitoli mese dopo mese. L’obiettivo ultimo, comunque, è creare fumetti in totale libertà, fumetti con cui possiamo esprimerci al meglio e divertirci il più possibile.

C4C: Avete riscontrato alcuni problemi durante la progettazione?                                                                            

J: Non direi: tra autori ci conosciamo tutti di persona, quindi il clima di lavoro è sempre molto tranquillo. C’è da dire che non è un progetto nato su due piedi, ma ci stiamo lavorando da un po’, con calma. Tutti gli autori hanno incastrato la realizzazione delle serie Wilder agli altri lavori, con largo anticipo, in modo da avere del vantaggio sulla pubblicazione mensile e non spaccarsi di stress.

C4C: Siete riusciti a coinvolgere alcuni dei nomi più interessanti degli ultimi anni, penso a Giulio Rincione, AlbHey Longo, Ludovica Ceregatti, Francesco Savino. Cosa pensate di poter offrire con questa nuova esperienza?
Logo WilderJ: Francesco Savino? Davvero? Scherzo, saluto Fra che ci sta seguendo da casa: ciao, Fra! Quello che pensiamo di offrire sono fumetti curati sotto ogni aspetto, dall’editing alla grafica, dal lettering alla distribuzione e lettura online. Il sito di Wilder (wilderonline.com), realizzato dal portentoso Andrea D. Labarile, è pensato per far immergere il lettore nel fumetto, senza distrazioni, con la storia ideata e costruita per la lettura in digitale. Insomma, niente di rivoluzionario, ma un progetto fatto con criterio e pianificazione, con serie creator owned di totale proprietà degli autori, che stanno dando il massimo e che si stanno divertendo nel realizzare qualcosa di estremamente personale da far leggere immediatamente a chi vorrà seguirli.
F: Esatto. Uno dei nostri obbiettivi è proprio la cura per ogni singolo dettaglio. Metteremo online i nostri fumetti gratuitamente, fumetti che avranno una qualità media molto alta, cosa che per un webcomic (purtroppo) non è mai cosa scontata: i fumetti si leggono su carta come si leggono sul web, e non per forza quello che si legge online è un prodotto con una qualità inferiore.

C4C: Jacopo, tu per il momento sei coinvolto anche Elliot. Puoi raccontarci qualche particolare sulla serie?
J: È una serie alla quale stiamo lavorando ormai da un anno. È una storia di origini che prende a modello Superman e ne offre una bizzarra reinterpretazione contemporanea. La serie parte scanzonata, ma già dalla fine del primo capitolo riuscirà a spiazzare i lettori: in ogni numero cambieranno le carte in tavola, portando Elliot a diventare tutt’altro rispetto a ciò che si vede nelle battute iniziali della storia. Con Ludovica ci stiamo divertendo a calare il nostro ragazzino british in situazioni poco intuibili, mentre Adele sta sperimentando con il colore, regalando al prodotto finale un aspetto indie e ricercato, aspetto evidenziato ancor di più dalle scelte di grafica e lettering di Maria Letizia Mirabella.

C4C: Ci sono artisti che vorreste nella vostra scuderia?
J: Mark Millar e Taylor Swift.
F: Jacopo Paliaga. Ah, c’è l’abbiamo già.

C4C: Sulle vostre spalle avete il carico di una lunga gavetta, costellata di molte soddisfazioni. Qual è il vostro rapporto con l’autoproduzione e le sue nuove vie, come crowdfunding, Patreon e molto altro?
J: Oggi ci sono tantissimi modi per proporre i propri lavori al pubblico, poi sta agli autori trovare la propria via per esprimersi al meglio. Diciamo che non ci sono più scuse, per gli autori, per lamentarsi del mercato che è in crisi e non li vuole. Si può davvero fare di tutto, e ogni anno saltano fuori autoproduzioni sempre più fighe realizzate da autori, giovani o meno, che hanno voglia e fame di realizzare qualcosa di bello. Noi continuiamo ad autoprodurre i nostri fumetti, cercando di affiancarli alla fetta che più ci piace dell’editoria tradizionale.

C4C: Quando c’è stato il vostro primo incontro? Come avete deciso di collaborare?Pagina Come Quando Eravamo Piccoli
F: Ci siamo conosciuti a fine 2014 in uno di quei siti di incontri online. Sento spesso dire in giro che quando incontri una persona online lo fai perché vuoi un’avventura o poco più, eppure eccoci qui.
J: Abbiamo deciso di collaborare perché a me piacevano le sue cose, e a lui piacevano le mie idee. E perché ho preso in ostaggio sua madre.
F: La versione seria è che ci siamo conosciuti su Facebook (anzi, forse intravisti a Lucca) e non ci siamo mai visti di persona fino al giorno in cui abbiamo fatto il colloquio con Bao. Chiacchierando in chat, è venuta spontanea l’idea di fare qualcosa assieme.
J: Tanto per sottolineare, ancora una volta, le possibilità offerte dall’internet.

C4C: Oltre ad Aqualung c’è altro su cui state lavorando al momento in coppia?
J: Oltre ad Aqualung c’è altro su cui state lavorando al momento in coppia? Jacopo: Sì, stiamo lavorando a un nuovo libro in uscita a marzo, sempre per Bao: si tratta di Fottuti Musi Verdi A Chi?, lo spin-off del film dei The Jackal, Addio Fottuti Musi Verdi, che uscirà ad aprile. È un’esperienza tutta nuova e ci stiamo divertendo un sacco, nonostante le tempistiche strettissime.

C4C: Leggendo il vostro “Come quando eravamo piccoli” è fin troppo evidente l’influenza e una conoscenza profonda della cultura pop in tutte le sue forme. Quanto e come possono influire i media sul vostro lavoro?
F: Molto, in effetti. Dalle serie TV che divoriamo entrambi e seguiamo costantemente, passando per videogiochi e film. In Come quando eravamo piccoli ci siamo divertiti a inserire molti rimandi alla cultura pop, Jacopo a scriverli e io a disegnarli. Ricordo che il giorno prima di andare in stampa con Bao, decidemmo di inserire una vignetta con il Punisher nel libro perché eravamo talmente gasati da Jon Berntham nella seconda stagione di Daredevil che ne sentimmo proprio l’esigenza e cambiammo una vignetta del libro al volo, per rendergli omaggio. È stato divertente! Questo è solo uno degli esempi per dire quanto sia forte l’influenza pop in quello che facciamo.

C4C: C’è un fumetto letto nelle ultime settimane che vi ha colpito in particolare?
J: Solo uno? We Can Never Go Home, fresco e punkettone, la Doom Patrol di Way, forse perché sono una fangirl, Black Hammer di Lemire e Ormston, la nuova run di Flash mi sta divertendo un casino, e Last Man 6, che c’ho ancora i brividi.
F: Ultimamente sto adorando Head Lopper di MacLean, poi ho appena letto Deadly Class 3, Lumberjanes, Rumble e finito la Terra dei Figli di Gipi che mi è piaciuto moltissimo, manco a dirlo.

C4C: Grazie ragazzi per la possibilità concessa.
J e F: Grazie a voi!

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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