[Esclusiva] C4 Chiacchiere con… Gigi Cavenago (26 gennaio 2017)

Gigi CavenagoAbbiamo intervistato brevemente Luigi “Gigi” Cavenago. Il disegnatore lombardo esordisce su Strike, rivista contenitore di Star Comics, per poi approdare, nel giro di pochi anni, in casa Bonelli dove disegna due numeri della miniserie di Pasquale Ruju, Cassidy. Dopo aver lavorato su Orfani, con Roberto Recchioni, approda su Dylan Dog con il numero 361 – Mater Dolorosa. L’albo è un successo grazie ai suoi disegni incredibili, ma veramente credetemi oh lettori,  disegni straordinari. Il passo è breve e ora troneggia come copertinista ufficiale della serie regolare.

C4 Comic:  Materia occulta, fantasy, sci-fi e chirurgi alcolizzati: lo spaziare tra generi ha influito sulla tua crescita e maturazione artistica?
Gigi Cavenago: Si, decisamente. Tendo comunque a preferire storie con elementi fantastici tipo horror e fantascienza, ma spaziare e cambiare genere è sempre un processo interessante che mantiene allenati certi muscoli mentali. Non dico che sia un male specializzarsi in un genere, anzi. Mike Mignola, per dirne uno, ha sempre dichiarato di aver sempre voluto disegnare mostri per vivere, e tanti ce ne ha regalati che bisogna solo ringraziarlo.

Dylan Dog #361 - Mater Dolorosa tavola 2C4CParliamo del tuo impegno attuale, il lavoro come copertinista per la serie regolare di Dylan Dog. Quanto visto finora denota una qualità nella visualizzazione complessiva non indifferente: qual è il metodo Cavenago per setting e concept?
G.C.: Il metodo è quello standard: seguire le indicazioni del curatore.
Roberto mi manda una descrizione di quello che vuole che venga rappresentato, in certi casi mi allega delle tavole dell’albo in questione, altre volte un riferimento preciso (come nel caso della copertina de “Gli anni selvaggi” e “Il giorno della famiglia”) e partiamo da lì. Quindi il mio compito è seguire la traccia ed elaborarla in una serie di bozze che propongo alla redazione. Una volta indicatami la proposta vincente, parto con un definitivo. Il mio contributo quindi è principalmente stilistico e trova spazio anche in quelle aree indefinite che stanno attorno all’idea di base: si tratta di piccole scelte che fanno da contorno al tema principale, come la scelta delle luci o dei vari elementi in secondo piano. Detto così potrebbe sembrare roba da poco, ma si sa, il diavolo sta nei dettagli.

© 2016 Sergio Bonelli Editore

© 2016 Sergio Bonelli Editore

C4CFotografia, pittura e musica: dobbiamo aspettarci omaggi ad altri ambienti artistici? Oltre ai Sex Pistols, De Chirico e i Beatles chi sazia la tua fame d’arte?
G.C.: Al momento non saprei, ma siccome a Roberto piace questo genere di contaminazioni, sono quasi certo che ce ne saranno ancora molte. È una spinta molto naturale e pure in linea con la natura di Dylan Dog che è sempre stato un fumetto citazionista, o “post moderno”, che dir si voglia.

C4CSe un domani ti fosse data carta bianca per una serie, un graphic novel o una short story, insomma, se potessi creare il fumetto che hai sempre voluto realizzare come sarebbe? Chi chiameresti nel roster di produzione?
G.C.: Qualche idea ce l’ho, ma ancora troppo vaga. Dei sogni nel cassetto non ne parlo per scaramanzia, magari risentiamoci tra un paio di anni!

Ringraziamo Luigi “Gigi” Cavenago per la disponibilità e vi ricordiamo che compone delle copertine eccezionali che da sole valgono l’acquisto degli albi. Non fatevele sfuggire.

Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Frequento la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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1 Risposta

  1. 31 marzo 2017

    […] Gigi Cavenago, classe 1982, dopo la maturità scientifica frequenta per due anni la Scuola del fumetto di Milano e un corso di grafica pubblicitaria all’Istituto di arti grafiche Rizzoli. Nel 2005 esordisce sul numero uno della rivista “Strike” e si aggiunge allo staff della nuova serie di Jonathan Steele (di Federico Memola) per Star Comics. Assieme a Giovanni Gualdoni crea la miniserie Dr. Voodoo per Free Books. Il 2008 segna l’ingresso nella scuderia Bonelli. Entra a far parte dello staff di Cassidy, la miniserie creata da Pasquale Ruju di cui disegna gli albi 6 e 11. Dopo poco, entra a far parte dello staff della prima miniserie Bonelli interamente a colori: Orfani, di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari, per la quale disegna il terzo albo e metà dei numeri 4, 9 e 11. Realizza il primo albo della terza stagione di Orfani: nuovo mondo. Agli inizi del 2014 gli viene dato l’incarico di copertinista per la serie quadrimestrale “Dylan Dog – Old Boy”, mentre nel 2016, a partire dall’albo 361, diventa copertinista della serie regolare. Realizza inoltre le copertine dei tre volumi di Cassidy Omnibus. Sempre nell’autunno 2016 realizza disegni e colori dell’albo trentennale di Dylan Dog, “Mater Dolorosa”, su testi di Roberto Recchioni. Per Bao Publishing ha realizzato le cover variant dell’edizione da libreria della seconda stagione di Orfani: Ringo e la cover variant della riedizione di prestigio del Dylan Dog “Caccia alle streghe”, scritto da Tiziano Sclavi e disegnato da Piero Dall’Agnol. Sempre per Bao, nel 2017 è in libreria con l’edizione ricca di contenuti extra di “Mater Dolorosa”. […]

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