[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Michele Rubini

Oggi arriva in edicola il secondo Tex Magazine (qui la nostra recensione) che contiene, tra le altre cose, Terrore tra i boschi, una storia inedita disegnata da un talentuosissimo autore da poco approdato alle pagine del Ranger: Michele Rubini. Folgorati dalla sua bravura, abbiamo deciso di rivolgergli alcune domande. Ecco com’è andata…

Michele Rubini

Michele Rubini nasce a Narni il 7 marzo 1977. Dopo aver frequentato il liceo scientifico conosce Stefano Andreucci di cui diventa prima allievo e poi collaboratore. Nel 2002 realizza, su testi di Luigi Mignacco, una breve avventura di Robinson Hart per la rivista “Cronaca di Topolinia“. Nel 2003 approda alla Sergio Bonelli Editore e viene arruolato tra i disegnatori di Zagor. Nel 2015 è autore dei disegni dell’albo di esordio di Morgan Lost, il nuovo personaggio creato da Claudio Chiaverotti. Dal 2016 è al lavoro su Tex.

C4 Comic: Ogni storia ha un suo inizio… Qual è stato il primo albo di Tex che hai letto? Che ricordo ne hai?
Tex vignetta Peste
Michele Rubini: Non ho un ricordo preciso della prima volta che ho letto una storia completa del Ranger… Da bambino, quando andavo a far visita ai miei nonni, trovavo gli albi di Tex, Zagor e le raccolte di Super Eroica dei miei zii in giro per la casa e davo un’occhiata. Credo però, che il primo racconto completo sia stato “l’uomo senza passato” disegnato magnificamente da Claudio Villa: fu una folgorazione…

C4C: Tex, Carson, Kit oTiger Jack: chi preferisci disegnare?
M.R.: Ogni personaggio ha le sue peculiarità…
Personalmente mi sono molto divertito a lavorare su Kit Willer, ma mi piacerebbe molto cimentarmi col vecchio Carson, visto che è il personaggio che ho potuto approfondire di meno, finora.

C4C: Come ti sei sentito quando ti hanno detto “disegnerai Tex Willer”? La tua storia di esordio, “Chupacabras” (comparsa sul Color Tex – Storie brevi 2016), è stata una prova ardua? Sei soddisfatto dell’esito finale?
Tex - Chupacabras tavola 1M.R.: Mi sono sentito lusingato…
Poi ho cercato di affrontare il racconto di Tex con la medesima metodologia con cui affronto ogni racconto: mi creo una buona documentazione e successivamente mi metto al lavoro senza risparmiarmi. Lavorare sul Ranger pensando a tutto ciò che rappresenta per i lettori, per la casa editrice e per la storia del fumetto non avrebbe fatto altro che appesantire e irrigidire il mio lavoro. Spero di essere riuscito nell’intento…
Per quanto riguarda il racconto in sé, il lavoro non è stato particolarmente arduo:le atmosfere horror le sento particolarmente vicine e Moreno Burattini ha scritto un bel racconto equilibrato in ciascuna delle sue parti. Alla fine sono abbastanza soddisfatto anche se, come mi capita sempre, una volta visto il risultato in stampa, qualche modifica l’avrei fatta…

Otis studio personaggioC4C: In “Terrore tra i boschi” hai visualizzato una sceneggiatura di un autore eccezionale per il panorama Bonelli: Chuck Dixon. Com’è stato lavorare partendo dalle sue parole? Hai ricevuto delle indicazioni particolari?
M.R.: Io ho lavorato sulla sceneggiatura di Chuck Dixon tradotta e supervisionata da Mauro Boselli. Trovo che sia un tipo di scrittura particolarmente adatta a una storia breve: i tempi vengono dilatati o serrati sempre nel modo giusto conferendo al racconto un ottimo ritmo. Mi sono trovato bene e comunque ho sempre potuto ricorrere alla supervisione di Mauro per qualsiasi chiarimento.

C4C: Da quali disegnatori della saga texiana hai attinto maggiormente per la tua personale interpretazione del Ranger? Indicaci uno (o più) albi di Tex che sono la tua “bibbia” in materia grafica.
M.R.: L’Editore ha sempre scelto illustratori di livello assoluto per realizzare i racconti di Tex… Oltre al già citato Villa, non posso che attingere al lavoro del mio maestro Stefano Andreucci (a proposito, quest’anno con il suo Texone e il suo volume cartonato ne vedrete delle belle…), del grande Giovanni Ticci, di Corrado Mastantuono e Pasquale Frisenda. La verità è che c’è tanto da imparare da tutti i disegnatori dello staff sia quelli del presente, quelli del passato e anche quelli del futuro (mi viene in mente Michele Benevento).

Tex Narni 2015

C4C: Il genere western non è certamente facile per un disegnatore: ambientazioni, indumenti, personaggi richiedono una documentazione molto ampia e un approccio realistico: che cosa ti riesce più problematico rappresentare e cosa invece ti viene meglio? L’esperienza maturata su Zagor ha aiutato il tuo approccio a Tex?
Cuero Hiena studio personaggioM.R.: È vero, il western è complesso, però non credo che il lavoro sul Dampyr medioevale o su Morgan Lost lo fossero di meno: in ogni genere c’è da imparare e per realizzare ogni cosa nuova bisogna ricercare, studiare, capire come funzionano oggetti, animali, atmosfere ecc. Non so dire cosa mi viene meglio o peggio, cerco solo di avere il medesimo approccio analitico sia se disegno un cavallo sia se devo realizzare un treno o una città di frontiera.

C4C: Attualmente a cosa stai lavorando? Ancora a Tex o su altre testate Bonelli?
M.R.: Attualmente sto lavorando su un lungo racconto che ha come protagonista il giovane Tex. La storia è di Mauro Boselli.

Michele, grazie mille per il tempo dedicato a C4 Comic, complimenti per il lavoro fatto finora e auguri per quello futuro!

Filippo Marazzini

Studia per mangiare, scrive per digerire.

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