Addio a Jiro Taniguchi

Sabato 11 febbraio l’editore francese delle opere di Jiro Taniguchi ha annunciato la sua morte all’età di 69 anni. Il funerale sarà una cerimonia intima e privata, lontano da rumori e traffici di appassionati.

Quando la notizia è arrivata ho faticato a riprendermi. Poi il messaggio dalla redazione “Puoi occuparti della news?“. Come fare? Dove prendere le forze per battere sui tasti questa dolorosa epigrafe? Ecco, allora, che questo non sarà un memoriale o un articolo di approfondimento, il mio dovere è rendere omaggio nell’unico modo che posso fare: parlarvi di ciò che mi ha dato e consigliarvi di leggerlo.
Jiro è entrato nella mia vita molti anni fa quando ad un mercatino trovai l’ultimo numero di Seton al 90% di sconto. Conoscevo Taniguchi, che nel volume vestiva il solo ruolo di disegnatore, per nome ma non l’avevo mai approcciato. Ho preso il volume, costava decisamente troppo poco per lasciarlo lì, promettendomi di recuperare gli altri numeri. Arrivato a casa cominciai a leggere: incredibile, davvero è un manga? Il tratto estremamente fine, i dettagli così equilibrati nella pulizia dell’immagine, la chiara influenza dei fumetti storici franco-belga e, soprattutto, la dolcezza negli sguardi, mi diedero i brividi per tutta la durata della lettura. Dovevo saperne di più.
Decisi di recuperare il volume de I classici del fumetto di Repubblica dedicato alla sua arte, curioso di sapere cosa mi fossi perso fino ad allora. Il volume in questione contiene L’uomo che camminaGourmet.
Il volume in questione mi ha cambiato la vita.
Difficilmente ho ricordo di una narrazione così fluida, temperata, dolce, accogliente, calda e pregna d’amore. Un uomo che cammina può raccontare tutto o non raccontare niente ma se sceglierete di viaggiare insieme a lui, con il suo passo e a ritmo col suo respiro, vedrete per la prima volta il mondo con gli occhi di un altro. E, qui sta il capolavoro, Jiro vede un mondo bellissimo.
Gourmet mi ha divertito moltissimo con il suo irriverente schernire l’uomo giapponese, così metodico ed indaffarato da stupirsi per un piatto di riso mangiato con cognizione dell’essere. Ecco che quel cibo ha tutto un altro sapore, ecco che gli odori della street food cambiano in base al nostro umore. Umorismo gentile e dolce, una vera chicca.
Poi ho avuto fame, dovevo leggere altro, e sono corso a recuperare quanto mi mancava. Gli anni sono passati e per come va il tempo ho dovuto lasciare da parte questa frenetica corsa al completismo in favore dello studio.
Poi la notizia, poi due giorni d’inferno.

Ammetto, sono uno che non sa confrontarsi con le perdite. Ecco perché ho deciso di fare un articolo per ringraziare il maestro nell’unico modo che conosco: consigliare a voi lettori le sue opere. Quartieri lontaniAllevare un caneLa vetta degli deiTrouble is my business, Uno zoo d’inverno sono solo alcuni dei titoli che sapranno toccarvi con dolcezza e gentilezza raccontandovi i suoi temi più cari come il viaggio, la figura della montagna e delle vette, la forte empatia con la natura, gli amori, il duro lavoro e molto altro. Jiro Taniguchi è stato un autore fondamentale e continuerà ad esserlo, se non lo conoscete lasciatevi cadere nel suo abbraccio paterno e non nascondete le lacrime: rimarrà tra voi e le pagine della sua arte.

Concludo con la mia tavola preferita tratta da L’uomo che cammina. Qui l’autore raggiunge il picco della dolcezza narrativa.
Yukichi porta fuori il cane e ha tutta l’intenzione di stare fuori per un po’. Mentre si allontana dal centro residenziale costeggia un parco giochi che cattura la sua attenzione: il tempo si ferma per sempre, l’uomo vede due studentesse raccontarsi segreti, parlare della scuola, degli insegnanti e dei compagni di classe; soprattutto di quello più carino, chissà se mai le degnerà di uno sguardo, chissà se un domani saranno donne in carriera o madri, mogli o chissà che altro. Yukichi non lo sa, non sente il discorso delle due ragazze, ma non può fare a meno di sentirsi come loro, di ricordare la sua adolescenza e di quando bastava guardare in alto un cielo coperto da alberi e foglie per sognare l’estate.
Yukichi continua a camminare, i rami degli alberi coprono la strada rinfrescando la giornata.

Grazie maestro, a presto.

Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Frequento la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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